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Sabato, 31 Marzo 2018 08:51

Dati Svimez, negli ultimi 15 anni 200.000 laureati del Sud sono andati a vivere al Nord o all'estero, la Calabria la regione più colpita dall'esodo

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Vi è chi la definisce "fuga dei cervelli", chi sostiene che sia un fatto normale dovuto alla globalizzazione, che sostiene che oramai il lavoro è di chi è pronto alla mobilità. In realtà è un fenomeno così rilevante che certamente non può essere sottovalutato. Oramai il Mezzogiorno vive da anni un triste fenomeno di spopolamento e di progressivo invecchiamento oltre che di una sempre più marcata denatalità. Fenomeni che in pochi anni cambieranno la struttura sociale dello stesso Sud Italia.

Ma all'interno dello stesso Sud vi sono realtà e realtà. Vi è una Regione come la Puglia che registra segnali positivi, regioni come la Basilicata che crescono e valorizzano le proprie peculiarità e poi vi sono regioni come la Calabria, dove tutto di aggrava senza soluzione alcuna. La regione che in proporzione agli abitati è colpita maggiormente dall'esodo giovanile è, infatti, la Calabria che ha raggiunto dati allarmanti. La Regione in Europa con l'età media più alta, circa 56 anni, la Regione con la più alta percentuale di pensionati, circa il 40% dell'intera popolazione e la Calabria la regione con il più alto tasso di denatalità d'Europa.

Dati che dovrebbero far insorgere una popolazione contro quel ceto politico e quella casta di politici professionisti che hanno massacrato finanche la speranza delle nuove generazioni costrette ad andare via dalla loro terra, dalle loro radici, dai loro affetti per potersi realizzare e per ritrovare la dignità del lavoro e della propria autonomia. Un fenomeno che non conosce tregua, che non accenna a diminuire.

Solo una politica completamente nuova con un ricambio radicale potrà, forse, creare le condizioni per invertire la trista marcia verso una Calabria che rischia di divenire una terra di soli anziani e pensionati. Sinora chi ha governato sia a livello nazionale che regionale ha miseramente fallito. Dopo il 4 marzo sembra che qualcosa sia cambiato. Aver votato in massa per il Movimento 5 Stelle che ha eletto ben 18 parlamentari su 31, una percentuale mai conquista da nessun partito nella storia della Calabria dal dopoguerra ad oggi, è un fatto di per se rivoluzionario. Si attendono ora fatti concreti e cambiamenti visibili. Altrimenti anche questa speranza potrà divenire una ulteriore e cocente delusione.


Redazione

 

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