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Rapporto Svimez, nel Mezzogiorno continua lo spopolamento, la fuga dei cervelli ed il calo dei dipendenti pubblici, ben 21.500 in meno in soli cinque anni

Rapporto Svimez, nel Mezzogiorno continua lo spopolamento, la fuga dei cervelli ed il calo dei dipendenti pubblici, ben 21.500 in meno in soli cinque anni

Il Rapporto Svimez 2017 presentato alla Camera dei deputati conferma che "Il Mezzogiorno è destinato anche per il 2017 e il 2018 a rimanere una terra di emigrazione "selettiva", cioè di alta qualità, con scarsissime capacità di attrarre immigrati dall'estero, e sarà interessato da un progressivo calo delle nascite". Solo nel 2016 ben 62.000 i meridionali che sono andati a vivere altrove.

Inoltre la povertà è giunta ai livelli più alti di sempre. Un Mezzogiorno, quindi, che si allontana sempre più dal resto d'Italia. "Un meridionale su tre si legge nel Report dello Svimez - è esposto al rischio di povertà, che nel Sud si attesta al 34,1%. In tutte le regioni meridionali, inoltre, risulta superiore sia rispetto al dato nazionale (19,0%) sia rispetto a quello del Centro-Nord (11,0%)".

Altro fattore sul quale si dovrebbe maggiormente riffletere adottando oculate politiche del lavoro è il drammatico dualismo generazionale. "La crescita dei posti di lavoro al Sud nell’ultimo biennio riguarda innanzitutto gli occupati anziani e, nella media del 2016, si registrano ancora oltre 1 milione e 900 mila giovani occupati in meno rispetto al 2008". Si intensifica e cresce esponenzialmente "un drammatico dualismo generazionale, al quale si affianca un deciso incremento dei lavoratori a bassa retribuzione, conseguenza dell’occupazione di minore qualità e della riduzione d’orario, che deprime i redditi complessivi". L'unica nota positiva è quella che nonostante tutto nel 2017 il Pil del Mezzogiorno registrerà un + 1,3%.

Altro elemento da non sottovalutare è quello relativo al fatto che nei cinque anni che vanno dal 2011 al 2015 la Pubblica Amministrazione ha registrato un decremento di ben 21.500 dipendenti mentre al Nord nello stesso periodo il decremento è stato di 17.954 unità lavorative. Un dato che smentisce un luogo comune oramai infondato per il quale al Sud vi sia solo lavoro pubblico o statale dove si bighellona e non si lavora. Come un luogo comune è quello delle risorse statali che, invece, per la gestione dei dipendenti statali pesa per le regioni del Nord per il 71,2% della spesa totale.

Redazione

 

 

 

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