Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy

Domenica, 28 Novembre 2021
itenfrdees

Roma, Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, mostra del grande artista Newyorkese Frank Holliday a cura di Cesare Biasini Selvaggi

Posted On Venerdì, 09 Agosto 2019 08:21
Frank Holliday e Roberto Bilotti Frank Holliday e Roberto Bilotti

Presso il prestigioso Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese è in corso una interessante mostra del grande artista newyorchese FRANK HOLLIDAY a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Gli orari di apertura validi sino a fine settembre sono da martedì a venerdì ore 13.00 - 19.00, e sabato e la domenica ore 10.00 - 19.00. Chiuso lunedì - l’ingresso è gratuito. Una ricca rassegna di grande pittura, opere realizzate a Roma con forti pennellate espressive, con colori rapidi e pastosi che divengono immagini dinamiche fino all'astrazione e all'interiorità di una pittura post-postmodernista tra metafore velate ed esplicite. Frank Holliday, Pittore e artista performativo (Greensboro, North Carolina, 1957), parte dei movimenti Neo Espressionisti, una sorta di "neo-neo espressionista" come definito da Anni Bonney.

La sua ricerca muove da figure apparse come reazione agli anni Ottanta, come attori di un palcoscenico che rievocano il suo periodo performarmativo. Grandi formati "Neo Astratti", liberati da contenuti figurativi, narrativi, o metaforici, associato alla scena artistica dell’East Village e del Club 57 "la spontanea celebrazione dell'attimo", "slancio vitale". Nei primi anni della sua carriera da artista ha lavorato con Andy Warhol e Keith Haring, Ann Magnuson e Kenny Scharf. Ha esposto a The Arts Club, Derek Eller, White Columns, Sandra Gering Gallery, Amy Lipton Gallery, Elizabeth Dee, Barbara Toll Fine Art and Club 57, Lennon Weinberg, PS1 e il Club 57 con Keith Haring. Articolate recensioni del suo lavoro di Holland Cotter e Stephen Westfall in Art in America, Grace Gluek e Ken Johnson per il New York Times, e Bill Arning per il Village Voice.

Al museo Bilotti sono esposte negli spazi principali e anche nelle sale di secondo piano grandi tele realizzate a Roma con una figurazione dopo il post-modernismo all'astrattismo enigmatico, opere che esprimono un percorso di ricerca dagli anni Ottanta al XXI secolo. "Molti dei miei dipinti", dichiara l'artista, "riguardano le emozioni, ma sopratutto il senso di non capire esattamente cos'è l'emozione, il non sapere e la paura che questo genera. Cerco significati, mi infilo tra le immagini e le metafore, lavorando in serie, facendo lavorare i corpi. Quando trovo quello di cui ho bisogno, mi fermo. Cerco qualcos'altro.

Ecco perché mi sono permesso di lavorare in modo così libero. Tutto viene dall'esplorazione. Mi hanno criticato per il fatto di cambiare continuamente, e non è stato facile dal punto di vista commerciale ma è così che lavoro". I suoi lavori sono parte di numerose importanti collezioni sparse negli Stati Uniti, in Europa, Giappone, Australia, Messico, in spazi come il Weatherspoon Museum at The University of North Carolina di Greensboro - con le opere Crash (1993) e C-Story (2001) - il Museum Frederick Russe di Stoccolma (Svezia), il Museo delle Miniature di Amsterdam (Olanda) e l’ IBM. Frank Holliday è stato premiato con il National Endowment for the Arts (1986), il Gottlieb Foundation Fellowship (2010), il Pollock Krasner Foundation Fellowship (2010) e il Fellow of the John Simon Guggenheim Memorial Foundation (2015).


Redazione

 

 

News dalla Calabria