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19 gennaio/17 febbraio 2018 - Al Museo del Presente la mostra monografica di Antonio Ligabue

19 gennaio/17 febbraio 2018 - Al Museo del Presente la mostra monografica di Antonio Ligabue

L’Amministrazione comunale di Rende ha l’onore di presentare la mostra monografica di Antonio Ligabue che, grazie all’iniziativa dell’Associazione N.9, si terrà per la prima volta in Calabria. Le opere, che potranno essere viste al Museo del Presente a partire dal 19 gennaio 2018, rappresentano bene le diverse tecniche espressive dell’artista - olii su tela, sculture e incisioni a puntasecca - e saranno corredati da oggetti legati alla sua persona e alla sua turbolente vita.

Seppure la vasta fortuna, di critica e di mercato, dell’arte di Ligabue sia di una data piuttosto recente, la sua firma è diffusamente riconosciuta: visioni colorate, giungle popolate da belve feroci, tigri con le fauci spalancate, leoni che aggrediscono gazzelle, leopardi assaliti da serpenti, cani in ferma, galli in lotta, i tacchini. Predatori e prede, selvatici e domestici.

E poi, i numerosi autoritratti, sempre nella stessa posa, ossessivi, arrabbiati, inquietanti. E’ generalmente conosciuta anche la follia di Ligabue chiamato El Matt, la vita passata dentro e fuori ospedali psichiatrici e manicomi. E la sua miseria solitaria, da ragazzo e poi da uomo strano e violento, respinto dalla famiglia, abusato, espulso dal suo paese natio, la Svizzera, reietto vagabondo tra gli alberi, le nebbie e le calure lungo le rive del Po. Una narrazione tanto suggestiva che un recente romanzo giallo di Marco Malvaldi centra la trama attorno alla ricerca di un quadro di Ligabue, eseguito su un supporto, diciamo, insolito. 

Eppure, a riscattare tanta sofferenza, c'era in Ligabue una genialità artistica capace di trasformare gli incubi in visioni colorate, incantate, oniriche, in una pittura istintiva e passionale. Non c’è dubbio che Ligabue abbia realizzato le sue opere migliori proprio in stati di precaria lucidità, dove si confondevano la realtà e il sogno. El Matt fu matto davvero.

Ma quall’è la frontiera tra genialità e pazzia? Tanti artisti, tra i più grandi, furono pazzi, come argomenta la mostra itinerante sull’arte e la follia curata da Vittorio Sgarbi. Fu un “pittore malato” per eccellenza Vincent van Gogh: allucinato, epilettico, ansioso, mentalmente confuso, anche lui frequentatore involontario di manicomi. Il suo “Autoritratto con l'orecchio bendato”, l’orecchio da lui stesso reciso, ricorda quelli di Ligabue, con il viso e le mani spesso feriti, forse anch’egli autolesionista. Fu matto schizoide Edvard Munch, anch’egli ricoverato in manicomio, che così descrisse l’origine patologica del suo famoso quadro “L’urlo”: Sentii un urlo attraversare la natura:// mi sembrò quasi di udirlo.// Dipinsi questo quadro,//… // I colori stavano urlando. Fu matto autodistruttivo Jackson Pollock, consumato da alcool e psicofarmaci e morto tragicamente a soli quarantaquattro anni. Furono matti depressivi Francis Bacon, e il suicida Mark Rothko, e Camille Claudel rinchiusa per trent’anni in un istituto psichiatrico. 

Certo, Ligabue era matto ed era incolto, ma è erroneo per questo catalogarlo come un pittore naïf. El Matt non era né ingenuo né primitivo. Del resto, non lo era nemmeno Henri Rousseau, detto il Doganiere, al quale viene spesso accostato per la suggestione onirica del colorato, dell’animale e dell’esotico. Tutti e due erano esclusi dall’accademia, ma mentre Rousseau lo fu per sua scelta, Ligabue lo fu perché povero, solo e diseredato in tanti sensi. Inoltre, l’arte naïf, rappresenta in una visione poetica la vita quotidiana il mondo rurale distante dalla civiltà urbana come quello dell’Europa dell’Est o dei Balcani.

Essa poco si addice all’Italia, dove ogni chiesa di paese custodisce capolavori di pittura raffinata. Sia detto per inciso, a me sembra che l’arte di Ligabue tocchi corde emotive che, per tradizione, risuonano nel Mezzogiorno d’Italia; come se la natura selvaggia e violenta che s’annida nella tela, promettesse una riscossa per i diseredati e gli umiliati. Forse non a caso, in contemporanea con la nostra, si tiene al Maschio Angioino di Napoli un’altra mostra monografica dedicata ad Antonio Ligabue.

 

Prof.ssa Marta Petrusewicz, Assessora alla Cultura, Ricerca e Rapporti con Università - Comune di Rende

 

 

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