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Concluso il Tour elettorale di Renzi in Calabria, le solite false promesse e tutta presente la pletora dei dirigenti e dei questuanti del Pd

Concluso il Tour elettorale di Renzi in Calabria, le solite false promesse e tutta presente la pletora dei dirigenti e dei questuanti del Pd

Ennesima visita di Renzi in Calabria conclusa a Paola circondato dai suoi pretoriani. L'ennesima pagliacciata condita di promesse elettorale mentre la Calabria continua a marcire con l'assenza di qualsiasi politica di sviluppo e mentre il Governo nazionale continua ad ignorare il dramma del Mezzogiorno e della Calabria che rappresenta il dramma nel dramma.

Le solite promesse con un Matteo Renzi completamente circondato dai suoi fedelissimi calabri. E l'arrivo a Paola ha anche segnato l'assenza di qualsiasi forma di protesta. Solo discepoli del vangelo secondo Matteo in perfetta linea con la caratteristica tipica del cosentinismo. Mai nessuna protesta ma solo e sempre sul carro del vincitore e del più forte fra osanna, lodi, ascarismo e corsa a chi è più fedele fra i fedeli.

Tutto a gara per parlare con Renzi, tutti a gara per essere il più servile fra i tanti servi. E non sono stati pochi coloro i quali si sono fortemente preoccupati per lo scambio di battute private fra lo stesso Renzi ed il consigliere regionale Giuseppe Aieta che, adesso, sarà osservato speciale considerando che qualcuno già ipotizza una candidatura alla Camera per lo stesso Aieta. E non sono in pochi gli scalpitanti ed aspiranti candidati alla Camera oltre ai tanti deputati uscenti che bramano per il rientro. Basti pensare che nella sola provincia di Cosenza si conteggiano ben cinque deputati del Pd, Stefania Covello, Enza Bruno Bossio, Ernesto Magorno, Sebastiano Barbanti e Ferdinando Aiello.

Con il Rosatellum sarà praticamente impossibile che possano essere tutti rieletti. Renzi visita anche il Santuario di Paola e si sofferma a sostenere le solite ovvietà che chiunque potrebbe pronunciare. "Dobbiamo investire sulla 106 e sulle eccellenze dell’agroalimentare che ho avuto modo di provare ieri. Dobbiamo investire sulle infrastrutture sulla mobilità, si tratta di una regione che si trova indietro rispetto al resto del Paese".

Le solite parole che ogni politico giunto nella terra di Calabria ha sempre pronunciato senza che mai nulla cambiasse realmente. Poi per l'agroalimentare potrebbe chiedere uno sforzo al Governatore Oliverio che lo ha affiancato praticamente in modo perenne considerato che la delega regionale all'agricoltura è detenuta dallo stesso Oliverio da tre anni con risultati nulli. Al termine della visita nella Stazione di Paola il segretario è salito sul treno per riprendere il suo cammino.

Alla partenza applausi ed ovazioni verso Renzi da parte dei suoi seguaci che potranno dire di averlo visto calpestare il terreno paolano. Ora tutti in attesa del miracolo. Dopo "San Francesco di Paola" finalmente "San Matteo da Firenze". E finalmente e tutti i calabresi paolani e cosentini felici e contenti.

Redazione

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