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Il Governatore Oliverio in consiglio regionale ritorna per l'ennesima volta sulla sanità ed ancora una volta senza alcun risultato

Mario Oliverio Mario Oliverio

La triste pagina politica dell'esperienza oliverio alla guida della Regione Calabria passerà alla storia del regionalismo calabrese non solo per la nullità e l'assenza di un qualsiasi atto concreto mirato allo sviluppo e alla crescita ma rimarrà negli annali per la guerra sulla gestione della sanità che oramai si ripete quotidianamente come un ripetuto e stancante ritornello fra il Governatore Oliverio ed il Governo nazionale che, per ironia della sorte, è dello stesso colore politico, il Pd.

Non vi è convegno, intervista, uscita pubblica e seduta del consiglio regionale nelle quali il Governatore non inserisca sempre e comunque la necessità che il Governo e precisamente la Ministra Beatrice Lorenzin di Alternativa Popolare, forza politica alleata del Pd, ponga fine al commissariamento della sanità in Calabria mandando a casa l'attuale commissario Scura e affidando la sanità, ovviamente, al Presidente Oliverio non contento di gestire direttamente decine e decine di deleghe fra le quali agricoltura e turismo, deleghe importantissime per la Calabria, sulle quali non si rimembra, sinora, nulla di nulla.

Ed anche nell'ultimo consiglio regionale Mario Oliverio ha ribadito che nel recente colloquio a Roma con la Ministra Lorenzin la stessa  "non ha negato i problemi. Ma ha dimenticato che in Lazio e Piemonte sono stati i governatori a far uscire le Regioni dal piano di rientro". Evidentemente il Governatore del Lazio, Zingaretti, ed il Governatore del Piemonte, Chiamparino, hanno un peso politico nazionale e, soprattutto, all'interno del Pd, ben diverso da quello di Mario Oliverio.

Inoltre, nell'ambito dei lavori del consiglio il Governatore Mario Oliverio ha anche tentato di far passare attraverso il presidente della Commissione Sanità, Michele Mirabello, un emendamento alla manovra di bilancio che prevedeva l'istituzione di una sola Azienda sanitaria regionale e di cinque azienda ospedaliere. Tentativo non riuscito con la decisione di non discutere più in aula l'emendamento in questione per il disappunto di molti esponenti della stessa maggioranza che non hanno gradito il fatto di non essere neanche a conoscenza dell'emendamento destinato a ridisegnare la geografia sanitaria calabrese.

Quindi l'ennesimo flop sempre sul campo minato della sanità che rappresenta sempre più il cruccio del Governatore. Prima l'annunciato incatenamento in Piazza Colonna dinanzi Palazzo Chigi a Roma che ha destato grande ilarità e che, ovviamente, non si è mai attuato, poi l'incontro con la Ministra Lorenzin che, prendendo tempo, in realtà, non ottiene altro che il mantenimento del commissariamento, ora l'emendamento poi ritirato. L'infinita telenovella sulla sanità calabrese continua. Si attende con ansia la prossima puntata.

Redazione

 

 

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