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Domenica, 11 Marzo 2018 10:11

Italia, il Nord corre veloce, Boom della produzione in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il sud affanna, la Calabria continua ad arretrare

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La questione meridionale non è più di moda da tempo immemorabile, anche perché la stessa affermazione è oramai discutibile. Infatti non esiste più una questione meridionale omogenea, esistono, invece aree del meridione che camminano a ritmi e velocità ben differenti. La Puglia non è la Calabria, solo per fare un esempio. Inoltre il Nord continua a vivere una stagione di ripresa che in Calabri non si percepisce in alcun modo. "Il Veneto cresce a ritmi cinesi", questo è quanto afferma l'imprenditore Alberto Baban.

Per l'Unioncamere Lombarda "nel quarto trimestre 2017 la produzione industriale è salita del 5%". In Calabria, invece, le aziende continuano a chiudere e la disoccupazione continua a crescere. Il divario fra la Calabria ed il Veneto, la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Piemonte è sempre più incolmabile. Solo una vera politica mirata a colmare tale divario potrà colmare tale Gap. Il vero dramma è che la politica non solo non ha fatto nulla per colmare tale differenza.

Ed il motivo della mancata azione è molto semplice. La Calabria arretrata consente per questa sua condizione l'arrivo di fondi da parte della Comunità europea che, teoricamente, dovrebbero servire a colmare i divari con le altre regioni d'Europa, ma che, nei fatti, si trasformano, attraverso sistemi di corruzione e di collusione, in fondi che finiscono per finanziare politici corrotti, imprenditori - prenditori e sistemi criminali.

Sul sottosviluppo e sul drenaggio illegale dei fondi statali e comunitari è stata costruita una classe politica rapace, senza scrupoli ed espressione delle potenti organizzazioni criminali che controllano il territorio. Il sottosviluppo è funzionale anche al controllo del consenso attraverso il voto di scambio e la gestione del bisogno. In tale contesto la Lombardia continuerà a correre, il Veneto a vivere una seconda stagione di sviluppo e la Calabria a regredire sempre più. Fin quando non si spezzerà la perversa e miope gestione di un ceto politico corrottissimo e truffaldino, oltre che incompetente, per la Calabria non vi sarà mai speranza alcuna.

Redazione

 

 

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