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L'Italia non valorizza i suoi talenti, anzi li mortifica, in Calabria nessuna opportunità per giovani preparati e professionalizzati

L'Italia non valorizza i suoi talenti, anzi li mortifica, in Calabria nessuna opportunità per giovani preparati e professionalizzati

Che l'Italia sia un Paese che distrugge se stesso è fatto assodato. Il declino è evidente e la meritocrazia è solo una pia illusione. Tutti i giovani preparati e professionalizzati da un sistema dell'istruzione che, nonostante tutto, ancora riesce a formare sono poi utilizzati da altre nazioni e sono costretti ad emigrare sia nel campo della ricerca che per poter esprimere il proprio talento e la propria vocazione. A certificare talle terribile modo di operare è il Global human capital report che colloca l'Italia al 127° posto sui 130 paesi analizzati per tasso di partecipazione della forza giovanile alla forza di lavoro complessiva e al 107° posto per sviluppo del capitale umano.

Posizioni praticamente da terzo mondo che ben definiscono il declino che vive il Paese oramai da diversi anni. Un sistema assurdo che premia solo la clientela, la raccomandazione e l'appartenenza. La raccomandocrazia ha completamente soppiantato la meritocrazia. Un sistema di tal genere negli anni porterà il Paese a sprofondare sempre più e a pagarne le nefaste conseguenze saranno, ovviamente, le nuove generazioni. Il capitale umano in altri paesi è una risorsa importante per lo sviluppo, paragonabile al petrolio.

L'Italia non solo lo penalizza ma lo esclude dalla società costringendo i migliori ad emigrare altrove mentre la classe dirigente è sempre più incolta e figlia della corruzione politica e sociale che impera oramai ovunque. tante le belle parole sulla fuga dei cervelli, sulla valorizzazione delle competenze, sul merito ma, come sempre, solo fandonie e vaghe promesse.

La realtà sempre più amara è quella che la società italiana è sempre più permeata da un sistema di corruzione e di clientelismo che interessa e coinvolge ogni aspetto del vivere sociale ed economico. Tale aspetto è ancora più marcato nelle regioni meridionali ed in terre come la Calabria dove il merito e la preparazione è un disvalore e dove l'appartenenza ai centri di potere della casta sempre più collusa con la 'ndrangheta rappresenta l'unico valore reale per fare carriera e per avere un ruolo nella società.

Un modello sociale catastrofico che giungerà comunque alla rovina con una regione di soli anziani che non concede spazio alcuno alle nuove generazioni e che sarà destinata ad estinguersi e ad essere sempre più marginale sia nel contesto dello stesso meridione che nell'ambito nazionale.

Redazione

 

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