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Politica

Non si placa la polemica politica dopo la decisione del governo di revocare la concessione ad autostrade. Scelta ribadita questa mattina dal vicepremier Di Maio: "Confermo la revoca della concessione ad Autostrade - ha detti a Radio 24 - Tengo a ribadire la linea del governo, non è possibile che in questo Paese si vada a morire pagando il pedaggio", ha aggiunto Di Maio, sottolineando che "prima che il governo annunciasse il ritiro della concessione per Autostrade per l'Italia, già la Borsa aveva condannato Atlantia, proprietario di Autostrade per l'Italia. Era chiaro che chi doveva fare le manutenzioni non le aveva fatte".

“Grazie a chi sta lavorando senza sosta da due giorni. Le qualità dei soccorritori italiani sono straordinarie. E ovviamente un pensiero alle vittime e alle famiglie straziate dal dolore. Morire così è assurdo. Fare giustizia è un dovere per queste famiglie, ma anche per ciascuno di no”. Lo scrive Matteo Renzi su Facebook. “Nelle prime ore abbiamo chiesto a tutti di NON fare polemiche. Un Paese civile davanti a una tragedia del genere si unisce, non si divide. Confermo l’impegno. Tuttavia le parole di queste ore di alcuni membri del Governo impongono una puntuale replica su cinque punti. 

Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, che ha provocato almeno 37 morti secondo l'ultimo bilancio della Prefettura, i vicepremier Di Maio e Salvini ed il ministro delle infrastrutture Toninelli puntano il dito sulla Società Autostrade. "I responsabili hanno un nome e un cognome e sono Autostrade per l'Italia" ha dichiarato Di Maio a Radio Radicale. "Dopo anni che si è detto che le cose dai privati sarebbero state gestite molto meglio, ci troviamo con uno dei più gradi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza. Queste sono scuse. Autostrade deve fare la manutenzione e non l'ha fatta. Prima di tutto si dimettano i vertici".

La Lega stoppa il Movimento 5 Stelle sulle pensioni. La proposta di legge per il taglio degli assegni superiori ai 4 mila euro netti al mese è stato presentato alla Camera dai capigruppo dei due partiti di maggioranza, Francesco D’Uva e Riccardo Molinari. Ma la Lega aveva sottovalutato la riscrittura del testo rispetto agli annunci precedenti: nella bozza circolata la scorsa settimana non c’era più il ricalcolo dell’assegno in base ai contributi effettivamente versati nel corso della carriera lavorativa ma un taglio dell’assegno proporzionale all’anticipo del pensionamento rispetto ai 63 e 6 mesi, età pensionabile fissata nel 2011.

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