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Lettera aperta di Giovanni Verrecchia al signor Paolo Gentiloni Silveri

Paolo Gentiloni Silveri Paolo Gentiloni Silveri

"Signor Gentiloni, prima di ogni altra cosa mi preme spiegarle perché non la chiamo onorevole, come lei magari desidererebbe. Stando al dizionario italiano, la parola onorevole si da a colui che è di rango elevato, oppure che ha compiuto azioni meritevoli di nota. Lei può vantarsi solo del rango elevato perché discendente di una casata nobile, ma non necessariamente degno di nota."

E' quanto si legge in una lettera aperta di Giovanni Verrecchia al Presidente del Consiglio Gentiloni. "Vede signor Gentiloni, personalmente preferisco riservare questa nobile parola a tutti coloro che ogni mattina si alzano dal letto alle cinque e vanno tirare su la serranda del negozietto o del piccolo laboratorio oppure, muniti degli attrezzi del mestiere, vanno a creare economia vera. Quindi, signor Gentiloni, stando all’ etimologia della parola, non posso assolutamente riservarla a lei, così come non posso riservarla ai suoi colleghi."

"Il suo governo sarà ricordato come quello delle imposizioni e dei voti di fiducia. Ben il 42% delle leggi varate dal suo governo sono state approvate con il voto di fiducia! Nessuno, prima di lei ha osato richiedere tante volte il voto di fiducia. Questo, signor Gentiloni, non dovrebbe essere motivo di vanto per lei, e soprattutto non dovrebbe essere un vanto per tutti coloro che nonostante abbiano più volte espresso la loro contrarietà alle leggi per cui lei richiedeva la fiducia, poi l’hanno votata, forse perché ricattati o forse con la speranza di ottenere chissà quali ulteriori privilegi."

"Invece non si è mai degnato di pensare a fare una legge, e sottoporla a fiducia, per gli oltre otto milioni di poveri italiani! Non si è mai degnato di promulgare una legge, e sottoporla a fiducia, che abolisca quel crimine rappresentato dalla legge Fornero! Sarà sicuramente ricordato anche per le sue poco nazionalistiche parole in merito al caso Boschi/Etruria! Lei ha dichiarato “Maria Elena ha chiarito. Agli italiani non interessano le polemiche sul caso Boschi, sarà ricandidata”."

"Non voglio entrare nel merito della candidabilità della signora Maria Elena Boschi, ci sarebbe da discutere a lungo. Ma una cosa le voglio chiedere: “è sicuro che alla gente non interessi delle vicende che hanno visto migliaia di piccoli risparmiatori, truffati dalle banche che il suo partito ha opportunamente tutelato? Ha provato a chiedere, ad esempio, ai superstiti di coloro che si sono suicidati dopo che banca Etruria aveva sparire i loro risparmi? Ha provato a chiedere, signor Gentiloni, ai terremotati del centro Italia, se sono disponibili a dimenticare che stanno passando il secondo inverno senza le casette che il governo avrebbe dovuto fornirgli già da oltre un anno?"

"Lo so. Ora lei dirà che l’altro giorno ad Arquata del Tronto avete inaugurata una nuova fabbrica di scarpe, per far ripartire la popolazione e l’economia di quella zona. Ma i soldi per quello stabilimento, signor Gentiloni, li hanno messi i signori Della Valle! Il governo, e la politica, ha approfittato solo della passerella offerta dagli imprenditori! Mentre nulla si sa della fine che abbiano fatto i milioni di euro che avrebbero dovuto garantire la rinascita di tutta la popolazione di quel comprensorio! Ma ovviamente conosce benissimo tutti questi appunti che le sto movendo, cosi come sa che gli italiani, alle prossime elezioni, negheranno il consenso al suo partito. Ed è per questo che si sta agitando per approvare quanto prima un'altra legge criminale chiamata Ius Soli! Sottoporrà a fiducia anche questa legge?"

"Ora, per concludere, la voglio invitare a riflettere sulla Costituzione Italiana. Lei sa benissimo che sta guidando il quarto governo tecnico che dal 2011 si è avvicendato alla guida di questo paese. E dovrebbe sapere benissimo, che costituzionalmente i governi tecnici sono tenuti a svolgere solo ed esclusivamente le pratiche correnti, oltre ad avere una durata limitata."

"In base a questa regola dettata da quella costituzione che era la più bella del mondo quando a volerla cambiare era un governo eletto dal popolo, mentre si è rilevata inadeguata e obsoleta quando a volerla cambiare era il suo partito, lei e chi l’ha preceduta per ben quattro governi, come vi siete permessi di fare legiferare contro il popolo italiano? Chi vi ha dato il diritto di prendere decisioni che non vi competevano? Pensate forse che bastasse la volontà e il desiderio di un vecchio nostalgico comunista a decidere le sorti di un popolo intero? Ci rifletta, signor Gentiloni, chissà mai che la coscienza, ammesso che ne abbia una, le rimorda un pochino!"

 

 

 

 

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