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IL ROMANZO CRIMINALE COSENTINO (Prima puntata)

Il cadavere di Luigi Palermo ritrovato accanto alla sua Mercedes, a pochi metri dal Cinema Garden Il cadavere di Luigi Palermo ritrovato accanto alla sua Mercedes, a pochi metri dal Cinema Garden

(A grande richiesta dei nostri lettori riproponiamo, a puntate, la storia del romanzo criminale cosentino, certi che le storie narrate possano interessare il nostri lettori affezionati ad anche i nuovi lettori che vorranno leggere di come negli anni passati la criminalità cosentina si sia evoluta, con alti e bassi, raccontandone gli eventi più eclatanti e significativi).

Correva l'anno 1977. L'anno che segna la svolta di una malavita di sangue e coltelli che, evolvendosi, si trasforma in gruppi di gangster che, scontrandosi senza esclusione di colpi, determineranno un periodo di morti ammazzati e di tragedie che farà di Cosenza lo scenario e la location di un romanzo criminale che non avrà nulla da invidiare a quanto accadde negli stessi anni nella città di Reggio Calabria o nella Napoli della Nuova Camorra Organizzata di Don Raffaele Cutolo. A Cosenza il capo incontrastato era Luigi Palermo, conosciuto con il soprannome “U Zorru”.

Le leggende metropolitane raccontano che tale soprannome era dovuto al fatto che in un Carnevale, Luigi Palermo, vestito da Zorro, essendo un grande appassionato di cavalli, avesse attraversato il corso principale della città, Corso Mazzini, in sella ad un magnifico puledro. Alto e di corporatura robusta dotato di grande forza fisica anche Luigi Palermo, come coloro i quali lo avevano preceduto, Don Stanu, Za' Peppa e Pennino, era cresciuto nei quartieri popolari ed aveva iniziato la sua carriera con qualche furto.

Ma già a metà degli anni settanta a Cosenza andavano formandosi delle bande di quartiere composte da giovani che scalpitavano e che erano disposti a tutto pur di crearsi un nome ed ottenere quel rispetto e quell'alone di ammirazione tipico di una sottocultura popolare imperante di quegli anni. “Entravamo ed uscivamo dalle carceri, poi cominciammo ad organizzarci dando l'assalto ai vagoni portavalori sulla tratta ferroviaria Paola – Cosenza” racconta Franco Pino, oggi collaboratore di giustizia e che allora, nel 1977, era un giovane di soli 25 anni.

Uno dei giovani più decisi e determinati che si era affiancato a Luigi Palermo era Franchino Perna che era divenuto l'ombra de “U Zorru” frequentando il “Caffè Luciani” in piazza Valdesi, nel centro storico della città. Nell'aprile del 1977 Perna viene arrestato con l'accusa di una rapina ad un convoglio ferroviario sul tratto Cosenza - Sibari che fruttò un bottino di circa 300 milioni che, a quei tempi, non era una cifra da poco. In alcuni ambienti circolò la voce che la soffiata ai carabinieri fosse stata opera del giovane Franco Pino che dimostrerà in seguito di avere la stoffa del capo.

Luigi Palermo affrontò Franco Pino e lo tacciò di infamia. Nel frattempo a Cosenza, che non era una consorteria riconosciuta dalla potente 'ndrangheta reggina, e nella provincia si erano insediati personaggi provenienti dalla Camorra napoletana come nel caso di Giuseppe Cirillo che si insediò nella sibaritide, o provenienti da Reggio Calabria come Ciccio Canale che in combutta con il potente boss del basso ionio cosentino, Ciccio Spina, avevano avviato attività criminali anche nella città di Cosenza.

Tutto questo non piaceva ai giovani rampanti che, invece, non tolleravano che personaggi provenienti da altri lidi potessero agire liberamente in città. E vi era già chi scalpitava per prendere il posto di Luigi Palermo. Alle 20:20 di una fredda serata d'inverno, il 14 dicembre 1977, si consuma l'omicidio che segna la scalata e la trasformazione della criminalità cosentina e prende il via il romanzo criminale bruzio fatto di attentati, sangue e tanti morti caduti sull'altare della prima guerra di mafia. Viene ucciso Luigi Palermo, a pochi metri dal Cinema Garden che era stato aperto da poco sulla superstrada che congiunge Rende con Cosenza.

Era nella sua Mercedes quando venne affiancato da un auto dalla quale vennero esplosi tre colpi di calibro 38. Ad intervenire sul luogo del delitto il questore Lanzaro ed il sostituto procuratore, Oreste Nicastro. Pochi giorni dopo il delitto di Luigi Palermo, il 5 gennaio 1978, vengono arrestati Franco Pino, Alfredo Morelli e Giuseppe Irillo. Ma non vi erano prove concrete a suffragio dell'accusa ed i tre vennero scarcerati. In seguito alla morte di Palermo le redini vennero prese da Franchino Perna mentre a Franco Pino si affiancò Antonio Sena.

Si crearono, quindi, con due gruppi in lotta per il predominio del territorio le basi per tutti i fatti di sangue che caratterizzarono l'escalation di azioni criminose che si concretizzarono negli anni che seguirono. Clamoroso quello che accadde il 13 luglio del 1978 nella frazione di Acquacoperta, comune di Spezzano della Sila. Quel giorno un gruppo di amici si recò in un ristorante per festeggiare la scarcerazione di Franco Pino. Al ritorno le due auto sulle quali viaggiavano Franco Pino, Antonio Sena e gli altri furono oggetto di alcune sventagliate di mitra. Solo per puro miracolo non vi scappò il morto e solo per caso non fu una strage.

Ma la dinamica dell'agguato già era indicativa del livello che si era raggiunto. Dal racconto di un collaboratore di giustizia che ha minuziosamente ricostruito l'accaduto si evince che furono utilizzati oltre ad un mitragliatore Thompson, un fucile calibro 12 a canne mozze e due pistole calibro 38. Franco Pino venne colpito di striscio ad uno zigomo.

A guidare la Bmw dalla quale partirono i colpi, secondo la ricostruzione dei collaboratori di giustizia, era Carlo Rotundo, ad aprire il fuoco con il mitragliatore Thompson, Mariano Muglia, due protagonisti del romanzo criminale cosentino che caddero sotto il piombo degli agguati consumati negli anni a venire. A subire l'agguato furono in nove. A tendere l'agguato in quattro. Di tutti questi ben otto cadranno sull'altare della prima guerra di mafia consumata dal 1979 ai primi anni ottanta. Un romanzo criminale crudele e beffardo.

 

Gianfranco Bonofiglio

 

 

 

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