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Il Governatore Oliverio insiste sulla sanità, "Nel sistema sanitario ci sono interessi economici, lobbistici, politici e mafiosi"

Mario Oliverio Mario Oliverio

Ancora una volta il Governatore Mario Oliverio ritorna sulla sanità. Il suo vero ed unico tormentone politico, nonostante i problemi in Calabria siano ulteriormente gravi anche in altri campi che, evidentemente, per Mario Oliverio non sono degni di nota. Infatti nell'ultimo consiglio regionale che era riservato solo a discussioni per i bilanci economici, alla fine, si è discusso, ovviamente di sanità.

Il Governatore ha ribadito che si incatenerà davvero dinanzi a Palazzo Chigi se entro fine mese non terminerà il commissariamento. " Il governo del Paese, che è il mio governo, deve capire che in Calabria non si può andare avanti con questa situazione. Sono una persona libera - ha affermato Oliverio in consiglio regionale -  da schemi e non mi guida la preoccupazione di apparire. Non chiedo poteri per me, chiedo che si inverta il trend.

Non è possibile continuare così. La misura  è colma. La Calabria non uscirà mai da questa spirale se non avrà la possibilità di investire risorse: per 7 anni è stata messa in castigo e ai margini. La politica sanitaria regionale è in mano a un commissario di nomina governativa. Era stata lei, (riferendosi al Ministro della Sanità, Lorenzin) mesi fa, a dire che il giudizio sui commissariamenti era assolutamente negativo.

Ci sono sicuramente altri fattori che condizionano la mancata risposta a questa situazione. Chi sono queste forze? Direi i nomi, se li sapessi. So di sicuro che nel sistema sanitario ci sono interessi economici, lobbistici, politici e mafiosi". Un attacco duro e deciso. Intanto si attenderà il 27 novembre. data nella quale è previsto un consiglio, l'ennesimo, per discutere sulla sanità, ancora una volta e sono oramai tre anni di discussioni inutili.

Quindi, Oliverio rimane sul fronte della guerra contro la Ministra Lorenzin, alleata con il Pd al Governo e contro il commissario Scura nominato dal governo sorretto dal Pd che è poi il partito dello stesso Governatore che al momento si colloca quale renziano di ferro, anche se non della prima ora. E nel dibattito il consigliere regionale Aieta chiede al Pd una maggiore chiarezza sulla situazione.

A scatenare una ridda di posizioni che hanno fatto affiorare anche all'interno della maggioranza diverse opinioni è la mozione del consigliere regionale Carlo Guccione che chiede una discussione immediata, mentre vi è chi invoca un rinvio. Per il consigliere Guccione è importante capire perchè "non si è dato corso a quanto previsto dalla legge, e cioè che il presidente possa essere anche commissario della sanità". 

Per come in effetti è avvenuto per il Governatore della Campania, De Luca. Evidentemente De Luca è molto più quotato nei palazzi romani di quanto lo sia il Governatore Oliverio. Ironico l'intervento del consigliere di minoranza Tallini "Ho anche sentito dire che Oliverio vuole tagliarsi le vene, vogliamo saperne di più perché ci teniamo alla salute del nostro presidente". 

Tallini ha voluto così sottolineare come sia divenuto ridicolo un consiglio che discute solo sulla sanità e di come sia ridicola l'annuncio dell'incatenamento di Oliverio contro il Governo gestito dal suo stesso partito. Per il consigliere di opposizione Francesco Cannizzaro "È triste vedere questa maggioranza che si sgretola giorno dopo giorno. O non contate nulla a Roma o siete completamente scollegati da un Pd orma in piena campagna elettorale. Non dovreste incatenarvi, dovete dimettervi se il vostro governo amico non vi ascolta", mentre Guccione rincara la dose affermando "perché il governatore campano De Luca sì e Oliverio no?

Voglio sapere se ci sono forze occulte che bloccano la nomina e voglio nomi e cognomi". Si chiude, quindi, l'ennesimo consiglio regionale con i soliti piagnistei e le solite lamentele sulla sanità quando i calabresi sono oramai consapevoli che si tratta di una guerra interna fra il Pd calabrese ed il Governatore Oliverio ed il Governo romano anch'esso targato Pd.

Una faida nella maggioranza, una faida fra l'asse Roma - Cosenza. Alla fine la concomitanza di avere un Governo romano ed un Governo regionale dello stesso colore invece di essere una opportunità per la Calabria si è trasformata in una delle tante negatività, mentre la Calabria muore per disperazione e la Casta si affanna a dimenarsi per chi deve gestire la solita gallina dalle uova d'oro. La tanto desiderata, combattuta sanità. Il vero d unico potere in Calabria.

Redazione

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