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Venerdì, 13 Aprile 2018 11:22

Ultimi dati Istat, ben 600.000 le famiglie senza alcun reddito nelle regioni del Mezzogiorno, cresce senza sosta il divario con il Nord

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Altro che questione meridionale intrecciata anche alla lotta alla corruzione e al domino del territorio da parte della criminalità. A parte le parole di facciata della Casta dominante i fatti smentiscono ogni accenno di ripresa e di uscita dalla crisi. Almeno per quel che riguarda il Mezzogiorno. Infatti, gli ultima dati pubblicati dall'Istat confermano che nel 2017 il 56% delle famiglie italiane che non percepiscono alcun reddito, cioè ben 600.000, vivono nelle regioni meridionali con un aumento del 2,2% nei confronti dell'anno precedente, il 2016.

Dato in controtendenza rispetto al Nord dove le famiglie senza reddito sono diminuite del 5,3% e del Centro Italia dove il calo è stato ancora più marcato con il -6,1%. Si amplifica oramai senza sosta e da anni il divario fra Nord e Sud. Un divario certificato anche dall'inesorabile ed inesauribile esodo dei giovani che nati e formati scolasticamente al Sud, vanno via per andare a lavorare al Nord o all'estero.

Un fenomeno che non conosce interruzione e che continua la sua azione di spopolamento soprattutto delle aree interne delle regioni meridionali con paesini oramai abitati solo da pensionati in attesa di passare a miglior vita. Solo per citare il caso della Calabria è bene ricordare che su 1.800.000 abitanti effettivi anche se i residenti sono 1.970.000, ben 800.000 sono pensionati.

Una Regione che oramai può vantare il record europeo dell'età media della popolazione più alta in assoluto, ben 56 anni e con il tasso di natalità più basso fra tutte le regioni europee. La stessa Istat ha calcolato che entro i prossimi venti anni la Calabria si ridurrà a soli 1.400.000 abitanti dei quali almeno in 900.000, oltre il 65%, sarà composta da ultrasessantacinquenni.

Uno scenario devastante mentre il divario Nord - Sud aumenta e mentre della questione meridionale non si discute più oramai da anni ed anni. Sperare che la rotta si possa invertire è sempre più arduo ma la speranza deve essere l'ultima a morire con l'ulteriore speranza che vivendo di speranza non si arrivi a fine dei propri giorni, a morire disperati.


Redazione

 

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