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Politiche 2018, con la nuova legge elettorale fioccano nuove sigle e piccoli partiti che in Calabria aspirano a vari collegi con propri candidati

Politiche 2018, con la nuova legge elettorale fioccano nuove sigle e piccoli partiti che in Calabria aspirano a vari collegi con propri candidati

Una delle tante negatività di questa nuova legge elettorale con la quale gli italiani saranno chiamati alle urne probabilmente il prossimo 4 marzo per eleggere il nuovo Parlamento è quella di aver favorito la nascita e, in alcuni casi, la rinascita di tanti piccoli partiti e partitini spesso ad uso personale. Un vero e proprio esercito quello dei micropartiti che ogni giorno vengono annunciati o inaugurati. Sia a destra che a sinistra. Si conteggiano almeno una trentina di sigle che raddoppieranno sino alla data della presentazione delle liste. Quale la motivazione di tale fenomeno, mentre in Italia cresce l'astensionismo e la disaffezione alla politica.

Il motivo è semplice ed è intrinseco alla nuova legge elettorale che prevede la soglia del 3% per poter concorrere all'elezione di parlamentari ma prevede anche l'1% dei voti per poter sommare i voti del partitino che supera tale piccola soglia al totale della coalizione al quale il partitino è aggregato. Somma di voti nazionali sulla quale poi si calcola la quota proporzionale che sarà stabilita dall'esito elettorale dei collegi plurinominali. Quindi ogni piccolo proprietario di una sigla o di un piccolo partito tenta di barattare l'1% che crede di poter raggiungere magari con un posto in lista dei collegi plurinominali di partiti più grandi della stessa coalizione o con la candidatura in qualche collegio uninominale di coalizione.

E questo è il grande obiettivo al quale tendono molti candidati uscenti che vorrebbero rientrare o di aspiranti nuove matricole. Ovviamente i piccoli partitini hanno più forza nelle regioni meridionali dove il voto è più parcellizzato ed è, soprattutto, più legato al potere clientelare del personaggio politico professionista. Tanti i candidati sia nel centrosinistra che nel centrodestra che potrebbero riuscire ad avere un collegio uninominale essendo uomini forti di piccoli partitini. Dal senatore e sottosegretario Antonio Gentile, coordinatore nazionale di quel che rimane di Alternativa Popolare confluiti verso il centrosinistra impegnato nella costruzione di un partitino di centro da affiancare con una lista al Pd con l'obiettivo di non facile attuazione di superare il 3% ma con la certezza di ottenere la candidatura in qualche collegio uninominale di coalizione con il Pd quale il collegio uninominale al sanato di Cosenza - Castrovillari.

Altro personaggio politico che mira al collegio alla Camera uninominale di Lamezia Terme è il deputato di lungo corso Pino Galati passato da Berlusconi a Denis Verdini ed oggi vicino a "Noi con l'Italia", la cosiddetta quarta gamba del centrodestra capitanata da Raffaele Fitto che raccoglie una infinità di sigle e siglette varie. Dagli ex montiani di Enrico Zanetti e i reduci dall’esperienza di Alternativa Popolare guidati da Maurizio Lupi, da Raffaele Fitto con Direzione Italia, all’ex verdiniano Saverio Romano con i Popolari e Autonomisti all'ex leghista Flavio Tosi, leader di Fare all’ex ministro Enrico Costa. Inoltre si prospetta una ennesima lista con il centrodestra tutta centrista con l'Udc di Lorenzo Cesa e con addirittura la rediviva Udeur del sempreverde Clemente Mastella oltre alla Rivoluzione Cristiana di Gianfranco Rotondi.

Una lista di tutti ex Dc. A questi si aggiungono il partito di "Rinascimento" ideato da Vittorio Sgarbi e Paolo Tremonti il cui coordinatore nazionale, il senatore uscente Paolo Naccarato, potrebbe essere in pole position per una candidatura al Senato in uno dei quattro collegi uninominali della Calabria per la coalizione di centrodestra calabrese. Ma una parte del vecchio mondo della Dc della Prima Repubblica si ritrova anche nel centrosinistra con i centristi per l'Europa del sempreterno Pierferdinando Casini e della Democrazia Solidale dei deputati Lorenzo Dellai e Andrea Olivero. Per non parlare dei radicali dell Bonino, dei socialisti di Nencini, dei Verdi, della rediviva Italia dei Valori, fondata da Di Pietro, ma oggi senza il pm di mani pulite, del Centro Democratico di Tabacci e di tanti altri ancora già nati e dei tanti altri che nasceranno sino alle elezioni.

Una selva di partitini e sigle che alimenteranno le ambizioni di candidature di tanti personaggi della politica cosentina e calabrese che sono già pronti a tentare la sorte. Una grande confusione per una competizione elettorale già estremamente confusa a tal punto che in molti scommettono che si dovrà ritornare in poco tempo nuovamente alle urne perché in una Italia tripolare questa legge non consente governabilità qualora nessuna delle coalizioni compreso il Movimento 5 Stelle non dovessero raggiungere il fatidico 40% che consentirebbe un premio di maggioranza tale da garantire ampia governabilità. Sicuramente se ne vedranno delle belle.

Redazione

 

 

 

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