Menu

Ancora danni sulle strade calabresi

Ancora danni sulle strade calabresi

Sarà per causa naturali, oppure perché le amministrazioni e la politica non sono capaci di gestire la cosa pubblica, fatto sta che le strade calabresi sono a rischio sempre di più.

Disastri annunciati?

Qualche giorno fa parlavamo del dissesto statico del viadotto Belmonte, sulla S.S. 18, evidenziando la totale assenza di manutenzione. Oggi sulla strada provinciale 44, che dalla frazione Marina si inerpica fino a Belmonte Calabro paese, si è verificata una frana. Non sono passati molti mesi da quando sono stati completati i lavori di messa in sicurezza delle pendici della collina. Sono state posate delle reti di protezione che avrebbero dovuto trattenere eventuali smottamenti. Ma evidentemente qualcosa deve essere sfuggito a qualcuno dei progettisti, perché la frana è caduta in uno spazio dove le reti non sono state messe. La natura geologica della collina su cui poggia il paese di Belmonte Calabro, è composta da una marna a matrice sabbiosa. Questo la rende particolarmente permeabile alle acque piovane, che penetrando fino allo strato argilloso, causano smottamenti e frane.

Come agire?

Chi scrive non è un ingegnere, ma negli anni ha contribuito a realizzare tantissimi km di strade e altre infrastrutture. Per evitare ulteriori frane, sarebbe sufficiente lavorare la costa a gradoni, laddove non è possibile installare le reti, ma sarebbe un intervento che costa soldi. E, come sappiamo bene, dopo la riforma delle provincie, i soldi per queste amministrazioni sono sempre di meno. Questa collina è spesso meta degli studenti della facoltà di geologia della UNICAL. Quindi, essendo oggetto di studio, dovrebbe contribuire a formare i geologi del domani, dandogli una formazione adeguata a riconoscere la natura dei terreni.

Le provincie sono state abolite?

Uno dei primi atti, fatti dal governo Renzi appena insediato, è stato quello di riformare il sistema provincie. Sappiamo tutti benissimo che loro si vantano di aver abolito le provincie, ma in effetti hanno solo tolto il diritto ai cittadini di scegliere chi avrebbe dovuto gestire il territorio. Questa riforma ha causato un danno incalcolabile alle strutture che erano gestite dalle provincie, senza portare alcun risparmio alle casse pubbliche. Infatti, i costi vivi degli enti provinciali, continuano a gravare sulle spalle dei cittadini. 

Cosa possiamo aspettarci?

La speranza è quella di non essere un profeta in patria. L’ abbandono delle infrastrutture, lasciate senza manutenzione, potrebbe essere letale per gli utenti. Ci si augura che quanto prima si possano reperire i fondi per poter apportare l’adeguata manutenzione alle infrastrutture, ma con i governi che ci hanno imposto negli ultimi 7/8 anni, c’ è poco da sperare.

 

Giovanni Verrecchia

 

 

 

 

Share/Save/Bookmark back to top

Quotidiano on line di cultura, politica, attualità, sport
In attesa di registrazione al Registro Stampa del Tribunale di Cosenza
Copyright 2017 - Tutti i diritti riservati
Direttore Responsabile: Bonofiglio Francesco (detto Gianfranco)
Direzione e Redazione: Via G. Rossini, 37 - 87036 Rende (Cosenza) - Italia
L'autore del sito non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Chi siamo | Politica dei Cookie | Editoriali | Note Legali | Pubblicità |Web Mail | Mappa del Sito |                                     La Voce Cosentina © - Tutti i diritti riservati - Powered by 

Il presente sito fa uso di cookie che consentono di fornire una migliore esperienza di navigazione