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Mercoledì, 07 Marzo 2018 09:11

Pd, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, contro la vecchia guardia "Si prenda atto della sconfitta e si dia spazio a nuove energie"

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Giuseppe Falcomatà Giuseppe Falcomatà

Dopo la sonora batosta che il Pd ha ricevuto dagli elettori in Calabria con un misero 14,3% molto lontano dal 19% nazionale il Sindaco di Reggio Calabria, il giovane Giuseppe Falcomatà, con coraggio chiama il partito a raccolta chiedendo di invertire la rotta. "In Calabria il Partito democratico non vince più una competizione elettorale dal 2014. Le ultime grandi affermazioni risalgono alle amministrative reggine e alle regionali.

Ora - afferma Falcomatà - è giunto il momento che si prenda atto di quest’ennesima sonora bocciatura e si lasci spazio alle energie già presenti nel Pd, ed a quelle che si vorranno unire in questo percorso, per l’apertura di una fase politica nuova, costruita dal basso, capace di interpretare realmente i bisogni e le speranze di un popolo che oggi non si sente più rappresentato. In questo modo la Calabria potrà rappresentare concretamente un laboratorio politico nazionale per la nuova stagione del Partito Democratico".

E' ovvio che l'appello disperato ed accorato è contro la vecchia guardia che ha distrutto il partito. In primis il segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, che nella disfatta generale si è comunque garantita un seconda legislatura da senatore. Inoltre l'appello è rivolto anche al Governatore Oliverio che insieme a Magorno e a Nicola Adamo, gentil consorte di Enza Bruno Bossio, anch'essa pronta a vivere la sua seconda legislatura da deputata, gestiscono il partito senza concedere spazio a nessuno. Naturalmente nessuno ascolterà Falcomatà e l'appello cadrà nel vuoto.

Il senatore Magorno non si dimetterà da segretario regionale nonostante il suo mandato sia scaduto a febbraio. Si dimetterà come si è dimesso Renzi che si è inventato le dimissioni in differita, ed essendo Magorno un buon discepolo di Renzi anche Magorno si dimetterà in differita. Non parliamo poi di Mario Oliverio. Figuriamoci se un professionista della politica sulla scena dal 1980, fin da quando a soli 27 anni era già consigliere regionale, darà spazio ai giovani o a nuove energie.

Tanto meno il regista occulto e vero uomo di potere del Pd. Nicola Adamo, che senza alcun incarico è sempre al centro delle decisioni più importanti. Con il trio Magorno - Oliverio - Adamo e la supervisione di Minniti il Pd calabrese dal 14,3% è destinato a esiti elettorali da prefissi telefonici ed è destinato alla completa estinzione se i tanti militanti che ancora vi credono e che sono persone per bene non avranno il coraggio di ribellarsi, di chiudere le sezioni di dimettersi da qualsiasi incarico e di chiedere con forza un vero rinnovamento. e non lo faranno il Pd in Calabria si spegnerà definitivamente.


Redazione

 

 

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