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Maximiliano Granata, Presidente associazione Legalità Democratica, "promuoveremo in città convegni e dibattiti sull'eclissi del diritto"

Maximiliano Granata Maximiliano Granata

Il presidente dell'Associazione Legalità Democratica, Maximiliano Granata, continua nel suo impegno garantista con l'obiettivo di intensificare la discussione ed il dibattito sul tema mai irrisolto e sempre pressante del diritto, della divisione dei poteri e della giustizia, non sempre giusta. Dopo aver organizzato un convegno sul tema della giustizia nelle scorse settimane con la partecipazione di illustri giuristi annuncia di essere pronto con la propria associazione a promuovere in città altri confronti ed altre discussioni.

"Nella città di Cosenza e nell’area urbana ci sono continue denunce dei parlamentari cinquestelle e di esponenti del partito Democratico vicini al Ministro della Giustizia, che invocano l’intervento del Procuratore della Repubblica e del suo aggiunto. Vorrei richiamare  - afferma in una nota Maximiliano Granata - alcune frasi del procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, intervenendo al convegno «Giustizia penale e informazione giudiziaria» organizzato dall’Università di Firenze.

"Il nostro è un Paese estremamente diviso, estremamente impegnato in contrasti politici, economici, sociali: la giurisdizione non solo risente di questo, ma le indagini e i processi diventano strumento di questo.... il problema consiste nelle caratteristiche peculiari della nostra lotta politica senza regole, senza limiti, senza attenzione per l’interesse generale: l’avversario non è un naturale interlocutore come vogliono le regole della democrazia, ma è un ostacolo da abbattere".

"Cosenza continua a salire nella graduatoria  delle città in cui più fiero imperversa “l’uso alternativo della giustizia” (non dobbiamo dimenticare la fraseologia del nascente partito dei Magistrati, che, del resto qui in Calabria mosse i primi fragorosi passi), la giustizia è cucinata in una salsa in cui primeggia la contestazione “dell’abuso d’ufficio”, reato con una fattispecie di delicata struttura, ma che certamente non comporta la criminalizzazione di ogni violazione di legge nell’attività amministrativa. Ed invece, in questa eversione del sistema costituzionale attraverso le forzature di quello penale, anche qui si pretende che ogni violazione di norme procedurali da parte di pubblici funzionari, sia “abuso”. Il che è una solenne e pericolosa sciocchezza. Abuso si ha solo quando l’atto, oltre che violatore di leggi e di regolamenti, abbia finalità in se illecite completamente estranee a quelle della Pubblica Amministrazione."

"E cosi, l’aggravante della “ finalità patrimoniale” non va confuso con un qualsiasi “effetto” incidente in qualche modo su situazioni patrimoniali". "A Cosenza è venuta di moda l’interdizione cautelare  dalle pubbliche funzioni (e graduata) come una pena accessoria anticipata, senza alcuna, o con scarsa, connessione, con il reale contesto, e con le esigenze processuali. Significativa ne è l’irrogazione “ facile” statisticamente assai più frequente che altrove, ma anche per tempi più lunghi. Penso e non riesco a riderci sopra, che qui ed ora Frank Sinatra  sarebbe “interdetto per anni uno” dalla professione di cantante e di attore."

"Queste considerazioni, a chi non è informato della realtà delle situazioni, degli episodi, della loro frequenza se non da una stampa complementare e fiancheggiatrice del dissesto costituzionale per via giudiziaria potranno apparire irriguardose ed esagerate. Ma non può e non deve essere riguardo per certi fenomeni. Né tale riguardo può in nessun caso rappresentare - conclude il presidente dell'associazione Legalità Democratica - un contributo al retto funzionamento della giustizia ed alla compostezza della funzione dei magistrati."

"Al contrario ne sono uno stimolo a sempre maggiori devianze. C’è poi un atteggiamento largamente diffuso: quello della comprensione (che è invece totale incomprensione) di questi fenomeni di progressiva brutale sopraffazione di ogni limite nella divisione dei poteri e nella strumentalizzazione della giustizia, fatta, nel migliore dei casi, “strumento di lotta”, alle emergenze vere e supposte. Di questo e altro discuteremo nei prossimi giorni nella città di Cosenza attraverso convegni dibattiti". 

Redazione

 

 

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