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Il Musical "Il Figliol Prodigo" al Rendano di Cosenza, realizzato dai detenuti di massima sicurezza della casa di Reclusione "Opera" di Milano

Il Musical "Il Figliol Prodigo" al Rendano di Cosenza, realizzato dai detenuti di massima sicurezza della casa di Reclusione "Opera" di Milano

“Tutti noi facciamo sbagli nella vita, perché siamo peccatori. E tutti noi chiediamo perdono di questi sbagli e facciamo un cammino di reinserimento…”, è la risposta del Papa alla lettera con cui 13 detenuti del carcere di Milano Opera, sezione Alta Sicurezza, impegnati nel Laboratorio del Musical, presentarono a Papa Francesco nel 2016 il progetto di un nuovo musical rivisitato in una  versione attuale per il Giubileo del Carcerato. 

Il Laboratorio del Musical è un progetto di volontariato ideato e realizzato dalla Biffi, cantautrice e regista che, da quasi dieci anni, grazie alla condivisione istituzionale del Direttore di Opera, Giacinto Siciliano, e alla collaborazione dell’Associazione Culturale Eventi di Valore, utilizza l’Arte e la Cultura, quali mezzi di rieducazione e “rivoluzione umana”. L’associazione culturale “Eventi di Valore”, con sede legale a Milano ma operante sull’intero territorio nazionale, è ideatrice e promotrice del messo in scena per la prima volta durante l'anno giubilare del carcerato e realizzato dai detenuti di massima sicurezza della Casa di Reclusione Opera di Milano su esortazione diretta del Papa Francesco e autorizzato alla divulgazione dalla Santa Sede.

Il Musical promosso da Regione Lombardia, Ministero della Giustizia e Organizzazione Giubilare approda in Calabria sotto il patrocinio della Regione che credendo nell’alto valore del progetto ha inteso sposarlo e farsi carico della divulgazione dello stesso e delle motivazioni sottese che trovano una grande ragion d’essere in una regione come la nostra.

Nato da un progetto di volontariato ideato da Isabella Biffi, in arte Isabeau, cantautrice e regista che, da quasi dieci anni, realizza musical con protagonisti i detenuti del carcere di Milano Opera in collaborazione con il direttore del carcere Giacinto Siciliano. I messaggi sono molti e di forte contenuto: evangelizzazione, dialogo interreligioso, perdono e comunione e che diventano attraverso lo strumento dell’arte veicolo di alti valori come amore e pace.

Ai messaggi ecumenici e universali si aggiunge il grande contenuto sociale del progetto che nasce in quel mondo parallelo che sono le carceri e trova nei detenuti la massima espressione. Un gioco d’introspezione intima e recondita che attraverso strumenti come l’arte, il dialogo e il confronto, la religione nelle sue diverse manifestazioni di fede, riesce a vedere e a portare sul palco l’umano che c’è prima e dietro ogni reato.

Uomini e donne che hanno sbagliato nel loro percorso di vita, ognuno con il proprio racconto, che a volte in maniera consapevole a volte no hanno perseguito una strada sbagliata che li ha condotti al carcere e a scontare la loro pena. Siamo un Paese che ha ripugnato la pena di morte e che pur mantenendo ben saldi i concetti di giustizia, legalità, non può e non deve negare il diritto di scontare la propria pena e la opportunità del reinserimento sociale nel rispetto dei principi della Costituzione e della persona.

L’attivazione di progetti di recupero e di reinserimento nel contesto sociale ma anche soltanto la possibilità per i detenuti fine pena mai di vivere momenti e occasioni dignitosi della persona è la motivazione prima delle azioni messe in atto attraverso l’istituzione di laboratori che hanno portato alla realizzazione di diversi Musical, rappresentati anche in molti teatri internazionali.

Nello specifico “Il Figliol Prodigo” sta riscuotendo un enorme successo, tanto da essere menzionato da diversi media e tabloid nazionali, e ha ottenuto le autorizzazioni ministeriali necessarie per essere rappresentato nei più importanti Teatri d'Italia: Auditorium della Conciliazione di Roma, Teatro Ariston di Sanremo, Rimini, Brescia e molti altri e nel 2018, su espressa richiesta dello stesso Papa Francesco, raggiungerà i palcoscenici dell’Argentina.

Esportarlo, duplicarlo e presentarlo nei Teatri della Calabria assume un carattere di sfida, così come lo definisce la stessa Isabeau, per una terra che ha bisogno anche attraverso l’arte e la cultura di poter esprimere ciò che di eccezionale ha, attraverso messaggi forti e di contrasto a qualsiasi forma di delinquenza, illegalità e criminalità. Al Rendano il Musical è stato portato in scena il 6 dicembre e lo sarà sino al 9 dicembre.

Redazione

 

 

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