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Giovedì, 12 Aprile 2018 09:36

Dal loft di 566 mq. al 12° piano della Cittadella regionale il Governatore Oliverio con il suo potere sempre più lontano dal popolo calabrese

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La Reggia di Versailles venne abbandonata in Francia quando scoppiò la Rivoluzione francese ed in Calabria i calabresi attendono impazienti la prossima tornata elettorale regionale per mettere alla porta i potenti che occupano il lussuoso loft al 12° piano della cittadella - reggia e compiere una rivoluzione democratica con un grande voto di cambiamento ripetendo alla Regione quello che è già accaduto il passato 4 marzo dove ben 18 parlamentari su 31 sono stati eletti dai pentastellati. Ovviamente il vero sconfitto, cioè il Pd di Mario Oliverio, Nicola Adamo ed Ernesto Magorno non è minimamente consapevole della sconfitta stessa ed ignorano che la portata della sconfitta regionale sarà ancora più grande di quella alle politiche.

L'unico ad aver intuito che il Pd viaggia in Calabria verso il 10% dopo aver preso il 4 marzo un misero 13,7% è il consigliere regionale Carlo Guccione che il solo ad avere ben chiara la situazione reale. Oramai la cittadella regionale paragonata alla Reggia di Versailles gode anche di una certa fama dopo che tale paragone è stato proposto anche durante la trasmissione molto seguita "Non è l'arena su la/ e condotta dal bravo Massimo Gilletti. Una cittadella ubicata su ben 190.000 metri quadrati con una vastissima area dedicata a ben 2.000 posti auto con 22 ascensori e costata ben 160.000.000 di euro nei 13 anni occorsi per essere costruita. Una struttura immensa che in Lombardia, Veneto e Piemonte, regioni molto più grandi e molto più abitate della Calabria, se la possono solo sognare.

Ma la Calabria è questa, la Casta calabra è unica nel panorama nazionale. Ben quattro sale conferenze, spazi museali, sportello poste e banca, un asilo, un bar ed un ristorante. Tutto questo per una Regione che dal 1970 ad oggi è finita per essere una palla al piede per lo sviluppo della stessa terra di Calabria. Una struttura nata per governare ed incentivare lo sviluppo che si è trasformata in un carrozzone politico - burocratico che rallenta ogni progetto, che gestisce in modo improduttivo i cospicui fondi della Comunità Europea, che è divenuta il regno di una Casta inamovibile ed eterna. Basti pensare che a Governare la Regione vi è un politico professionista, Mario Oliverio, che nel lontanissimo 1980 cioè 38 anni fa era già a soli 27 anni consigliere regionale e nel 1985, a soli 32 anni, assessore regionale all'agricoltura.

Quel settore che oggi il Governatore Oliverio ha gelosamente conservato nelle sue decine decine di deleghe. Basti pensare anche che l'assise regionale detiene il record del consigliere regionale più longevo della storia di tutti i consigli regionali delle venti regioni italiane.

Il riferimento è al vicepresidente del Consiglio regionale, On. Pino Gentile, oggi ritornato in Forza Italia che è in Consiglio regionale ininterrottamente sempre eletto dal 1985. Cioè alla sua settima legislatura consecutiva, quindi da ben 33 anni. L'On. Pino Gentile nel 1985 venne eletto nella lista del vecchio Psi nella Prima Repubblica, quando si candidò a 41 anni dopo essere stato nel consiglio comunale di Cosenza dal 1970, prima da consigliere, poi da assessore e poi da Sindaco (sempre eletto dal 1970 ad oggi, record planetario, ben 48 anni), poi nel 190 sempre nel Psi, poi nel 1995 nel partito Repubblicano, poi nel 2000 con Forza Italia, poi nel 2005 con Forza Italia, poi nel 2010 con il Pdl, poi nel 2014 con l'Ncd e poi ritornato in Forza italia e pronto a ricandidarsi ovviamente anche nel 2019 a 75 anni, anche se la figlia Katya Gentile non nasconde di voler tentare il lascito ereditario della poltrona da consigliere, con maggiore fortuna del nipote dl'On. Pino Gentile, Andrea, figlio del potentissimo sottosegretario ancora in carica del Governo Gentiloni, l'ex senatore Antonio Gentile, che ha tentato la scalata al Parlamento in Forza Italia ma che è rimasto schiacciato dal tornado del Movimento 5 Stelle che ha vinto anche nel collegio uninominale di Paola con l'On. Misiti che ha preso il 45% dei voti ben lontani dal 33% preso dal rampollo della famiglia Gentile che ha registrato per la prima volta nella sua storia oramai di decenni e decenni una clamorosa sconfitta.

Ora l'attenzione si sposta sulle regionali del prossimo anno dove per la prima volta l'ondata grillina potrebbe segnare un forte cambiamento anche nella più stagnante e retrograda istituzione amministrativa d'Italia dove personaggi dell'antichissima Prima Repubblica ancora detengono potere e ancora comandano. purtroppo, per la sventura della Calabria e dei calabresi.


Redazione

 

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