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Venerdì, 29 Dicembre 2017 08:45

Presentato in Regione il Progetto Domux Nadia 

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 Nadia Mondera e Annamaria Artese Nadia Mondera e Annamaria Artese

Nel giorno in cui il sindaco di Rende ha inserito nella sua squadra di governo della città Nadia Mondera ha subito detto: “questo per me è l’incarico più importante che ho dato in questi anni”. Nadia è una donna forte. Nonostante la sua disabilità causata dalla Sla mai si è abbattuta e con gli occhi, con quegli occhi disegna parole e comunica cosi bene, tanto bene, da indurre il primo cittadino di Rende a nominarla consulente del comune per la disabilità. Oggi in comune è festa. Per un primo traguardo tagliato da Nadia Mondera ed è l’assessora ai servizi sociali Annamaria Artese a comunicarlo: “Il progetto Domux Nadia è presentato in regione e spero sia finanziato per un milione di euro”.

Un progetto distrettuale con Rende comune capo fila, un progetto dove Nadia ha partecipato inserendo le sue note che sono state molto utili per quel dettaglio fondamentale che è la visione da parte di chi deve usufriure di questa speciale casa. Il disabile al centro di tutto. La mission di “DOMUX NADIA” sarà quella di porre la tecnologia al servizio delle persone con disabilità, fornendo prestazioni complesse attraverso una consulenza personalizzata. DOMUX NADIA è un nuovo concetto di centro diurno, con Mostra permanente per la sperimentazione di automazioni e di tecnologie informatiche assistive per la completa autonomia delle persone con disabilità in un reale ambiente di vita; sarà Ausilioteca per aprirsi al mondo della disabilità e accessibilità.

In tale senso si vogliono raggiungere i seguenti obiettivi specifici: estendere il periodo in cui le persone possonno vivere nel loro ambiente preferito, aumentando la loro autonomia, autosufficenza e mobilità; aiutare a mantenere la salute e le capacità funzionali delle persone e con disabilità, promuovere stili di vita migliori e piu salutari per le persone a rischio, aumentare la sicurezza, prevenire l’esclusione sociale e mantenere la rete relazionale delle persone e infine migliorare l’efficenza e la produttività delle risorse nella società che invecchia. La Domux sarà al servizio di quelle persone che vivono situazione di disabilità, congenita o acquisita, e limitazioni della propria autonomia in genere. Persone non autosufficienti che incontrano difficoltà pratiche nella vita quotidiana, ma destinata anche alla frequentazione da parte dei loro familiari, medici, terapisti, insegnanti e scolaresche, operatori sociali, volontari e chiunque voglia condividere gli spazi messi a disposizione degli utenti o chiunque sia impegnato nella ricerca di soluzioni tecnologiche per l’autonomia.

Un punto di riferimento dove potersi avvalere del consiglio di esperti e disporre di informazioni accurate, affidabili e complete. Il tutto anche al servizio delle ASP, enti pubblici e privati, scuole ed associazioni per affrontare la disabilità in modo sinergico ed in Rete.  Nel progetto, naturalmente, è previsto anche il luogo dove sorgerà questa “casa speciale” ed è l’ex Caserma dei Carabinieri di Rende. In pratica dietro l’asilo comunale Nido Peter Pan. Grande soddisfazione da parte dell’assessora Annamaria Artese: “Sia perchè questo progetto è approvato all’unanimità dai sindaci dei comuni che sono nel distretto e quindi per noi è motivo di grande orgoglio e poi sono felice per Nadia. Del resto il nome che abbiamo dato al progetto dice tutto. Ricordo- continua- l’Artese che Nadia è residente a Castrolibero, un comune chef a parte del distretto e protagonista di questo ambizioso progetto. Tengo infine a sottolineare che abbiamo seguito la linea del sindaco. Un sindaco che al sociale tiene in modo particolare. Si sta lavorando tanto, in silenzio, ma bene e nei prossimi giorni vi comunicheremo altre novità interessanti per la nostra città”.   

 

DOMUX NADIA - TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLE PERSONE CON DISABILITA’

DESCRIZIONE SINTETICA DELL’INTERVENTO 

La mission di “DOMUX NADIA” sarà quella di porre la tecnologia al servizio delle persone con disabilità, fornendo prestazioni complesse attraverso una consulenza personalizzata. DOMUX NADIA è un nuovo concetto di centro diurno, con Mostra permanente per la sperimentazione di automazioni e di tecnologie informatiche assistive per la completa autonomia delle persone con disabilità in un reale ambiente di vita; sarà Ausilioteca per aprirsi al mondo della disabilità e accessibilità. 

Obiettivi generali e specifici dell’intervento

La ricerca di forme adeguate e sostenibili di benessere e tutela della salute delle persone anziane e con disabilità è ormai azione imprescindibile in una società che vede sempre più incrementare l’indice di vecchiaia e che non può più ignorare le esigenze di chi vive la normalità in modo differente. Specie in contesti come quello cosentino dove il rapporto tra anziani e giovani è molto più alto che in altri contesti territoriali e dove la disabilità diventa ancor più traumatica se aggiunta a mancanza di lavoro e strutture socio-sanitarie inadeguate o carenti. In tal senso le nuove tecnologie permettono ad anziani e persone con disabilità di vivere nella propria abitazione o in centri, migliorando la loro autonomia, facilitando le attività quotidiane, garantendo buone condizioni di sicurezza, monitorando e curando le persone malate. Non meno importante la possibilità di sgravare le strutture sanitarie dalla forte domanda e alleggerire i costi della sanità pubblica. Tale approccio dovrebbe produrre una ricaduta positiva sulla reale efficacia dei servizi in termini di effettivo benessere delle persone non autosufficienti, nonché sul governo della spesa. 

Come noto, la spesa sanitaria nei paesi più avanzati sta raggiungendo valori elevati che sollecitano ovunque riflessioni per individuare modelli innovativi di erogazione dei servizi che consentano il mantenimento e il miglioramento dell’efficienza dell’intervento in un quadro di compatibilità fra risorse disponibili e bisogni, evitando di creare situazioni di non sostenibilità, con grave danno delle fasce di utenza debole. E’ comunemente rilevato che tale crescita, se si escludono i farmaci, non è legata tanto ai costi inerenti gli interventi più impegnativi in fase acuta, ricchi di impegno medico e tecnologico, quanto alle risorse richieste per la gestione delle cronicità e delle relative disabilità.

Al giorno d’oggi non è più pensabile concepire la disabilità solo come una patologia e su criteri prevalentemente biomedici bensì su un approccio multifattoriale comprendente non solo le funzioni e strutture corporee, ma anche e  soprattutto fattori ambientali e vita di relazione. Nelle acuzie l’obiettivo dell’intervento è la guarigione, definito nel tempo e nelle risorse, nella cronicità l’obiettivo stesso è di difficile definizione coincidendo genericamente con la conservazione o il recupero di un accettabile equilibrio esistenziale da parte dell’ammalato o della persona con disabilità che si identifica prioritariamente con autonomia, integrazione sociale, mantenimento dei rapporti interpersonali e nel mondo del lavoro o della scuola etc. Così avviene non solo per gli anziani, ma anche per giovani vittime di traumi da incidente che, a differenza dei primi, devono essere reinseriti nel mondo produttivo.

In questi casi, oltre a disturbi motori, possono aggiungersi disturbi cognitivi, del comportamento e della personalità che modificano spesso, oltre alle caratteristiche individuali del paziente, anche i rapporti con i familiari. Si richiede pertanto una tipologia di intervento che dal sanitario sconfina spesso nel sociale e viceversa e che richiede un coordinamento di diversi attori : servizi sanitari e sociali, interventi di sostegno, home care etc. In questo scenario i maggiori vantaggi derivanti dall’ uso di sistemi integrati di domotica e ambient intelligence riguardano un elevato livello di sicurezza e controllo dell’ abitazione e possono migliorare in modo davvero significativo la qualità della vita delle persone con disabilità che, utilizzando le facili interfacce rese disponibili dai sistemi intelligenti, riescono a gestire la propria abitazione e le apparecchiature presenti in un modo che non sarebbe diversamente possibile. 

Il fine ultimo pertanto diventa porre la tecnologia al servizio delle disabilità, rispondendo all’esigenza di raggiungere obiettivi individuali: spazi di vita autonoma di persone non autosufficienti garantendo benessere e sicurezza attraverso la scelta dell’ausilio adatto e appropriato a seconda del caso: così a seconda che trattasi di anziano con disabilità, persona con disabilità congenita o acquisita (da trauma -proveniente da unità spinali) e macro obiettivi come la riduzione dei costi dell’assistenza sanitaria, deospedalizzazione precoce con riduzione dei ricoveri nelle patologie croniche. 

In tale senso si vogliono raggiungere i seguenti obiettivi specifici:

  • Estendere il periodo in cui le persone possono vivere nel loro ambiente preferito, aumentando la loro autonomia, autosufficienza e mobilità;
  • Aiutare a mantenere la salute e le capacità funzionali delle persone anziane e con disabilità;
  • Promuovere stili di vita migliori e più salutari per le persone a rischio;
  • Aumentare la sicurezza, prevenire l’esclusione sociale e mantenere la rete relazionale delle persone;
  • Sostenere i caregiver informali;
  • Migliorare l’efficienza e la produttività delle risorse nella società che invecchia.

Analisi del contesto/fabbisogno

Come accennato nel punto precedente, il capoluogo di provincia, Cosenza e il suo hinterland (tra cui Rende rappresenta il comune più importante e popoloso)  ha visto incrementare notevolmente il livello della popolazione anziana nel tempo: il tasso di anzianità è passato dal 7,63% del 1971 al 23.3% del 2016, mentre a Rende è passato dal 12% del 2002 al 19% del 2016 e nell’ambito territoriale, di cui è capofila, al 18%. L’indice di vecchiaia a Cosenza è passato dal 26,42% del 1971 al 196% del 2016, quello di Rende dal 77,2% del 2002 al  149% del 2016 (fonte dati DemoIstat). I dati sulle disabilità sono coerenti con i numeri attesi a livello nazionale: si tratta di circa 3 milioni di persone, di cui 2,5 milioni, anziani. Nella maggior parte dei casi cumulano più tipi di limitazioni funzionali. Nel Sud e nelle Isole la quota di persone con limitazioni funzionali si mantiene significativamente più elevata rispetto alle altre aree territoriali ed in Calabria si assestano intorno al 6% contro il 4% della Lombardia, ad esempio. Anche i dati sulle demenze sono coerenti con i numeri attesi a livello nazionale: l’applicazione del tasso di prevalenza (6-10%) sulla popolazione anziana, per l’anno 2015, oscilla tra i 9.000 e i 15.000, nello specifico territorio di riferimento del comune di Rende variano in un range di 400 e 700. Proporzioni destinata a crescere nei prossimi anni per effetto dell’invecchiamento progressivo della popolazione italiana, che si accompagnerà inevitabilmente ad un aumento delle malattie croniche non trasmissibili ed a una maggiore prevalenza della disabilità e della non autosufficienza. Aumentano in Calabria anche il numero complessivo di incidenti stradali (+2% nel 2016 rispetto al 2015) che hanno provocato più feriti (+5%) e quindi con più possibilità di causare invalidità permanenti e anche +12,5% di morti (Fonte Polizia Stradale Calabria).

Il DCA (decr.comm.ad acta) 76/2015 ha previsto per le tipologie assistenziali di residenzialità e semiresidenzialità rivolte agli anziani un fabbisogno di 8,9 pl (posti letto) ogni 1.000 abitanti over 65. Sulla base degli indirizzi programmatori regionali, una ricognizione dell’offerta assistenziale pubblica esistente ci indica che sono presenti 3 RSAM (Praia a Mare, Lungro, Cariati) e 13 RSA (Res. San. Assist) private per una copertura totale di 577 pl su 1.337 necessari, gap che non potrebbe colmarsi nemmeno utilizzando i 353 pl delle 9 case protette. Infatti l’offerta attuale è pari a 6.1 posti letto per 1.000 abitanti. Non vi è invece offerta, nella realtà calabrese, di semiresidenzialità dedicata all’assistenza per anziani non autosufficienti e/o per persone affette da demenze.  Il fabbisogno determinato dalla programmazione regionale è di 1,4 posti ogni 1000 anziani, quindi 210 posti (105 p. in SR1 e 105 in SR2) che, attualmente, dovrebbero essere trovati nelle stesse strutture individuate per la residenzialità, già largamente insufficiente a coprire il proprio fabbisogno e quindi con ulteriore intasamento della domanda, o realizzati in specifiche strutture semiresidenziali, con collocazione baricentrica, nei centri a maggiore densità abitativa e facilmente raggiungibili. (Fonti - Deliberazione 1244 DG ASP  di Cosenza del 21 luglio 2016 – DCA n.76 del 6 luglio 2015 Doc. di riorganizzazione della Rete territoriale).

È altresì da considerare che la numerosità degli assistiti all’interno delle UVA della provincia è inferiore al 50% dei pazienti attesi, e quelli seguiti provengono da zone di prossimità. Poiché la disabilità richiede interventi differenziati, è fondamentale che le varie componenti assistenziali si adoperino e si relazionino per assicurare la migliore assistenza e una adeguata presa in carico del paziente. In tal senso e così come predisposto dal modello assistenziale dell’ASP di Cosenza, la Domux non potrà essere un contenitore isolato, bensì una struttura saldamente collegata con gli altri servizi geriatrici: UVA e UVG del territorio di riferimento, ospedali e ambulatori ed RSA. Con servizi non geriatrici come l’asilo comunale ed il centro diurno per anziani autosufficienti, il PUA. Per quanto riguarda l’assistenza e gli aiuti ricevuti, circa la metà delle persone con disabilità gravi con meno di 65 anni non riceve aiuti dai servizi pubblici, non si avvale di servizi a pagamento, né può contare sull’aiuto di familiari non conviventi. Come anticipato, nel Meridione e in Calabria, questi dati sono aggravati dalla situazione deficitaria in ambito occupazionale e dalla situazione precaria in cui si trovano gli enti di assistenza socio-sanitaria. Sempre da dati Istat “Nota sulla legge “Dopo di noi” emerge come la spesa totale e pro capite per interventi e servizi sociali dei Comuni singoli e associati per l’area persone con disabilità è la più bassa d’Italia, pari a 326 euro pro capite (solo la Valle d’Aosta spende una cifra inferiore 253) contro le 14 mila euro della provincia di Bolzano, ma anche le 4 mila della Lombardia e che la spesa per strutture residenziali per persone con disabilità finanziate o gestite dai Comuni in Calabria è pari a soli 237 mila euro contro i 63 milioni della Lombardia, ma anche i 14 milioni dell’Emilia Romagna. Basterebbero questi numeri per presentare la gravità della situazione in Calabria e per ribadire che i finanziamenti in questa direzione non sono mai sufficienti per colmare il gap con le altre regioni. Situazione di emergenza che naturalmente viene ben sottolineata dai cittadini: In una indagine prodotta per un progetto finanziato dalla Fondazione CON IL SUD è emerso da un sondaggio che la maggior parte dei cittadini (30%) indica l’esigenza di potenziare le strutture di assistenza e prevenzione sanitaria. La richiesta è trasversale in quanto problema che interessa tutte le fasce di età, sesso e professione. Viene richiesto di potenziare anche l’assistenza domiciliare, il che ci fa capire come sempre più nei nuclei familiari sono presenti anziani o persone con disabilità che necessitano dell’assistenza di caregiver formali. 

È certo dunque che siamo in presenza di una modificazione dei bisogni: l’aumento e l’invecchiamento della popolazione anziana stanno determinando un continuo incremento quantitativo e qualitativo della domanda di assistenza perché le malattie, in particolare quelle cronico degenerative che determinano disabilità e dipendenza, sono correlate all’età. Aumento generalizzato della condizione di fragilità sia in termini di salute fisica che di condizione psicologica e sociale (anziani soli ultraottantenni) anche in correlazione a fattori ambientali (vedi emergenze climatiche ed azioni correlate). Molto è cambiato sotto il profilo culturale, sono cambiati gli anziani e la loro consapevolezza circa le aspettative di vita e di salute, sono cambiate le famiglie, le loro richieste, il loro controllo, sono cambiati gli operatori ed il sistema di regole che governano i servizi. Si sono verificati sostanziali mutamenti strutturali che hanno interessato non solo la composizione della popolazione, ma anche dei nuclei familiari, sempre composti da una persona sola. A fronte di una generica e specifica richiesta da parte dell’anziano e della sua famiglia, oggi è necessario rispondere in tempi utili, in modo flessibile e personalizzato. Le risorse disponibili, a favore dei servizi sociali sono definite e dunque delimitate dagli impegni di budget dei diversi enti. In ogni caso, pure in presenza di aumenti discreti delle risorse, il reale aumento quantitativo e qualitativo dei bisogni espressi dalla popolazione anziana determina tra la domanda e l’offerta una “forbice” che aumenta nel tempo e per la quale non è ancora stata trovata una risposta adeguata. A fronte di un contesto in continuo cambiamento i servizi sociali restano rigidi e stentano ad elaborare effettivi processi di trasformazione, soprattutto in riferimento al tema del lavoro per progetti e dell’integrazione dei servizi in un sistema a rete.

Elementi innovativi

La risposta al bisogno di autonomia e di benessere delle persone con disabilità trova negli ausili tecnici un potente strumento di attuazione e di necessità. L'ausilio è l'insieme di tutte le apparecchiature e le attrezzature che, utilizzati con i dovuti accorgimenti, consentono alle persone con disabilità di attuare il proprio e personale percorso di autonomia. Proprio per tale  motivo la nostra proposta è incentrata sulla creazione di in nuovo modello di Centro Diurno. Non più un luogo dove vengono “depositate” persone anziane o con disabilità, ma un luogo dove queste persone siano e possano sentirsi al centro di un progetto di vita funzionale al proprio benessere e a quello di altre persone. Un luogo nel quale l'ausilio è presente come mediatore tra le difficoltà che quotidianamente le persone con disabilità incontrano e le richieste che li portano a sentirsi come soggetti attivi. Per fare ciò gli ausili saranno proiettati in un percorso che coinvolga non solo la persona con disabilità e la sua famiglia, ma tutti gli stakeholder: operatori della riabilitazione, del sociale, della scuola. Lo scopo è quello di sviluppare un modello di collaborazione e aggregazione in rete di risorse professionali sanitarie e sociali e di permettere l’integrazione e il confronto tra queste esperienze utilizzando le nuove tecnologie a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Scegliere un ausilio, personalizzarlo, addestrare l’utente al suo utilizzo, fare un  follow-up di verifica, è un compito interdisciplinare che richiede operatori, valutazioni cliniche e funzionali, psicologiche e sociali. Implica la partecipazione attiva dell’utente e della sua famiglia nel contesto di vita reale. 

Un Centro diurno moderno non può prescindere da determinate tecnologie, in quanto può contribuire ad assorbire parte di quei rilevanti costi dell’assistenza sanitaria che, come visto, sono in continuo aumento a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione  e del conseguente aumento delle malattie cronico degenerative. La tecnologia, soprattutto quella ambient assisted living, ormai è imprescindibile nella vita di anziani che, in molti casi, vivono da soli e quindi hanno bisogno di un sostegno efficace alle loro attività quotidiane. Non solo, ma in funzione delle mutate aspettative e qualità di vita e di salute, c’è bisogno di soddisfare le aumentate esigenze. Proprio per questo le tecnologie che si vogliono introdurre nella Domux consentono di soddisfare le crescenti esigenze di comfort e di sicurezza, di comunicazione e d’integrazione con il circostante ambiente sociale.

Il nostro progetto prevede pertanto l’implementazione di un’Ausilioteca con servizi ed informazioni raccolte e parametrizzate da un Centro di Ricerca sugli ausili e sulle problematiche connesse al loro uso. La stessa metterà a disposizione dell’utenza un APP continuamente aggiornata e un laboratorio attrezzato per effettuare modifiche finalizzate alla personalizzazione degli ausili. Una Mostra permanente degli ausili e soluzioni per l’autonomia adottate per gli utenti della Domux. In sostanza la Domux non costituirà un edificio chiuso, completamente avulso dal luogo in cui è ubicato, ma aperto, con spazi con ampie vetrate che danno sui giardini e sull’orto sociale che verrà creato, che possano permettere a chi visita la Domux di apprezzare come gli utenti conducono il loro soggiorno quotidiano. 

Una vera e propria forma espositiva permanente che mostrerà fisicamente il progetto con gli appartamenti prototipali, con adattamenti ed automazioni specifiche, che offrono il reale ambiente di vita. Uno spazio di circa 450 mq, suddiviso nei vari ambienti che compongono un casa, con gli spazi comuni (cucine e soggiorni/sala lettura e computer) esposti con vetrate, allo stesso modo l’officina e la palestra che mostreranno quindi gli ausili e le attrezzature che facilitano le attività domestiche ed il superamento delle barriere architettoniche, tutti disponibili per essere direttamente sperimentati. La sala computer sarà attrezzata con le più innovative tecnologie informatiche assistive, ossia quegli ausili informatici personalizzati volti a semplificare l’utilizzo del computer da parte di persone con disabilità, insieme ad una vasta collezione di software a finalità riabilitative e didattiche.

Gli ausili esposti saranno messi a disposizione gratuitamente dalle aziende partner del progetto, rimanendo proprietà delle stesse che provvederanno alla loro manutenzione tecnica e alla loro sostituzione con modelli aggiornati qualora divenissero obsoleti. La mostra è strumento fondamentale dell’attività del servizio di consulenza, in quanto permette di sperimentare direttamente gli ausili e di verificarne la validità. 

La Mostra permanente sarà dotata di macchinari ed attrezzature innovative per i diversi ambienti di attività della Domux. Gli ausili che verranno introdotti nella Domux saranno di tipo tecnico e tecnologico per un miglior impatto su disabilità di tipo motorio, comunicazionale e multiplo. 

1.1) Gli ambienti saranno dotati di sistema domotico integrato e stand alone. Con sistema di chiusura automatica dei fornelli della cucina e del rubinetto; telecomando o comando vocale per aprire i serramenti o accendere le luci e sistema di videosorveglianza.

1.2) Ambiente cucina con relativi ausili per le attività domestiche - CUCINA SENZA BARRIERE: Piano di lavoro dotato di corrimano che facilita il trasferimento con carrozzella, ante e maniglie poco ingombranti e facilmente impugnabili anche da persona seduta. Il tavolo inclinabile viene spinto su due ruote e accessori dotati di interruttore o telecomando.

Provvista di armadio colonna provvisto di estratti telescopici, pensile vicino al piano cottura e piano di lavoro motorizzati e sospeso e dotati di un sistema di sicurezza anti schiacciamento.

1.3) Ambiente camera da letto adattato con relativi ausili per la cura personale - LETTO CURATIVO ELETTRICO: Piano rete in doghe di alluminio con regolazione elettrica, quattro motori elettrici, comodino con guide metalliche telescopiche. 

1.4) Ambiente bagno adattato al DM 236/1989 con relativi ausili per l’igiene personale, vasche con porta e seduta interna, inclinazione della seduta e incavo igiene intima, maniglioni bordo vasca e rubinetteria sul bordo vasca.

1.5) TAVOLI PER ERGOTERAPIA;

1.6) POSTAZIONI DI LAVORO;

1.7) AUSILI PER LA MOBILITA’ E POSTURA

CICLOERGOMETRI PER TERAPIA

GIRELLI

BICICLETTA TANDEM

CARROZZINA BASCULANTE

8) AUSILI PER IL SUPERAMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: Bisogna sottolineare che l’intera struttura è posta tutta al pian terreno e sullo stello livello, quindi senza barriere architettoniche come scale o scalini. La struttura sarà però provvista di sollevatori a binario per il trasferimento di persone non autosufficienti dal letto alla carrozzina, al divano e viceversa. 

https://youtu.be/NwovG_NhwCM  Sistema a Binario. 

https://disabilinews.com/ausili-per-disabili-approfondimenti/ausili-informatici-per-disabili/ 

TECNOLOGIE INFORMATICHE ASSISTIVE

9) AUSILI COMUNICAZIONE - AUSILI ACCESSIBILITA’ INFORMATICA: ausili cioè che facilitano l’utilizzo dei programmi di videoscrittura, la navigazione su internet, l’invio di messaggi email e la gestione di altre operazioni telematiche da parte delle persone con disabilità. I suddetti sistemi includono, ad esempio, la sintesi vocale, le gestures, i dispositivi di lettura per il linguaggio dei segni, i simboli del linguaggio dei segni, i microcomputer, gli screen reader che forniscono output di sintesi vocale o in braille (generalmente utilizzati dai non vedenti), nonché i dispositivi di scansione e digitalizzazione del testo a partire da immagini, anche detti OCR software systems.

10) SOFTWARE DIDATTICO

11) PERCORSI FORMATIVI

Destinatari degli interventi

La Domux sarà al servizio di quelle persone che vivono situazione di disabilità, congenita o acquisita, e limitazioni della propria autonomia in genere. Persone non autosufficienti che incontrano difficoltà pratiche nella vita quotidiana, ma destinata anche alla frequentazione da parte dei loro familiari, medici, terapisti, insegnanti e scolaresche, operatori sociali, volontari e chiunque voglia condividere gli spazi messi a disposizione degli utenti o chiunque sia impegnato nella ricerca di soluzioni tecnologiche per l’autonomia. Un punto di riferimento dove potersi avvalere del consiglio di esperti e disporre di informazioni accurate, affidabili e complete. Il tutto anche al servizio delle ASP, enti pubblici e privati, scuole ed associazioni per affrontare la disabilità in modo sinergico ed in Rete. Interventi integrati che possano apportare soluzioni efficaci alle persone con disabilità. L’approccio sarà protesico, inteso come miglior livello funzionale possibile per il singolo e chi gli sta vicino. Programmi e attività fanno parte del modello Gentle Care, improntate alla normalità e quotidianità di ciascuno, non proposte in modo indifferenziato o standard. Comprese in cinque aree: Tempo, occupazionale, educativa, riabilitativa, comunicazione ed affettività.  

Caratteristiche degli immobili ed indicazioni della piena disponibilità

Eventuali ulteriori informazioni ritenute utili 

La Domux prevede, oltre ad una fase di ristrutturazione dei locali dell’edificio di proprietà del comune di Rende, un ufficio, aperto al pubblico, con servizi ed informazioni raccolte e parametrizzate dal centro di ricerca sugli ausili e sulle problematiche connesse al loro uso. Un vero e proprio punto di riferimento per le persone con disabilità e le loro famiglie, operatori specializzati negli ambiti della riabilitazione, della scuola e del sociale. Stiamo parlando dell’Ausilioteca che fornirà al pubblico informazioni inerenti l’handicap, aspetti previdenziali e legislativi, lavoro, turismo accessibile e sociale, tempo libero, istruzione, barriere architettoniche, in particolare sul settore degli ausili, consulenza finalizzata al corretto utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle persone con disabilità e per facilitare l’integrazione sociale e scolastica, servizi dedicati alla tutela della disabilità. Verranno prodotte Guide informative cartacee e digitali. Schede con foto e le necessarie informazioni sull’ausilio. Il Centro di Ricerca prevede un laboratorio attrezzato per effettuare modifiche finalizzate alla personalizzazione degli ausili esistenti, rendendoli pienamente fruibili alle persone con disabilità. A fronte di esigenze particolari verranno effettuate approfondite ricerche d mercato o elaborati progetti originali da tradurre in prototipi all’interno dell’Ausilioteca. 

Nella Domux sarà presente un nucleo di competenze specifiche (equipe multidisciplinari) dedicate alla domotica per persone con disabilità che possa divenire un punto di riferimento per il cittadino. Alla Ergoterapeutica come studio di intervento sulle necessità quotidiane della persona con disabilità di raccordo tra la fase di domiciliarizzazione, eventuale ricovero, e reinserimento sociale. L’ergoterapia ha come finalità quella di valutare la capacità residua del paziente e gli ausili che consentono di sfruttare al massimo queste attività con la finalità di raggiungere il massimo livello di autonomia. Il tutto viene applicato nelle attività di vita quotidiana in interno (con ambiente con comando vocale – smart house); attività di vita quotidiana in ambiente esterno, tempo libero con acquisizione di abilità manuali, training nel tempo libero, serale, week end e festivo, terapia occupazionale. Competenze riabilitative ed educative, tecnologiche, informative e consulenziali per la valutazione e la ricerca sui presidi ed ausili tecnologici. 

L’equipe multidisciplinare composta da figure professionali quali: terapista della riabilitazione; psicopedagogista; educatrice professionale (supporto educativo individuale); educatrice professionale (supporto al software didattico); neurofisiatra (presente durante l'attività di consulenza utenti); e due figure professionali con competenza tecnologica: ingegnere domotico;  tecnico elettronico – informatico.

La Domux si occuperà di fornire prestazioni complesse alle persone con disabilità oltre a gestire progetti riabilitativi e/o di inserimento sociale. L’accoglienza degli utenti sarà anticipata da una fase conoscitiva dello stesso: counselling finalizzato all’individuazione dei bisogni e delle esigenze espresse dall’utente e dalla famiglia. 

In particolare si svolgeranno le seguenti attività. 

-- Consulenza personalizzata: : La Domux non fornirà valutazioni diagnostiche né elaborerà piani riabilitativi e /o educativi, ma metterà a disposizione degli utenti  la competenza sugli ausili e sulle problematiche connesse al percorso di autonomia, oltre che sulla mostra permanente di ausili e soluzioni più adatte alle diverse esigenze dei disabili. L’area psico-attitudinale effettuerà la presa in carico dell’utente attraverso una valutazione della condizione psicologica e relazionale, identificazione di stimolo per il recupero del livello di autostima e sviluppo di empowerment. Valutazione del contesto familiare e sociale, delle risorse familiari e individuali

- Soluzioni per l’autonomia: presso La Domux si sperimenteranno adattamenti ed automazioni per la completa autonomia della persona con disabilità, attraverso consulenze tecniche e sperimentazioni in un reale ambiente di vita. Un'apposita sezione sarà, poi, dedicata alle tecnologie informatiche, verranno utilizzati strumenti per la scrittura, per la comunicazione, per la demotica, per l'accesso al computer ed una vasta collezione di software con inabilità riabilitative e didattiche. Infine, una zona della mostra esporrà strumenti per l'autonomia nel gioco per bambini (attività ludiche) con gravi difficoltà motorie.

Nella Domux verrà adottato il sistema Gentle Care caratterizzato da un approccio protesico alla cura della persona. Obiettivo basilare è procurare benessere alla persona, inteso come miglior livello funzionale possibile per il singolo e chi gli sta vicino. La Metodologia, finalizzata ad un processo di aiuto, è basata su una programmazione centrata sul lavoro di rete finalizzato al coordinamento e all’integrazione delle risposte da soddisfare. Le attività che verranno implementate si suddividono in cinque categorie: AREA TEMPO: ATTIVITA’ INTERGENERAZIONALI - Attività mirate a incentivare la comunicazione tra persone anziane e bambini per promuovere la reminiscenza attiva e mira all’integrazione fra generazioni attraverso la conduzione di laboratori di incontro e scambio, finalizzati alla trasmissione di ricordi, esperienze e racconti dei soggetti anziani, intervistati dai bambini. Con questa attività si intende sviluppare la partecipazione e le capabilities dell’anziano migliorando l’empowerment dello stesso soprattutto in funzione  degli effetti benefici dello scambio inter-generazionale. Soluzione innovativa resa possibile dalla presenza dell’asilo comunale nella parte già ristrutturata della caserma. Insieme ai bambini gli anziani si ridestano, riscoprono il loro passato di bambini e genitori, mentre ai bambini viene data l’opportunità di avvicinarsi all’anziano avvertito come figura di nonno e di avvicinarsi all’acquisizione di conoscenze di un’altra realtà.

La vicinanza con gli anziani li tranquillizza e stimola a ritmi più lenti con conseguente miglioramento della concentrazione ed empatia verso gli altri. Inoltre l’anziano ed il bambino possono, all’interno dello spazio fornito e delle attività per loro ideate, stabilire relazioni di reciproca scoperta, sperimentare sentimenti di rispetto, amicizia, integrazione. Attraverso i laboratori di manualità verranno stimolati anche i diversi canali sensoriali, predisponendo un’occasione formativa unica, basata sull’interazione tra bambini e anziani. Gli obiettivi che intendiamo raggiungere in questa specifica azione sono quelli di favorire l’incontro intergenerazionale tra anziani e bambini attraverso un percorso di confronto e condivisione di esperienze fatto di attività pratiche ed interpretative. Fornire l’occasione per istaurare relazioni potenzialmente significative,  indipendentemente, e oltre la portata temporale del  progetto (incontri futuri tra soggetti interessati e sviluppo di nuove idee di  condivisione). L’azione si svilupperà in diversi incontri durante i quali i bimbi faranno visita agli ospiti.

Gli incontri avverranno presso  il  laboratorio. Inoltre i bambini verranno suddivisi in tre sezioni dove parteciperanno a turni ai vari laboratori. Il periodo di svolgimento è ipoteticamente fissato dal mese di febbraio al mese di aprile, ogni sezione svolgerà l’attività dalle 9.30 alle 10,30 e sul finire della giornata. AREA OCCUPAZIONALE: LABORATORIO MANUALE - Le attività sono finalizzate per la riattivazione delle funzioni motorio sensoriali, percettivo cognitive ed emotivo-relazionali della persona e del gruppo di persone coinvolte nelle attività educative e occupazionali. Laboratorio di cucina e di cioccolatteria  che consisterà nel preparare la colazione o la merenda e nella preparazione di cibi della tradizione e dell’infanzia. Laboratorio di filatura per esercitare delle abilità manuali apprese e realizzate lungo il percorso di vita, tenersi occupati, stimolare l’autonomia nella manipolazione, della creatività, della sperimentazione, dell’autostima nel produrre qualcosa di buono e di condiviso ed al contempo recuperare mantenere le capacità residue della manipolazione e dell’attenzione e per la realizzazione di manufatti che le anziane possono indossare o regalare.

Le anziane seguiti dall’educatrice eseguiranno lavori di maglia, cucito, uncinetto, rammendo, rattoppo, creazione di monili vari, patchwork. Orto sociale e giardinaggio. L’ortoterapia come attività occupazionale per affiancare la persona nella cura e nella gestione del verde, per conoscere le qualità e i benefici delle specie coltivate, per la cura e valorizzazione degli spazi esterni, per  garantire momenti di vita all'aria aperta. L’obiettivo specifico è quello di ricreare luoghi familiari alla memoria dell’anziano. Sarà creato un piccolo percorso circolare senza costrizioni che consentirà all’anziano di muoversi in piena sicurezza e in autonomia. Gli orti sono rialzati, realizzati cioè su strutture metalliche che consentono la lavorazione del terreno senza che l’anziano debba chinarsi a terra ma mantenendosi in posizione eretta o seduto se in carrozzina. L’area verde oltre ad agire sul tono dell’umore consente anche di fare esercizio fisico. AREA EDUCATIVA: gruppi di auto mutuo aiuto per i caregiver. - Audit e counseling.

Educare alla comunicazione e all'ascolto della persona con attenzione alla qualità delle relazioni ed alla vita affettiva, alla cura dei rapporti con i familiari, ricercando l'alleanza terapeutica nelle scelte educative e riabilitative attivate, la loro vicinanza e la loro partecipazione e collaborazione alle iniziative quali feste, gite ecc. AREA RIABILITATIVA: GRUPPO DI GINNASTICA e GIOCHI LUDICOMOTORI. Il gruppo di ginnastica ha come obiettivo la prevenzione della malattie osteo-muscolari, il mantenimento e, dove possibile, il recupero dell’ autonomia psicofisica necessaria nella vita quotidiana, il mantenimento- miglioramento del tono-trofismo muscolare e delle capacità respiratorie, l’acquisizione di sicurezza e fiducia nei propri mezzi, il miglioramento della capacità di concentrazione e della coordinazione tra i vari distretti corporei. AREA  COMUNICAZIONE E AFFETTIVITA’. Musicoterapia. La musica aiuta i ricordi e può esprimere sentimenti e piaceri con l’Obiettivo di stimolazione multisensoriale e mnemonica. Pet therapy: attività con piccoli animali con l’obiettivo di diminuire l’ansia, migliorare la socialità, gestire alcuni vissuti emotivi. Teatroterapia: esperienze di gestualità e di linguaggio non verbale con l’obiettivo di stimolazione mnemonica, stimolo della creatività. 

Per quanto riguarda i programmi e le attività nel modello Gentle Care il riferimento è alla “normalità”, alla “quotidianità”. Non si tratta dunque di attività di tipo ricreativo, concepite in modo standard e proposte in modo indifferenziato a pazienti diversi, bensì di tutte quelle attività che per ciascuno, gli operatori compresi, costituiscono “la giornata”. Da ultimo nel Gentle Care le attività e i programmi non sono qualcosa di carino, di divertente o di extra rispetto al quotidiano, sono il quotidiano. Quando si lavora alla costruzione della routine per la persona occorre sempre chiedersi: chi è questa persona, cosa stiamo facendo per lei, quello che stiamo facendo ha senso, contribuisce al suo benessere, che impatto ha avuto su di essa, quello che abbiamo fatto, abbiamo disegnato per lui la miglior vita possibile nelle date circostanze?

- Aggiornamento e formazione degli operatori del settore dell'handicap in Calabria: oltre alla formazione (su campo) attuata attraverso il confronto operativo sui casi, verranno svolti corsi, seminari ed altre forme di aggiornamento per operatori che coinvolgeranno esperti a livello nazionale e la collaborazione di aziende del mercato degli ausili;

- Informazioni riguardo gli ausili regionali e informazioni sul mercato degli ausili;

- Consulenza ed assistenza legale per la tutela dei diritti delle persone con disabilità.

Nel nostro progetto riteniamo fondamentale la comunicazione. Per tale motivo abbiamo pensato ad un vero e proprio Piano di Comunicazione per perseguire specifici obiettivi: in primo luogo abbiamo pensato proprio agli utenti e alle loro famiglie che potranno essere informate, mediante il portale web, sui servizi offerti nella Domux, attraverso la condivisione di best practice sulla disabilità e attraverso fatti e notizie concernenti tale mondo, normative e leggi, aggiornamenti nel campo della ricerca  specifica. In collaborazione poi con la stessa amministrazione comunale di Rende implementeremo una serie di attività di promozione dello stesso programma con conferenza stampa ed un convegno per la presentazione dei risultati raggiunti con il progetto dalla cittadinanza, oltre ad una campagna promozionale incentrata sull’invecchiamento attivo e sulla divulgazione di un’immagine positiva dell’anziano, soprattutto in relazione  agli effetti benefici dello scambio inter-generazionale, atte ad incentivare politiche locali che possano permettere lo sviluppo di altre comunità age-friendly. 

Per tale motivo è prevista la preparazione di materiale info e promozionale cartaceo con manifesti, brochure e depliant e video, con uno spot promozionale che andrà in onda, presso i media locali e la pubblicazione di audiovisivi su supporto informatico. Sempre in collaborazione con l’amministrazione comunale di Rende, i medici dell’ASP del distretto sanitario di Rende e l’ASI (Associazione Sociologi Italiani) attueremo un’attività di disseminazione con due convegni e due workshop sulla promozione della salute e prevenzione delle patologie senili, sulle pari opportunità. Allo scopo di rendere il più efficace possibile la comunicazione i suddetti target group verranno raggiunti appunto con un sistema multimediale che prevede, oltre a quelli già citati,  il ricorso a comunicarti stampa presso tv, radio e giornali locali, portale web, social network, newsletter) ed adoperando dei key message che saranno scelti  tenendo in considerazione l’identificazione dei bisogni comunicativi di chi li riceverà, così che venga ben recepito e possa produrre gli effetti desiderati. Fondamentale è dare organicità ed immediata visibilità ai diversi interventi previsti attraverso il ricorso ad un logo grafico (brand) che contraddistingua la campagna di comunicazione.

La struttura, messa a disposizione dal comune di Rende, è un ex caserma dei carabinieri situata nel centro della città, quindi facilmente raggiungibile da pazienti e familiari, facente parte di un complesso per un terzo già ristrutturato dalla stessa amministrazione ed adibito ad asilo comunale con spazi molto ampi e verde.

Particolare attenzione si vuole dedicare alle misure per il rispetto e la tutela dell’ambiente. In particolare verranno adottate procedure di certificazione inerente la UNI EN ISO 9002 che permetterà di erogare servizi qualitativamente eccellenti, con miglioramento organizzativo; maggiore motivazione delle risorse umane; assolvere, anticipare e non subire passivamente gli adempimenti legislativi in materia di qualità.

 

 

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