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La truffa dei contributi

La truffa dei contributi

In Italia è risaputo che le vendite piramidali sono vietate dalla legge. Eppure, abbiamo un sistema piramidale enorme e reso legale dalla politica, al solo scopo di fare cassa. Si tratta dell’INPS. Quando il partito nazionale fascista istituì l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, pensava a qualcosa che avrebbe garantito una rendita ai contribuenti che accantonavano i contributi. E così è stato fino al momento in cui, nel 1973, il governo di Mariano Rumor, DC, introdusse le baby pensioni. Da allora è stato un continuo susseguirsi di modifiche e truffe a danno dei cittadini.

Le baby pensioni erano state pensate per permettere ai dipendenti del settore pubblico, di andare in pensione dopo 14 anni, sei mesi e un giorno di lavoro. Ed è così che ci siamo ritrovati con gente che a trenta anni si godeva la pensione e in più rubava il posto di lavoro a qualcun altro, in quanto faceva anche del lavoro nero. Nel 1992 ci pensa Giuliano Amato a dare un'altra sforbiciata ai diritti dei contribuenti, Il dottor Sottile, cosi era chiamato l’economista da oltre 30.000 euro al mese di pensione, è il primo a imporre restrizioni sull’età pensionabile. Ma non per i dipendenti pubblici, a cui viene innalzata l’età pensionabile di soli due anni, ma per il resto dei contribuenti “normali”.

Nel 1995 arriva Lamberto Dini a dare un'altra spallata al sistema pensioni. La riforma Dini introduce un sistema di calcolo cervellotico, che vede penalizzati sempre e solo i lavoratori del privato. Negli anni a seguire tutti i governi hanno fatto la loro parte per negare i diritti acquisiti ai cittadini comuni, per garantirsi i loro benefici. Fino ad arrivare al governo più criminale che l’Italia abbia mai avuto: il governo Monti!

L’avvento dei governi non eletti. Il governo Monti ci fu imposto dall’Europa con la scusa di ridurre il nostro debito pubblico. Pensate che a novembre del 2011, quando l’economista bocconiano prese possesso del tavolo di premier, il nostro debito era di 1.800 miliardi di euro! Oggi, dopo due anni di Monti, un anno di Letta, due anni di Renzi e un anno di Gentiloni, il nostro debito pubblico è di oltre 2.300 miliardi! 

Questi ultimi governi, tutti rigorosamente di sinistra e non eletti da nessuno, ma voluti solo ed esclusivamente dall’Europa e dal presidente della repubblica, cosa hanno fatto negli anni, oltre ad aumentare il debito pubblico? Hanno continuato a promettere di modificare l’attuale legge sulle pensioni, ma non l’hanno mai fatto! In pratica si sono dimostrati i governi del promettere ma non mantenere!

Torniamo all’INPS. Perché si ritiene l’INPS una struttura piramidale? Semplicemente perché il governo obbliga il cittadino, dal primo giorno di lavoro, a contrarre un contratto con l’Istituto di Previdenza, senza consentirgli di poter recedere. La pensione è una obbligazione consistente in una rendita vitalizia in base ad un rapporto giuridico con l’ente, che è obbligato a corrisponderla. Quindi, in base a questo principio, qualsiasi modifica al rapporto non può e non deve essere unilaterale!

Da questo si può evincere che il governo Monti ha commesso un reato modificando l’età pensionabile, e l’INPS ne è complice, in quanto beneficiaria del corpo del reato! Ci hanno illuso con la promessa dell’APE, ma quanti ne hanno usufruito, dopo un anno di attesa? Nessuno! E nessuno ne usufruirà fino al mese precedente le elezioni! 

Ma se si proponesse una class action contro l’INPS, per recuperare tutti i soldi dei contributi versati, rivalutati con lo stesso sistema di calcolo che usa l’istituto previdenziale, di sicuro gli aspiranti pensionati prenderebbero di più di quanto percepirebbero con la pensione, che ogni giorno i politici ritardano, con la speranza che si arrivi a negare i diritti acquisiti, ma solo dei cittadini!

 

Giovanni Verrecchia

 

 

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