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Domenica, 14 Gennaio 2018 09:10

La Calabria in fuga

Viviamo in un mondo globalizzato e la patria delle nuove generazioni è oramai il mondo. La mobilità è parte stessa della vita odierna e lo sarà ancor più nel futuro. Ma tali affermazioni hanno un suo valore quando un giovane liberamente sceglie di adeguarsi al nuovo modello sociale ed economico delle realtà occidentali. Assume un sapore diverso quando la scelta non è più tale ma è il risultato di un obbligo, una necessità. La foto che ha girato sui social dove il trascorso sei gennaio si immortalava una folla immensa di giovani in Piazza Autolinee a Cosenza pronti a salire su decine e decine di Bus destinate a raggiungere tante città del Nord Italia ha fatto rumore.Una foto poi accompagnata sui social da tante altre foto con analoga folla in tanti altri comuni calabresi.

Il 2017 è andato via. Un anno da dimenticare, un anno che non si farà ricordare soprattutto in Calabria. Un anno denso di elementi e dati negativi. Dall'aumento della disoccupazione, dall'incremento della fuga dei giovani, che, sempre più numerosi partono dalla Calabria per andare altrove a cercare fortuna e trovare le condizioni per poter realizzare i loro sogni e le loro aspirazioni. Un anno caratterizzato da un vuoto politico assoluto sia sul piano regionale che su quello dell'attività dei trenta parlamentari che rappresentano la Calabria nei palazzi del potere romano.

I professionisti della politica bravissimi nel dipingere scenari inesistenti e lontani dalla realtà possono gioire per l'organizzazione della tre giorni del "Cantiere Calabria, che il Pd calabrese ha promosso copiando in tutto e per tutto la Leopolda renziana. Peccato che i dati, quelli seri e veritieri, confermino come in Calabria vi sia il tasso di occupazione più basso di tutta Europa con 39 lavoratori su 100 compresi fra i 20 ed i 64 anni. Dato scaturito dalla relazione annuale dell'Eurostat. E peccato che la kermesse si svolga all'Unical divenuta oramai una grande agenzia dell'emigrazione considerando che i laureati dell'Unical hanno una sola speranza per poter lavorare dopo il conseguimento della laurea.

Al fianco della vasta filmografia e bibliografia dedicata alle mafie e dedicata alla esaltazione del male si è sempre sviluppato un dibattito su cosa potesse essere il mito del male per i giovani. Tanto si è discusso sul film "Il Padrino" tratto dal libro di Mario Puzo, si è discusso sul mito di "Scarface", il leggendario narcotrafficante interpretato da Al Pacino, nel film diretto da Brian De Palma, la cui villa, location del film, è stata addirittura copiata da alcuni boss della 'ndrangheta che hanno costruito le proprie ville su quel modello quale simbolo di potenza e ricchezza, mentre poco si discute sulla fiction "Gomorra" che, trasmessa su Sky, ha avuto un successo di audience impressionante, anche fuori dai confini nazionali.

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