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Economia

Buone notizie sul fronte dei mutui in Calabria; secondo i dati dell’osservatorio congiunto Facile.it - Mutui.it, nel corso del primo semestre 2018 l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari calabresi è stato pari a 107.647 euro, valore in aumento dell’1,23% rispetto allo stesso periodo del 2017. A crescere, si legge nell’analisi realizzata su un campione di oltre 1.200 richieste di finanziamento* raccolte nell’ultimo anno, non sono stati solo gli importi richiesti agli istituti di credito ma anche il Loan To Value, vale a dire la percentuale di valore dell’immobile finanziata tramite il mutuo. Nel primo semestre 2017 era pari a 62,2%, mentre nei primi sei mesi del 2018 è aumentata assestandosi al 64%.

"Con il vecchio metodo retributivo il rendimento decresce fino allo 0,9% sopra i 45mila euro lordi", ha spiegato Giuliano Cazzola, esperto di materia previdenziale, al Giornale chiarendo che in sostanza le le pensioni d'oro sono già contributive perché la loro rivalutazione è sganciata dallo stipendio e "accoppiata" con i versamenti contributivi.

Lo spread tra Btp e Bund tedesco apre la settimana in rialzo a 270,2 punti base, da 266 punti della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano è al 3,024%. La lira turca continua a essere sotto pressione dopo il tracollo del 16% di venerdì e aggiorna i nuovi minimi record contro il dollaro, a quota 7,24, con una perdita di un altro 9%: la valuta di Ankara ha recuperato terreno fino a ridiscendere sotto quota 7, facendo segnare attualmente uno spot rate di 6,5768 (+2,34%) dopo che la Banca centrale ha assicurato che erogherà "tutta la liquidità di cui le banche necessitano".

Le famiglie italiane sono indebitate per un importo medio pari a 20.549 euro. Nell'insieme, i "passivi" accumulati con le banche e gli istituti finanziari ammontano a quasi 534 miliardi di euro. Le cifre, elaborate dall'Ufficio studi della Cgia, sono riferite al 31 dicembre 2017. l'andamento è in costante crescita: in questi ultimi 3 anni. riferiscono gli Artigiani di Mestre, il debito è aumentato di 40,6 miliardi di euro (+8,2%) e in gran parte è riconducibile al fatto che gli istituti di credito sono tornati a prestare i soldi alle famiglie italiane.

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