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Il Pd calabrese avvia le fasi di incontri e dibattito per le rose dei candidati alle politiche di Primavera da inviare al segretario nazionale Matteo Renzi

Ernesto Magorno Ernesto Magorno

Entra nel vivo almeno per il Pd che rimane comunque un partito organizzato e radicato sul territorio la fase propedeutica alla campagna elettorale vera e propria che si avvicina sempre più qualora dovesse essere confermata la data del 4 marzo per le prossime elezioni politiche di primavera. La segreteria regionale, guidata dal segretario e deputato Ernesto Magorno, si è già riunita con i segretari provinciali ed il responsabile organizzativo. "Al centro della riunione aperta dal segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, l’ormai imminente appuntamento elettorale nazionale che vedrà il partito da subito impegnato tanto negli aspetti organizzativi quanto, e soprattutto, nella discussione politica.

Nei prossimi giorni, infatti, su precisa sollecitazione - si legge in un documento redatto alla fine dell'incontro - del segretario Magorno sarà avviata in ogni Federazione provinciale la consultazione degli organi dirigenti del partito per le candidature alle prossime elezioni politiche. Nella riunione di Segreteria, infatti, si è deciso che, al termine della fase di consultazione territoriale, verrà convocata la Direzione regionale, al fine di formulare una proposta, attraverso la più ampia partecipazione, da inviare alla Direzione nazionale".

Vi è da presumere che fra deputati uscenti e non sono in pochi e tanti nuovi aspiranti le rose di nomi saranno certamente ben nutrite. E' evidente che tale procedura potrebbe rilevarsi solo di facciata considerando che alla fine a decidere in  modo esclusivo sarà solo ed unicamente il segretario nazionale Matteo Renzi che avrà non poche difficoltà per piazzare nelle posizioni sicure i prescelti non essendo escluso che qualche personaggio nazionale calabrese non possa all'ultimo minuto essere catapultato da capolista nei due collegi plurinominali della Calabria Nord e della Calabria Sud alla Camera o nel listino plurinominale proporzionale del Senato che corrisponde per delimitazione geografica all'intero territorio regionale.

A parte le riunioni formali o meno è ovvio che tutti, sia i deputati uscenti che i nuovi aspiranti, hanno già affilato le armi e sono impegnati ognuno per conto proprio ad avvicinare Matteo Renzi in qualsiasi modo possibile nella speranza di essere "nominati" soprattutto nei listi proporzionali. Per i collegi uninominali, otto per la Camera e quattro per il Senato, non basta essere solo vicini al Segretario ma è anche necessario essere radicati e presenti sul territorio. E di tale prerogativa non tutti, compresi molti deputati uscenti che nel 2013 vennero "nominati" non tutti possono vantarsene.

Redazione

 

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