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Pd, a Cosenza rieletto il segretario provinciale uscente, Luigi Guglielmelli, con il 92,3% dei voti

Luigi Guglielmelli Luigi Guglielmelli

Mentre nelle elezioni regionali siciliane la lista del Pd prende una batosta memorabile e mentre si profila per il partito una dura sconfitta anche nelle politiche di primavera in Calabria, regione sempre in ritardo e sempre arretrata in ogni manifestazione sociale, culturale, economica ed anche politica, si celebrano congressi bulgari autocelebrando un Pd sempre più in frantumi. E' il caso del Pd di Cosenza dove è stato celebrato il congresso provinciale che ha rieletto il segretario provinciale uscente con una percentuale bulgara che ricorda i vecchi congressi - farsa del vecchio Pci emulo del più becero stalinismo, il 92,3% dei voti.

Un risultato scontato che consentirà a Luigi Guglielmelli di iniziare il suo secondo mandato di segretario provincilae del partito di Matteo Renzi. Il Pd quindi al cinema Italia celebra il suo terzo congresso provinciale nei suoi dieci anni di vita. Il segretario rieletto ha affermato che nella ritrovata unità l'obiettivo è quello di 

"Lavorare, continuando a fare quello che ci siamo prefissati quando siamo nati 10 anni fa. Abbiamo un obbiettivo da raggiungere ed è quello delle elezioni politiche". Ovviamente in un partito come il Pd dove le maggioranze bulgare non consentono nulla alle minoranze ad essere bistrattato nella solita logica post - comunista è stato il gruppo di "Aria Nuova" di Graziano Di Natale ai quali delegati non è stata concessa neanche la parola,

"Alla faccia della democrazia", per come ha urlato qualcuno dei delegati. Ma trovare democrazia nel partito del Sovrano Renzi e dei sudditi renziani particolarmente servili come quelli calabri è come voler trovare democrazia nel Pcus di staliniana memoria. Infine l'assemblea congressuale ha anche approvato un documento nel quale si esprime solidarietà al Governatore Oliverio nell'aver annunciato di essere pronto ad incatenarsi dinanzi Palazzo Chigi e quindi dinanzi al Palazzo governato dal suo partito e dagli alleati del Pd al fine di interrompere il commissariamento della sanità in Calabria.

Il vero e grande cruccio ed immenso dolore di Mario Oliverio, il peggior presidente della Regione che si possa ricordare dal 1970 ad oggi. In tanti sono coloro che comunque non credono all'annuncio del Governatore e che alla fine non avrà il coraggio di andare ad incatenarsi contro i big del suo stesso partito che occupano le stanze di Palazzo Chigi. 

Redazione

 

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