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Riflessioni... di Mauro Mellini

Voglio scusarmi anzitutto con i miei affezionati lettori se verso sulla loro paziente benevolenza di cui mi danno tanta prova l’elaborazione di riflessioni cui la mia preparazione, la mia cultura, sono sicuramente inadeguate. Se oso farlo è perché “nel paese degli orbi beato chi ci ha un occhio”. E, se sono convinto di questa inadeguatezza, ben più fermamente lo sono di quella di molti altri che non solo parlano e scrivono, ma operano ed impongono a noi di operare e di sopportare, dando di quel che dico io, la prova quotidiana di una certa fondatezza, realizzando il contrario di quanto queste mie povere riflessioni imporrebbero a chi ha ben altre responsabilità. Mi è capitato (mi sta capitando spesso) di sentirmi rimproverare l’”esagerazione” di una mia affermazione: quella espressa, ad esempio in un mio articolo del 6 ottobre 2017, incluso nella raccolta “Non è solo Saguto”.

Martedì, 28 Novembre 2017 08:35

Berlusconi: Strasburgo non sia un alibi

Vedo dai titoli dei giornali che Berlusconi è ottimista (ognuno ha i suoi vizi) sull’esito del suo ricorso a Strasburgo sull’applicazione della Legge Severino al suo caso (“Re Gioacchino fici a legge e fu impiso” si diceva al Sud, impasticciando un po’ la storia). La questione riguarda la sostanziale retroattività di una sanzione penale, applicata a fatti commessi prima della promulgazione della legge.

Mercoledì, 22 Novembre 2017 09:05

C'era una volta il testimone

Non è inutile ripeterlo, visto che c’è tanta gente che non pare lo abbia sentito (e non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire). I principi, le figure dei soggetti, le regole generali del diritto e, specialmente di quello penale e processuale penale, vanno in pezzi, triturati da un modo di affrontare i problemi che fa di ogni questione un mondo a sé e, per lo più una questione del momento, da risolvere avendo presente l’utilità per “la lotta in corso”. La coerenza, chiave dell’armonia di ogni ordinamento e di ogni sistema giuridico, è sempre più evanescente.

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