Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy

Domenica, 19 Gennaio 2020
itenfrdees

Nasce la fondazione Antonio Megalizzi: intitolata al giovane vittima del terrorismo a Strasburgo

Posted On Sabato, 08 Giugno 2019 08:58
Antonio Megalizzi Antonio Megalizzi

Presentata nel palazzo della Provincia di Trento la Fondazione Antonio Megalizzi, nata su iniziativa dei famigliari e degli amici per ricordare la figura del giovane ventinovenne trentino rimasto ucciso durante l’attentato terroristico ai mercatini di Natale di Strasburgo. L’istituzione si occuperà di favorire la formazione e l’informazione dei giovani sui temi dell’Europa e del giornalismo. La fondazione è stata promossa con la collaborazione e il sostegno della Federazione nazionale della stampa italiana, del Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige, UsigRai, RadUni e Articolo21. Hanno aderito all’iniziativa anche Università, Comune e Provincia di Trento.

"La fondazione vuole portare nelle scuole, nelle università, nelle piazze di tutta Italia il confronto sui temi dell’informazione, del giornalismo e d’Europa, per stimolare il senso critico e la ricerca della verità. È un sogno ambizioso, ma Antonio era ambizioso, e in questo modo gli restituiamo ciò che non ha avuto modo di fare", ha detto la fidanzata Luana Moresco. Secondo l’indicazione dei famigliari, la fondazione collaborerà con chiunque desideri rendersi partecipe per raccontar cosa fa l’Unione europea, discutere di attualità e tematiche di rilevanza sociale, fornire gli strumenti per riconoscere le fake news e aiutare i giovani come Antonio a realizzare il sogno di poter raccontare ai propri coetanei, e non solo, l’Europa.

Chi era Antonio Megalizzi, giovane reporter appassionato dell'Europa

Antonio Megalizzi, giovane reporter italiano, appassionato dell'Europa con il sogno del giornalismo, è morto dopo tre giorni da quella drammatica sera in cui, passeggiando con due amiche al mercatino di Natale di Strasburgo, ha incrociato lo sguardo e la pistola di Chérif Chekatt, un ragazzo più o meno della sua stessa età, ma con l'inferno dentro. Per Antonio, colpito alla testa, da subito ci sono state poche speranze: "Condizioni irreversibili e inoperabili", era stata la sentenza pronunciata dai medici alla famiglia. E a soli 29 anni è passato dal coma alla morte, diventando la quarta vittima dell'attacco di Chérif Chekatt.

Fa impressione ascoltare l'entusiasmo con cui Antonio sognava di fare il giornalista, a tempo pieno, e parlava della sua esperienza a Strasburgo. In un messaggio audio che l'ANSA ha potuto ascoltare raccontava di essere "innamorato dell'Unione Europea". Con il desiderio, rivelava ad una amica, "di riuscire un giorno a farcela: di continuare a fare quello che faccio a Strasburgo ma in maniera continuativa, perché ancora non esiste un media service giovane che si occupi di Ue".

Antonio è stato descritto dagli amici come un europeista convinto, una persona brillante, determinata, ma anche rispettosa delle differenze. Che fosse un ragazzo apprezzato lo si capisce da tante piccole cose accadute in questi giorni drammatici: dai tanti messaggi sul suo profilo Facebook alla lettera che gli amici hanno attaccato al muro sotto la sua casa a Trento, dove il giovane viveva assieme al papà Domenico, alla mamma Annamaria e alla sorella più piccola, Federica.

"Per te sposteremmo anche le montagne", è stato il loro saluto. Appena saputa la notizia, don Mauro Leonardelli, parroco della parrocchia di Cristo Re, dove mamma Annamaria è catechista, ha organizzato un momento di preghiera parlando ai fedeli dell'importanza del messaggio dato da Antonio attraverso la sua vita e il suo lavoro.

News dalla Calabria