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Alternativa Popolare, il partito di Angelino Alfano, nonostante l'immenso potere una compagine in totale disfacimento dopo la sconfitta siciliana

Angelino Alfano Angelino Alfano

Aveva ragione Matteo Renzi quando affermò che un partito con il potere come quello di Angelino Alfano con ministri e sottosegretari e che raccoglie consensi da prefisso telefonico dovrebbe chiudere. Ed un partito che neanche nella Regione del suo leader, la Sicilia, riesce alle regionale a superare il quorum del 5% e non prede nessun consigliere quale speranza può avere di superare la soglia nazionale del 3%? Praticamente nessuna e lo sanno bene i tanti transfughi del vecchio Pdl che hanno formato Alternativa Popolare con Forza Italia in netta ripresa. ed in tanti vorrebbero tornare nell'ovile di Zio Silvio sicuri che comunque Silvio li riprenderà come un genitore che riaccoglie il figliol prodigo.

Infatti nell'assemblea nazionale che Alternativa Popolare terrà il prossimo 11 novembre si prevedono parecchi mal di pancia da parte di coloro i quali gli rimproverano l'alleanza in Sicilia con il Pd. Non sono in pochi e Formigoni e fra questi che vorrebbero ritornare in Forza Italia. Il rischio è che di un partito fatto solo di generali senza alcun esercito non rimanga nulla. Solo in Calabria per effetto della potentissima famiglia Gentile il partito può vantare una certa consistenza ma sul piano nazionale la Calabria con il suo 1.800.000 abitanti e circa un milione di votanti è ben poca cosa.

Angelino Alfano ha affermato che "il partito discuterà al suo interno e ragionerà su quale sia la strada migliore per valorizzare il lavoro fatto in questi anni".  "Bisogna cambiare rotta - afferma Roberto Formigoni - e discutere anche dell'uscita dal governo". Affermazione ridicola per i big di Alternativa Popolare che terranno ben strette le loro poltrone fino all'ultimo giorno possibile alleati con il Pd per poi essere pronti ad allearsi anche con il diavolo pur di mantenerle.

Ma spesso, chi troppo vuole nulla stringe, e, molto probabilmente per Alfano ed i suoi proseliti, oramai si avvicina sempre più la fine della carriera politica basata sulla logica del salto sul carro del vincitore e del tradimento quale unica regola da perseguire pur di ottenere l'agognata poltrona.

Redazione

 

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