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Lunedì, 12 Marzo 2018 09:50

Il fallimento della sinistra e di una intera classe dirigente 

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Enrico Berlinguer Enrico Berlinguer

Per salvare e rinnovare la sinistra è "necessario ritirarla verso il suo principio": il socialismo. Dopo la sconfitta circola anche a sinistra l'idea che le ideologie sono scomparse e che per tornare a vincere occorre liberarci di vecchie categorie come destra e sinistra o vecchie idee come il socialismo. Un ragionamento che alla fine porta dritto al Movimento Cinque Stelle, e somiglia troppo a quello che dicono Grillo e Di Maio: essere "dentro un po' DC, un po' di destra, un po' di sinistra, un po' di centro", citare Berlinguer e pure Almirante, De Gasperi quando fa comodo, essere tutto e niente e fare una politica senza idee forti e scelte di classe che "si adatta" per sopravvivere meglio.

No grazie. Io non ci sto. Io penso che la vittoria del M5S sia iniziata anche in Italia proprio con la sinistra che si sposta verso il centro, che insegue Blair, che diventa liberal-democratica e sposa supinamente il mercato lasciando che diminuiscano le tutele e i diritti dei ceti popolari. Dopo la sconfitta, per costruire la sinistra del nuovo secolo, occorre a mio avviso tornare alle idee e ai principi del socialismo, ad una analisi critica della società capitalistica e a proposte forti e chiare per la piena occupazione, contro la precarietà e per la riduzione dell'orario di lavoro, per salari e pensioni dignitose, per una sanità, una scuola e un'università pubbliche, di qualità e accessibili a tutti, per servizi pubblici controllati dallo Stato nell'interesse di tutti, per investimenti pubblici nella sicurezza idrogeologica e sismica e nella rigenerazione delle città.

Le risorse per fare tutto questo si possono trovare chiedendo un sacrificio a quel dieci per cento di popolazione più ricca per reddito e patrimonio e in particolare nella lotta all'evasione fiscale che nel nostro Paese è a livelli intollerabili. Il socialismo è storicamente la lotta per l'emancipazione e la protezione dei ceti più deboli. Se la sinistra vi rinuncia saranno altri ad occuparsene e lo faranno a modo loro, come appunto sta avvenendo. Ecco perché io penso che, di fronte al fallimento di una intera fase della sinistra italiana e della sua classe dirigente, non si debba buttare via anche le idee del socialismo ma esplicitamente tornare ad esse. Perché, come scrive Machiavelli nei Discorsi, "a volere che una setta o una repubblica viva lungamente, è necessario ritirarla spesso verso il suo principio".

Secondo Machiavelli, infatti, le sette e le repubbliche al loro inizio devono necessariamente avere in sé "qualche bontà" che "nel processo del tempo si corrompe" fino a far rischiare loro la fine. Se questi corpi non si "rinnovano" allora "non durano". " "Il modo del rinnovargli è ridurgli verso e' principii suoi": ricondurli, farli tornare cioè al luogo di partenza, al posto dovuto, come suggerisce il vocabolario Treccani. Sembra avvenire così laddove il socialismo, oggi, torna ad ottenere successi o addirittura a vincere. È accaduto negli Usa con la straordinaria campagna elettorale di Bernie Sanders, o in Inghilterra con i successi del Partito Laburista di Corbyn.

Pure i socialisti portoghesi vincono stando al governo con una politica sociale progressista. Come accade anche in Svizzera per il Partito Socialista e persino in Carinzia dove i socialdemocratici battono la destra razzista. In tutti questi casi lo sforzo è sempre quello di ritornare ai principi e alle politiche che da sempre hanno caratterizzato la sinistra socialista nel mondo occidentale. Certo, per fare questo rinnovamento tornando ai principi del socialismo occorrono anche linguaggi, messaggi e organizzazioni nuove e adatte ai tempi. Ma soprattutto servono persone credibili, perché non si risolve il problema con gli stessi che lo hanno creato, anche se in buona fede. Girando l'Italia, ho conosciuto molte persone disposte a mettersi in gioco.


Fonte: Blog di Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana
Fonte: huffingtonpost.it

 

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