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Torino, processo d'appello bis "Minotauro", un pentito "cosentino" svela rituali per l'affiliazione del "terzo livello", professionisti, politici, massoni e uomini dei servizi

Torino, processo d'appello bis "Minotauro", un pentito "cosentino" svela rituali per l'affiliazione del "terzo livello", professionisti, politici, massoni e uomini dei servizi

Da anni coloro i quali sono impegnati nel fronte della lotta alla 'ndrangheta indagano sull'esistenza o meno di un cosiddetto "terzo livello", cioè quei colletti bianchi o insospettabili che fiancheggiando l'organizzazione criminale ne costituiscono un presidio importante e ne costituiscono il tramite per poter ottenere protezioni ed infiltrazioni all'interno, soprattutto, degli apparati dello Stato. E nel processo bis "Minotauro" in corso a Torino si è tenuta la testimonianza durata oltre quattro ore di un collaboratore di giustizia del tutto particolare.

Un collaboratore, Francesco Galdi, commercialista e docente di Economia, che nell'ambito dell'organizzazione e per conto di rinomati boss rivestì - a suo dire - ruoli di notevole importanza. “Fino al 2011 ero uno dei tre custodi delle regole dell’associazione a livello mondiale, incaricati dalle potenti famiglie della ‘ndrangheta  - ha sostenuto il collaboratore di giustizia - di mettere ordine e bella scrittura nei manuali con le istruzioni per battesimi e affiliazioni". 

"In qualità di custode, riscrissi una parte della cosiddetta ‘favella’, le regole, e dei rituali di affiliazione. Mettevo a posto - ha continuato Galdi - alcune frasi scritte in maniera scorretta. L’obiettivo è quello di affiliare fino alle più alte cariche dello Stato. Quello di padrino non è il grado più elevato all’interno della ‘ndrangheta: c’è la Stella, la Luce, i cavalieri templari, e si può arrivare a Infinito, che è la dote più elevata da me conosciuta."

"Per affiliare politici e massoni vengono seguiti rituali diversi da quelli tradizionali. Esistono gradi e livelli creati per la massoneria, la politica, i servizi segreti. Mi vennero insegnate regole, segni convenzionali di riconoscimento reciproco creati per rendere più difficile la captazione da parte delle forze dell’ordine. Segni come toccarsi il mento o sfiorarsi il pizzetto quando si entra in carcere, è un modo per presentarsi come santista perché si ricordano Garibaldi e Mazzini che avevano la barba. Se chi sta davanti a te non reagisce non è affiliato."

"Se invece lo è e si sfiora a sua volta la barba si dichiara santista. La notizia a quel punto viene divulgata tra le celle e da quel momento ti arrivano tutte le informazioni utili. Le doti della società minore sono: picciotto, camorrista, sgarrista. Della società maggiore: santista, vangelo, trequartino, quartino e padrino. Fino a qui si chiamano fratelli di crociata. La crociata però non è una dote ma un insieme, un tipo di classificazione che racchiude le doti della minore e della maggiore, a simbologia ci sono le croci con la lametta messa sotto il pollice."

"Quindi inizia l’insieme della Stella Polare che racchiude la Stella. Ci sono anche altre doti come cavalieri templari, infinito, la luce ci cui non conosco il rito. Cariche speciali per magistrati, avvocati e medici. I rituali si trovano su fogli volanti, le regole vengono imparate a memoria anche se non posso escludere che esista un libro che li custodisca tutti”.

Uno scenario che apre nuovi orizzonti e che dovrà anche essere comprovato dai necessari riscontri. Un nuovo capitolo che potrebbe aprire nuovi scenari.

Redazione

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