Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy

          

Politica

La struttura democratica del nostro paese, oggi, all’indomani delle ultime consultazioni nazionali che ha visto questo centro destra prevaricare le forze di sinistra, in modo particolare il cosiddetto PD che ha espresso in cinque anni una politica altalenante e demagogica, esauritasi nelle affermazioni di principi anticostituzionali o, peggio, in manifestazioni rivoluzionarie, a forme utopistiche, di entusiasmo democratico, che, purtroppo, spesso si è esaurito in false promesse nelle affermazioni di principi o, peggio, in manifestazioni del tutto occasionali, distruttive o sterilmente polemiche!

Nella Conferenza stampa che la stampa prezzolata di regime, soprattutto targata Pd, che in Calabria è la stragrande maggioranza, quella che in realtà è una semplice e dovuta sostituzione di ben tre assessori che doveva essere fatta da tempo immemorabile continua ad essere spacciata per una nuova giunta. E' ovvio che in un solo anno e mezzo che rimane dalle elezioni del 2019 con le quali finalmente i calabresi potranno mandare a casa la peggiore di tutte le esperienze regionali dal 1970 ad oggi le tre nuove assessore potranno fare poco o nulla per rimettere in carreggiata una legislatura disastrata che ha fatto del nullismo assoluto e del dominio incontrastato di un solo uomo al comando i suoi tratti distintivi. Ed infatti l'uomo solo al comando, Mario Oliverio, in perfetto stile da ex e post - comunista e da professionista della politica, professione unica ed esclusiva da oltre un quarantennio, ha illustrato la giunta per oltre un ora di presentazione.

Correva il 1970, e vi era chi, anche allora, con grande lungimiranza, sognava una Grande Cosenza, una città che potesse conglobare i comuni limitrofi e divenire una grande città, la più grande città calabrese. Sono trascorsi ben 48 anni, quasi mezzo secolo, e quel sogno è ancora oggi un sogno irrealizzato. Tanti anni di campanilismo, di interessi piccoli e grandi e soprattutto di totale assenza di un ceto politico illuminato hanno impedito quello che già quasi mezzo secolo fa sembrava essere una normale e logica conseguenza dello sviluppo non solo urbanistico del territorio interessato.

Molti sono stati i tentativi di far nascere anche in Calabria dei movimenti di stampo autonomista e leghista ma nessuno di questi è riuscito a dare frutti concreti. Eppure in molti vi hanno creduto, taluni con impegno e serietà. Menzionarli tutti è difficile ma si possono ricordare almeno quelli che hanno avuto, seppur brevemente, una certa visibilità. Nel 1992, in piena tangentopoli e mentre la Prima Repubblica esauriva la sua funzione storica, Beniamino Donnici, consigliere regionale eletto nelle elezioni regionali del 1990 nella lista del Msi, abbandonando il partito di Giorgio Almirante, costituì un movimento autonomista con l'accattivante nome di “Calabria Libera”.

SEGUI LA DIRETTA TV DI CALABRIA NEWS 24

« April 2018 »
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            

Archivio Articoli