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Italia

La Procura di Roma ha chiuso le indagini relative ai lavori legati alla Metro C di Roma. In 25 rischiano di finire sotto processo per i reati che vanno dalla truffa (per 320 milioni) alla corruzione e al falso. Tra gli indagati anche l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l'ex assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma (giunta Alemanno), l'ex assessore alla Mobilità Guido Improta (giunta Marino), l'ex dirigente del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza e dirigenti di Roma Metropolitane e Metro C all'epoca dei fatti.

Berlusconi sapeva dei rapporti Dell'Utri-mafia. L'apertura dell'ex senatore di Fi come intermediario di Berlusconi rafforzò i piani di Riina nel 1992. L'invito al dialogo che i carabinieri fecero arrivare al boss Totò Riina dopo la strage di Capaci sarebbe l'elemento di novità che indusse Cosa nostra ad accelerare i tempi dell'eliminazione di Paolo Borsellino. Lo sostengono i giudici della corte d'assise di Palermo che hanno depositato le motivazione della sentenza sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia nel 26esimo anniversario della strage di via D'Amelio.

Si sente male, e per un 47enne inizia un'odissea, dall'attesa dell'ambulanza, alla tac ferma. Poi la corsa dal Molise alla Puglia. Qui all'ospedale di San Giovanni Rotondo (Foggia) i medici accertano la morte cerebrale dell'uomo. Ora sulla vicenda la ministra della Salute Giulia Grillo, ha annunciato l'invio di una task-force di esperti coadiuvata dai Nas chiedendo "subito chiarezza sull' organizzazione regionale".

Il presidente della Repubblica riconosce che sulla strage di via d’Amelio non esiste ancora una verità giudiziaria. E lo fa nel ventiseiesimo anniversario dell’omicidio del giudice Paolo Borsellino e degli uomini della scorta. “Onorare la memoria del giudice Borsellino e delle persone che lo scortavano significa anche non smettere di cercare la verità su quella strage”, dice Sergio Mattarella nel comunicato pubblicato sul sito del Quirinale.

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