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Il Governatore Mario Oliverio non si incatena più, ora attende l'incontro con la Ministra Lorenzin il 5 dicembre a Roma

Mario Oliverio Mario Oliverio

Tutto come previsto. Sfuma il proposito di incatenamento del Governatore Mario Oliverio contro il Governo gestito dal suo stesso partito, il Pd. Ovviamente non vi aveva creduto nessuno ma sarebbe stato molto bello ed avvincente se fosse realmente accaduto. Rimane comunque una barzelletta che ha fatto ridere non solo i calabresi ma anche i big del Governo che hanno ritenuto l'annuncio una goliardata. Oliverio non si incatenerà più e parteciperà all'incontro programmato per il prossimo 5 dicembre a Roma con la Ministra Beatrice Lorenzin.

Bellicosi i propositi del Governatore Oliverio intenzionato a chiedere fermamente l'interruzione del commissariamento per la sanità. Il suo vero ed unico cruccio da tre anni a questa parte. Cioè da quando il 23 novembre 2014 i calabresi lo hanno eletto al Governo della Regione. Tre anni di totale immobilismo, di risultati nulli e di polemiche solo sulla sanità. Un disastro che ha fatto rimpiangere finanche gli ex Governatori Scopelliti e Loiero.

"Andrò a questo incontro e chiederò - ha affermato il Governatore Oliverio -  che ci sia un atto interruttivo immediato. Non devo negoziare nulla, la Calabria deve essere messa alla pari delle altre regioni e avere un sistema sanitario tale da garantire ai cittadini le cure nella propria terra. Sarà una sfida da far tremare le vene ai polsi". Ed anche su questa disfida non crede nessuno per come nessuno ha dato credito all'annuncio di incatenarsi.

L'incontro non sortirà nulla di nulla tranne che chi realmente esercita un forte peso sulla Ministra Beatrice Lorenzin ed il riferimento è diretto al potentissimo sottosegretario Antonio Gentile non decida di agire in prima persona per risolvere la tenzone. E nell'ambito dell'assemblea con i sindaci il Governatore Oliverio ha anche affermato di non fare "battaglie di potere. Ho avuto molta pazienza, sono due anni e mezzo che dico queste cose e non sono stato ascoltato: non capisco il perché".

E si tratta di un governo dello stesso colore politico. Questo dimostra come la Calabria ed i politici calabresi del Pd siano quotati nei palazzi del potere romano. Praticamente zero. L'unica speranza è che nelle prossime elezioni di primavera il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, possa avere il coraggio di mandare tutti i parlamentari calabresi uscenti del suo partito a casa puntando su un forte progetto di rinnovamento. Progetto che poi si completerà inevitabilmente alle prossime elezioni regionali quando il Pd pagherà un salatissimo prezzo sul piano elettorale dopo il fallimento conclamato della legislatura più penosa e più inconcludente della storia del regionalismo calabrese dal 1970 ad oggi.

Redazione

 

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