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Regionali, la grande confusione

Posted On Lunedì, 28 Ottobre 2019 07:17

Il quadro politico calabrese nell'immediatezza delle prossime regionali offre un quadro desolante ed unico nel panorama nazionale. Ancora una volta la Calabria si differenzia dalle altre regioni italiane e si distingue per la sua eterna litigiosità che si riflette, ovviamente, anche nella politica. Chi non ricorda i lunghi commissariamenti dei tempi della Prima Repubblica, dei commissariamenti del vecchio Psi e della vecchia dc dove proconsoli romani venivano spediti nelle litigiose sedi di partito per cercare di mediare le lotte intestine fra le varie fazioni o componenti che dettavano i tempi della politica calabrese.

Lunghissimo l'elenco dei commissari del vecchio Psi ed altrettanto quello della vecchia Dc. Ed anche oggi nella solita logica gattopardesca dove "tutto cambia ma nulla cambia" i partiti calabresi sono commissariati. Nel Pd il Commissario è l'On. Stefano Graziano. Perfino nella giovane Lega apparsa da pochi anni sulla scena in Calabria vi è un Commissario. il deputato bergamasco Cristian Invernizzi. Ed in questo quadro il centrosinistra è diviso in mille rivoli. Da un lato il Presidente Mario Oliverio ed i suoi uomini, dall'altro chi vuole la fine politica di Mario Oliverio.

Il Movimento 5 Stelle che da Roma lavora per stringere l'accordo con il Pd e a livello locale che non vuole alcun accordo. Il centrodestra con Forza Italia che indica candidato a Governatore il Sindaco Mario Occhiuto con la Lega che pone veti su controveti, mentre Fratelli d'Italia, chiusa in un assordante silenzio, continua a tacere. E tutto questo mentre le elezioni si avvicinano. Questa è la politica in Calabria, riflesso di una peculiare caratteristica dei calabresi, pronti all'autoreferenzialità, spesso litigiosi e sempre gli uni contro gli altri.

Questa la lotta per il potere in una dinamica sociale dove la politica è ancora la padrona assoluta del territorio e dove non esistono poteri che si contrappongono alla politica, come quello imprenditoriale che in altre realtà ha il suo peso. In una società che vive di assistenza, di false speranza, di clientelismo e di favoritismo molto residui della vecchia e Prima Repubblica ancora imperano e tutto ciò impedisce qualsiasi cambiamento.

Altro che il Gattopardo siciliano. I veri Gattopardi sono i politici calabresi, eterni e duraturi nei decenni e addirittura pronti a lasciare le poltrone da padre in figlio come nelle più antiche monarchie. Questa è la Calabria dell'immobilismo. Questa è la Calabria che ha costretto i suoi giovani migliori, i suoi figli, il suo futuro ad andarsene altrove. questa è la Calabria che continua a farsi del male.

Gianfranco Bonofiglio