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Acque agitate nel Pd calabrese, per la coalizione del centrosinistra Alternativa Popolare chiede ben cinque dei dodici collegi uninominali 

Antonio Gentile Antonio Gentile

Acque agitate e grande tensione fra i parlamentari uscenti del Pd calabrese. Infatti nell'accordo nazionale siglato fra quello che rimane di Alternativa Popolare, oggi guidata dal coordinatore nazionale Antonio Gentile ed il Pd di Matteo Renzi a fare la parte del leone nel probabile accordo è proprio l'aggregazione politica che in Calabria ha come riferimento i fratelli Gentile.

Infatti sembra che la richiesta sia stata quella di avere ben cinque collegi uninominali sui dodici complessivi, cioè otto alla Camera e 4 al Senato. Per quel che riguarda il Senato Alternativa Popolare vorrebbe il collegio di Cosenza - Castrovillari per il senatore Antonio Gentile, il collegio di Catanzaro per il senatore Piero Aiello e il collegio di Reggio Calabria per il senatore Nico D'ascola, mentre alla Camera il collegio uninominale di Crotone per la deputata Dorina Bianchi ed il collegio uninominale di Rossano per l'ex consigliere regionale eletto nelle elezioni regionali del 2014 nella lista di Forza Italia, Giuseppe Graziano.

Ben cinque collegi uninominali di coalizione del centrosinistra sono effettivamente troppi e ciò creerebbe enormi difficoltà per i deputati uscenti del Pd, ma, considerando che il loro peso a Roma è quasi nullo e considerando che Matteo Renzi non sembra aver mai avuto grande premura nei confronti del Pd calabro non è detto che sull'altare di un accordo nazionale il Pd calabrese dilaniato da lotte intestine e francamente inesistente nei palazzi romani che contano non possa essere sacrificato.

Rimane il dramma dell'elettorato ex comunista che ha votato Pd ed il dramma di tanti simpatizzanti diessini che ora dovranno votare nei collegi uninominali personaggi politici eletti per diverse legislature nel centrodestra e poi passati con Matteo Renzi. Del resto il voto è congiunto e se si vota alla lista del Pd nei collegi plurinominali proporzionali il voto passa automaticamente al candidato del collegio uninominale di coalizione e viceversa.

Un bel dilemma per tanti renziani che potrebbero anche dirottare il loro voto verso la nuova aggregazione guidata dal Presidente del Senato, Pietro Grasso o, addirittura, potrebbero, per protesta votare Cinque Stelle. Si prospetta, quindi, una difficile campagna elettorale ed una elezione di Primavera con una nuova legge dagli effetti imprevedibili potrebbe riservare clamorose sorprese, oggi, inimmaginabili.

Redazione

 

 

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