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Lunedì, 21 Settembre 2020
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Castrolibero, il Museo Kawasaki celebrato nel mondo della cultura sportiva e della storia del Motocross internazionale

Posted On Domenica, 08 Dicembre 2019 09:59

Il Museo Kawasaki, unico in Italia, e già da quattro anni ubicato nella ridente cittadina di Castrolibero, suscita per la sua peculiarità interesse anche a livello internazionale. Una iniziativa unica nel suo genere frutto della grande inventiva e della forte volontà del suo promotore e creatore, Paolo Marozzo da sempre personaggio creativo con forte venature artistiche e sportive, amante del bello e capace di tramutare in realtà i suoi sogni spesso avveneristici ed avanti con i tempi. Nel settore del Motocross, sin dalla nascita di questo sport, il Belgio è stato in assoluto la nazione che in Europa ha avuto un ruolo di primo piano per aver sfornato i piloti più blasonati del mondo e per aver sempre portato avanti la cultura del fuoristrada come forma primaria di pratica dello sport nazionale. I circuiti più belli e storici d’Europa sono nati in Belgio e tutt’oggi caratterizzano per eccellenza il campionato del mondo.

Il sito specialistico MXVINTAGE.BE rappresenta il mondo del motocross in Europa, nell’editoria di questo sport è il punto di riferimento massimo per gli appassionati di tutto il mondo. Il caporedattore Danny Hermans, appresa la notizia dell’esistenza del Museo Storico Kawasaki VMX Italia, (VMX significa motocross vintage) ha contattato nell’immediatezza l’ufficio stampa del museo per redigere un articolo di prestigio sull’iniziativa che, in quanto unico museo specialistico Kawasaki in Italia, rappresenta un fiore all’occhiello per la nazione ed amplifica il prestigio europeo della cultura per questo sport. In una scala di valori, questo rappresenta il livello più alto a cui può aspirare una struttura museale sportiva che, partendo da una piccola località del territorio calabrese, grazie al lavoro incessante di promozione ed al valore inestimabile della collezione Kawasaki presente nella struttura ha raggiunto una notorietà internazionale e rappresenta una attrazione turistica per gli appassionati del mondo del motocross vintage.

Nello specifico i tre esemplari unici al mondo della collezione rafforzano il potere attrattivo del Museo, le esposizioni itineranti e la divulgazione capillare sui social network fanno da contorno alla promozione di questo progetto culturale e sportivo che nel mese di Dicembre 2019 compirà ben quattro anni di continuata attività. Un riconoscimento all’operosità e genialità italiana e, nello specifico, calabrese.

Link articolo originale: https://www.mxvintage.be/het-kawasaki-vmx-museum-in-italie/ 

L'articolo dedicato al Museo Kawasaki rappresenta un riconoscimento di valore per l'iniziativa ed è opportuno pubblicarlo integralmente appositamente tradotto in lingua italiana.

(Traduzione in italiano fedele all’originale della redazione belga): “ In una ridente cittadina del sud Italia, Castrolibero, in provincia di Cosenza, per iniziativa della A.S.D. PJ4X Racing Team, nel dicembre 2015 nasce in esclusiva nazionale il primo Museo Storico Kawasaki VMX dedicato al motocross "d'autore", selezionando pezzi da collezione rari importati dagli USA ed appartenuti ai campioni statunitensi. L’idea di creare un posto magico dalle molteplici sfumature vintage, accogliente ed originale, dove poter raccontare la storia delle verdi Kawasaki da cross con passione e competenza, è stata subito apprezzata con entusiasmo. Tra tante collezioni private disseminate in tutta Italia, mancava una esposizione permanente “monotematica” aperta al pubblico in esposizione permanente di moto da cross, la scelta è ricaduta sul marchio Kawasaki per il suo elevato valore storico nel mondo. La scelta di aver optato per il mercato americano, è motivata dal fatto che negli anni 70/80 gli USA rappresentavano il vero territorio di sviluppo dei motocicli nipponici, la concorrenza era spietata ed i piloti di grosso calibro sempre più esigenti in fatto di prestazioni e di sviluppo tecnico, erano i veri tester delle case costruttrici, avendo a disposizione già allora impianti sportivi particolarmente all’avanguardia.

Tutti i suggerimenti e le costanti esigenze di migliorie meccaniche venivano trasmessi ai tecnici Kawasaki giapponesi, tanti esemplari factory della serie SR venivano costruiti direttamente in USA. Il passaggio dal sistema di sospensioni tradizionale twin shocks al sistema UNI-TRAK, l’introduzione dei primi freni a disco, le sperimentazioni sui motori con raffreddamento ad acqua e l’introduzione dei sistemi di aspirazione lamellare, sono alcuni esempi frutto delle sperimentazioni in gara attuate dai piloti americani a stretto contatto con gli ingegneri nipponici alcuni anni prima del trasferimento sui modelli di serie e solo a raggiunta affidabilità meccanica. Il Museo Storico Kawasaki VMX può contare sul supporto di Kawasaki USA e di una rete di concessionari e collaboratori in varie zone del paese che, di volta in volta, segnalano la possibilità di poter acquisire modelli rari ed esclusivi corredati di certificazione di origine, attestante i vari passaggi di appartenenza nel tempo a collezionisti e team privati.

Un grande supporto tecnico viene fornito anche da AHRMA (American Historic Motorcycle Association), per l’individuazione di esemplari esclusivi e per attribuire ad essi una stima indicativa di valore storico. In tutto il mondo si sta lentamente estendendo l’eco della nostra iniziativa, tante comunicazioni di plauso e di consensi tecnici ci pervengono quotidianamente, anche la rete di fornitori esteri di parti di ricambio originali necessarie per i fedeli restauri effettuati nel nostro laboratorio, è in continua evoluzione accrescendo così contestualmente la nostra credibilità oltre i confini nazionali. Tre esemplari unici al mondo, appartenuti a campioni internazionali, fanno parte della collezione uno dei quali, la KX 250 SR 1983 appartenuta a Billy Liles negli esordi del Team Green Kawasaki.

Questo esemplare particolarmente bello, nella sua spartana configurazione racing, adotta un motore molto compatto e molto potente, scarico surdimensionato, sospensioni di grande escursione, inedita pompa freno sull’anteriore, nichelature oro su radiatori e varie parti della ciclistica. La moto è appartenuta ad un collezionista tedesco prima di essere stata ceduta ad un museo in Olanda. Fa bella mostra nel Museo un altro esemplare raro appartenuto al pilota americano Brad Lackey, una KX 500cc sperimentale risalente all’anno 1979 dotata di motore con aspirazione lamellare e selettore del cambio speciale (pensato per escludere la possibilità di sfollare accidentalmente tra le marce, con una sensazione quasi “sequenziale” della cambiata al solo sfioramento del piede sulla leva) che meccanicamente evitava la possibilità di rotture accidentali in gara al pilota, vista l’estremizzazione del motore da 500cc, al limite della sua cubatura e potenza. Altro dato entusiasmante è la dolcezza del comando frizione, inusuale a quel tempo sulle moto di serie, punto nevralgico soprattutto delle moto italiane ed europee. Sospensione posteriore prototipo UNI-TRAK e forcella ad aria di grande escursione sull’anteriore, tutta la ciclistica è stata pensata per la stazza fisica del famoso pilota americano anche se la posizione di guida appare un po’ rannicchiata.

Tra le varie peculiarità spiccano un carburatore Mikuni da 38 prima serie ed una scatola filtro molto simile a quella che sarà poi montata di serie sul KX420 del 1980. Questa moto non ha subito alcuna forma di restauro, essa mantiene ancora intatto il fango residuo e le velature superficiali di ruggine dell’epoca, qualche piccolo danno per il duro utilizzo in gara del pilota ne accentua il fascino e la sua storia, meccanicamente perfetta con un avviamento impeccabile al primo colpo. Un altro esemplare che ha ricevuto molto apprezzamento dagli estimatori è la KX 500 1986, anche questa interamente allestita in USA e realizzata come works replica per il pilota belga Georges Jobè. A dimostrazione della grandezza dei piloti europei nel mondiale degli anni 80, gli americani hanno cercato di carpire particolari dettagli tecnici, non comuni alle moto di serie, con un approccio persino rispettoso nei confronti di piloti di quel calibro (Jobé era un mito assoluto nel mondo), un po’anche come un tributo alle gesta memorabili che inevitabilmente varcavano i confini d’Europa.

Dalla documentazione correlata alla moto, risulta che la moto sia stata usata una sola volta dal pilota belga in USA verso fine carriera. Tra i vari esemplari della collezione spiccano altre tre moto importanti: la KX 250 1981 del Team USA di David Bailey, la kx 500 1987 ufficiale del Team Cinti, del pilota italiano Eno Carducci che ha corso nel mondiale, la KX 60 come quella del pilota Jorge Lorenzo con cui ha iniziato da bambino la sua attività motoristica. Tanti altri modelli strettamente di serie sono presenti nel Museo, alcune altre moto sono in fase di lavorazione di restauro, altre sono in arrivo dagli Stati Uniti. Testimonial d’eccezione di un evento memorabile del Kawasaki Museum è stato Alessandro “Ciro” De Petri, il campione dei Rally Raid desertici che ha interagito con un vasto pubblico, portando con se il suo bagaglio di esperienze e mille segreti inediti della Dakar, del Faraoni e delle altre competizioni nel deserto che lo hanno visto protagonista.

Il suo passato, che lo ha visto agli esordi cimentarsi nel motocross, è esploso nell’entusiasmo di trovarsi inaspettatamente di fronte a moto uniche, oggetti rari di culto in quanto appartenute a piloti icone internazionali, un po’ una inaspettata sorpresa aver avuto l’occasione di vedere da vicino esemplari Kawasaki così carichi di storia e di fama internazionale. Iniziative simili portano al coinvolgimento di un vasto pubblico di appassionati e curiosi, un modo per estendere a tutti il mondo del fuoristrada d’epoca, con le sue storie incredibili di uomini e mezzi. I grandi schermi a led dislocati nella struttura offrono la possibilità di visionare i vecchi filmati storici, supportando i visitatori con una sorta di realtà “virtuale” aggiuntiva, i filmati storici danno la possibilità ai visitatori di vedere in azione il pilota originario, a distanza di circa trent’anni, con la moto originale che con stupore possono vedere e toccare di persona, potendo cogliere ulteriormente l’essenza di un’epoca memorabile dove i piloti potevano usufruire di mezzi meccanici sperimentali spesso difficili da gestire e che li rendevano alla prova dei fatti come dei veri supereroi.

La collezione del museo al momento vanta già un valore di quotazione di mercato storico inestimabile, il progetto finale prevede l’introduzione di altri 15 esemplari rari ed una nuova e spaziosa sede per offrire ai visitatori un percorso “suddiviso per annate” che, partendo (per nostra scelta) dal 1974 giunge alla fine degli anni 80. Non è importante disporre di tutte le cilindrate in base agli anni di produzione, ciò che conta è poter mostrare al pubblico l’evoluzione tecnica delle moto negli anni e sottolineare le peculiarità ingegneristiche che hanno dato una svolta radicale alla produzione dei mezzi ed al loro utilizzo nelle gare di tutto il mondo. Il nostro intento è quello di rientrare a giusto titolo nel polo museale internazionale per dare il giusto tributo al nostro operato, la preziosa collezione già esistente è oggetto di consensi in tutto il mondo, anche lo sponsor ufficiale di Kawasaki SBK, “Motocard”, ha esplicitamente espresso il proprio entusiasmo per l’iniziativa e l’intenzione di supportare il nostro progetto storico.

Il target dei visitatori è estremamente eterogeneo, dai bambini incuriositi e sorpresi, agli adulti che spesso hanno vissuto personalmente l'agonismo degli anni 70/80 e che guardano al passato con nostalgia, il tutto in una atmosfera particolarmente suggestiva della attuale location del Museo. Gli esemplari della nostra collezione, da semplici oggetti meccanici, grazie anche all'appartenenza di alcuni esemplari ad icone mondiali dello sport, mutano in vere e proprie opere d'arte, con una storia gloriosa alle spalle, con le innovazioni tecniche dell'epoca frutto del sudore di ingegneri e meccanici. Il fascino prodotto sui visitatori è estremo, i ringraziamenti per aver creato questo luogo magico sono tantissimi, pensiamo di essere sulla giusta strada nell'aver creato una struttura unica in Italia la cui notorietà si sta estendendo quotidianamente a macchia d’olio…

Il Museo Kawasaki ha da qualche mese iniziato una serie di esposizioni itineranti per poter raggiungere i visitatori anche fuori dalla sede ufficiale, esposizioni importanti e suggestive in grandi quartieri fieristici, che in ogni evento possono contare sulla presenza di oltre 1000 visitatori. Un grande successo che con l’aiuto di testate giornalistiche ed addetti ai lavori del settore potrà crescere in modo esponenziale per la gioia degli appassionati del marchio Kawasaki nel mondo. Il Kawasaki VMX Museum Italy, nella attuale sede, si trova nel sud Italia, in Calabria nella città di Castrolibero (Cosenza).- Italia
Il Museo, nel periodo invernale, si può visitare nei giorni di Venerdi - Sabato - Domenica dalle ore 15,00 alle ore 19,00.
Info Museum: +39.333.6982180 - General Manager Paolo Marozzo


Redazione

 

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