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Sabato, 24 Marzo 2018 10:12

Una nuova donazione della famiglia Bilotti alla Galleria Nazionale di Palazzo Arnone, si valorizza ancor più il patrimonio culturale dei cosentini

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Il patrimonio culturale dei cosentini si arricchisce con una nuova donazione della famiglia Bilotti alla Galleria Nazionale di Palazzo Arnone. Una significativa collezione di sculture del Novecento su iniziativa del Direttore del Polo Museale A. Acordon e del direttore del Museo D. Belcastro. Opere di Consagra, de Chirico, Rotella, Greco, Raphael Mafai, Boccioni, artisti che hanno determinato il valore artistico di un "secolo italiano" fortemente incisivo in ambito internazionale con l'autorevolezza della propria ricerca espressiva, spaziale, concettuale e materica. Dopo ottanta anni si è concretizzato anche il desiderio di Umberto Boccioni e di F.Tommaso Marinetti, cioè di portare in Calabria, natia terra dell'artista, la scultura più rappresentativa dell'ideologia boccioniana del movimento, la più cara all'artista la più elogiata (lettera di Marinetti del 23 nov. 1933 al Potestà di Milano Visconti - Archivio Civico Milano Segr. Gen.prot.3715 del 2/12/33).

In un'altra lettera del 4 sett 1913 al grande gallerista Giuseppe Sprovieri (nato a Montalto Uffugo), Boccioni ritiene l'opera "il lavoro mio ultimo ed il più liberato", Forme uniche nella continuità dello spazio, rappresenta una figura umana in cammino simboleggiante il movimento energetico per sintesi e fluidità. L'opera è rappresentata sui 20 centesimi di euro coniati in Italia. Dal modello in gesso, oggi al Museo di San Paolo del Brasile, sono state tratte in varie fasi diverse fusioni oggi esposte a New York: Metropolitan Museum e Modern Art; Londra: Tate Gallery; Milano: Museo del Novecento; Giappone: Museo Hakone; Sindney: Museo metropolitano. L'esemplare donato a Cosenza è stato dichiarato d'interesse particolarmente importante con decreto n° 77/2013 del Ministero dei beni Culturali. E' pubblicato sul Catalogo Generale Alemandi Torino 2016 (pag. 452). Il bronzo è stato posto dalla Soprintendenza al centro della sala con i 65 disegni di Boccioni ceduti nel 1996 alla Galleria Nazionale da Carlo Bilotti che aveva salvato dalla dispersione riportandoli in Italia; li aveva acquistati nel 1990 a New York dagli eredi Winston Malbin.

La raccolta dà uno spaccato unico del percorso boccioniano, dall'esperienza prefuturista del 1906, all’evoluzione stilistica fino a quella della piena maturità del 1915 verso il dinamismo plastico. "Forme uniche" è una delle poche sculture boccioniane sopravvissute. Nove di esse in gesso, nel 1927, sono state distrutte a martellate dall'artista Piero da Verona, a Milano, alle quali erano state affidate dalla madre di Boccioni dopo la morte dell'artista. Dalla discarica di "Acqua Bella", dove erano stati buttati i frammenti, l'allievo Marco Bisi, riuscì a recuperare solo quelli di sviluppo di una bottiglia nello spazio in quanto dipinta di rosso, il cui bronzo è al Museo del Novecento-Milano. Il gesso delle "Forme uniche" si è salvato perché in possesso di Marinetti, così come l'Antigrazioso, busto della madre "contro la grazia passatista" suggerita dalla deformazione operata da Picasso che "sconvolge la potenza dell'oggetto".

Nel 1952 l'Antigrazioso è stato acquistato dalla Galleria Nazionale di Arte Modena di Roma dalla lungimirante direttrice, altra grande protagonista dell'arte di origine calabrese la mitica Palma Bucarelli da Locri. Insieme all'opera scultorea sono stati consegnati a Palazzo Arnone cinque preziosi bozzetti di Boccioni, della collezione Bilotti-Winston Malbin, prepataroti dei quadri futuristi più significativi: "La città che sale" del 1910, tra le opere più note, dove il "Futurismo diviene vorticoso e le abilità del mestiere sono sacrificate alla ragione dell'ultima emozione"; il bozzetto del dipinto "la risata" 1911, "studio di periferia" 1910, "vecchia a tavola" 1907, "Maria Sacchi che legge" 1907. Opere intrise di dinamismo come trasformazione dell'energia capace di esprimere la poetica del movimento specifica dell'esperienza futurista. Il grande futurista calabrese rimane uno degli artisti più celebrati, il primo marzo scorso il dipinto "Testa+luce+ambiente" del 1912 è stato venduto all'asta da Sotheby's a Londra per 9.070.100 sterline, pari ad € 10.314.544 più i diritti d'asta del 25%

Le sculture donate vanno a costituire la "sala del Novecento":

- "Donna Teofora" di Emilio Greco, uno dei grandi scultori iconici. In questo bronzo emergono i suoi studi legati al corpo e alle espressioni femminili;
- "Onice" e "Solida" due significative opere in rispettivamente in alabastro e bronzo di Pietro Consagra, tra i più prestigiosi esponenti dell'astrattismo. Un nuovo linguaggio che si afferma nel secondo dopoguerra, privo di collegamento diretto con il mondo sensibile, lontano ad ogni operazione pratica, in un clima carico di sperimentalismo, di inquietudine ed ansia di rinnovamento.
- "Cavallo con cavaliere" di Giorgio de Chirico principale esponente dell'arte Metafisica che esprime, al contrario dell'Astrattismo, l'esperienza sensibile gli aspetti più autentici della realtà. "Grandiosa metamorfica personalità de Chirico" con questa terracotta torna a valorizzare il plasticismo dell'arte classica e rinascimentale interpretando i temi del mondo antico, stratificazione del tempo, delle esperienze dell'uomo nella loro atemporalità ed immutabilità.
- "Grande maternità" di Antonietta Raphael Mafai monumentale scultura che esprime il vigore antiaccademico riuscendo ad estrarre la tenera e vibrante carnalità presente nella pietra;
"Gigantea" del catanzarese Mimmo Rotella legato al movimento del Nouveau Réalisme e della Pop Art internazionale. Grande calabrese protagonista versatile sulla scena artistica internazionale della seconda metà del XX sec.

E' con il Futurismo che la nostra Regione è stata vera protagonista sulla scena internazionale, non solo con Umberto Boccioni, ma anche con gli altri artisti protesi ad interpretare la celebrazione del progresso, il fascino della velocità e dell'irruenza. Boccioni e Marinetti mantennero rapporti operativi con i futuristi calabresi, segno dialettico della complessità della "opera futura" attenta ai valori luministici e cromatici verso il consolidamento di immagini in articolati toni spaziali e plastici di forme, originali osservatori della cultura di avanguardia, divulgatori dell'ideologia futurista sopratutto rispetto al cubismo. Marasco (Nicastro 1896-1906), Enzo Benedetto (RC 1905 - 1993); Armiro Yaria (RC 1901 - 1980); Michele Berardelli (Cs 1912-1995), Orazio Pigato (RC 1896-1966), Principio Federico Altomonte (RC 1912), Angelo Savelli (Pizzo 1911-1995); Luigi Versace (Bovalino 1927-1991), i post futuristi Lina Passalacqua (Sant’Eufemia d’Aspromonte RC 1933) e Silvio Lo Celso (Rende 1956-2000) gli scrittori ed artisti Leonida Répaci (Palmi 1898-1985); Geppo Tedeschi (Tresilico-Oppido RC 1907-1993) gli scrittori e poeti, Piero Bellanova (Sant’Agata d’Esaro Cs 1917- 1987), Luigi Gallina (Corigliano Calabro 1906-1973); Giuseppe Carrieri (San Pietro in Guarano Cs 1886 – 1968), Alfonso Dolce (Cropani Cz 1882); Luca Labozzetta (Mileto - Vibo 1891-1917); Giovanni Rotiroti (Cardinale Cz 1905-1983), Leonardo Russo (Catanzaro); Rodolfo Arturo Alcaro (alias Rofalcar futurista), Antonio Altomonte (n. Palmi); Domenico di Pietro, Mario Potente (Cs), Mimi Mancuso, il giornalista Luigi Scrivo (Cz); il grande gallerista Giuseppe Sprovieri (Montalto Uffugo Cs 1890-1988).

Enzo Bilotti è stato tra i pochi, forse l'unico, a formare una collezione completa, un repertorio, dei futuristi calabresi che hanno segnato una pagina d'eccellenza della nostra Regione e, che gli eredi per evitare frazionamento e dispersione hanno donato al Museo del Presente a Rende ed oggi costituisce la sezione permanente del museo. Il Futurismo anche in Calabria è stato una ricostruzione non solo in campo artistico ma anche nel cinema, teatro, scenografia, danza, fotografia, arredo, gastronomia, i nostri corregionali erano in prima linea in ogni espressione. In Calabria Marinetti organizzava “serate futuriste”, memorabile quella del 16 giugno1909 a Reggio: la IV su chimica e futurismo tra letteratura e scienza.

Francesco Cangiullo, in “Le serate futuriste - romanzo storico vissuto con giudizi di Marinetti, Ojtti, Borgese, Simoni, Lipparini, Goli” ET Editrice Tirrena 1923 pag. 101 e ss., ricorda quella del marzo 1910 a Catanzaro con Marinetti che “prova in teatro” e gli incontri futuristi con gli studenti calabresi con la stesura delle celebri tavole parolibere. La IV Biennale calabrese d'Arte e industrie a Reggio Calabria del 1926 è incentrata sul Futurismo. Benedetto invita Dottori, Depero, Fillia, Tato, B. Marinetti, artisti interagiscono con il territorio calabrese: Depero espone abiti, arazzi e tarsie di panno con testa di diavolo ispirate alle maschere apotropaiche di Seminara. Benedetto con le riviste “Futurismo Oggi” e "Originalità" celebra il volo vittorioso sugli altri mezzi di locomozione.

Marasco divulga le nuove idee con "supremazia futurista" e il bollettino "il passo oltre" pubblicati in Calabria e veicolati nel resto del Paese verso un cambiamento visivo e dinamico. Grazie al mecenatismo della famiglia Bilotti il nostro territorio può riappropriarsi delle eccellenze culturali regionali, può promuove la conoscenza e la narrazione delle proprie componenti identitarie e lo sviluppo pro-sociale. Questa è una nuova occasione di rilancio della Città attraverso sinergie strutturate tra pubblico e privato che consente l'allineamento culturale alle altre grandi realtà implementando l'offerta turistica e creando occasioni di diffusione e di crescita.


Redazione

 

 

 

 

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