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Politica

Nei saloni affollatissimi del Jolly Hotel di Castrovillari in un clima di grande entusiasmo si è tenuto un incontro della Lega con la presenza di numerosi amministratori e concluso dal segretario regionale e deputato Domenico Furgiuele. A promuovere l'incontro Leo Battaglia, punto di riferimento della Lega a Castrovillari. Un incontro anche per ringraziare il popolo castrovillarese per il grande risultato ottenuto della Lega che a Castrovillari il 4 marzo ha totalizzato ben 792 voti, quasi l'8%. A moderare il dibattito il giornalista Gianfranco Bonofiglio. Ha introdotto i lavori il promotore dell'incontro, Leo Battaglia, che nel ringraziare i tanti presenti all'incontro e nel ringraziare anche il segretario provinciale Bernardo Spadafora, assente per motivi di salute, ha anche sottolineato come "la Lega potrà divenire un punto di riferimento concreto per il cambiamento che, dopo il 4 marzo, dal livello nazionale dovrà essere concretizzato anche a livello locale con il ruolo determinante di un centrodestra a trazione leghista".

Andrà forse al macero quel fortunato libro dal titolo "Il Molise non esiste" dopo l'ultima settimana di campagna elettorale per le regionali del 22 aprile: l'Italia della politica si è infatti trasferita in blocco nella piccola regione che fino all'altro ieri sembrava appunto non esistere,e oggi ha una visibilità mediatica inimmaginabile fino a qualche tempo fa. Molise esiste e chiama Italia: arrivano Di Maio, Di Battista, Martina, Salvini, Berlusconi, più la legione dei parlamentari leghisti sparsi sul territorio, tutti concentrati nei 4 giorni del rush finale.

La struttura democratica del nostro paese, oggi, all’indomani delle ultime consultazioni nazionali che ha visto questo centro destra prevaricare le forze di sinistra, in modo particolare il cosiddetto PD che ha espresso in cinque anni una politica altalenante e demagogica, esauritasi nelle affermazioni di principi anticostituzionali o, peggio, in manifestazioni rivoluzionarie, a forme utopistiche, di entusiasmo democratico, che, purtroppo, spesso si è esaurito in false promesse nelle affermazioni di principi o, peggio, in manifestazioni del tutto occasionali, distruttive o sterilmente polemiche!

Nella Conferenza stampa che la stampa prezzolata di regime, soprattutto targata Pd, che in Calabria è la stragrande maggioranza, quella che in realtà è una semplice e dovuta sostituzione di ben tre assessori che doveva essere fatta da tempo immemorabile continua ad essere spacciata per una nuova giunta. E' ovvio che in un solo anno e mezzo che rimane dalle elezioni del 2019 con le quali finalmente i calabresi potranno mandare a casa la peggiore di tutte le esperienze regionali dal 1970 ad oggi le tre nuove assessore potranno fare poco o nulla per rimettere in carreggiata una legislatura disastrata che ha fatto del nullismo assoluto e del dominio incontrastato di un solo uomo al comando i suoi tratti distintivi. Ed infatti l'uomo solo al comando, Mario Oliverio, in perfetto stile da ex e post - comunista e da professionista della politica, professione unica ed esclusiva da oltre un quarantennio, ha illustrato la giunta per oltre un ora di presentazione.

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