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La Lega di Matteo Salvini presenta un piano da 22 miliardi per lo sviluppo del Sud, lontani i tempi dell'antimeridionalismo

Matteo Salvini Matteo Salvini

Un tempo la Lega Nord era contro il Sud e riteneva il Sud una palla al piede per la nazione. Oggi la situazione è ribaltata ed il leader della Lega, Matteo Salvini, ritiene che l'Italia non potrà mai riprendersi se non sarà il Sud a crescere. In tale ottica Armando Siri, il consigliere economico di Matteo Salvini, nell'ambito dei lavori del meeting di Cernobbio, ha presentato il programma economico della Lega che prevede la fantasmagorica cifra di ben 22 miliardi di euro da destinare allo sviluppo economico delle regioni meridionali. Come tutti sanno i veri nemici del sud sono la gran parte dei politici meridionali che non hanno alcun interesse a far crescere il Sud in modo d mantenerne sempre vivo lo stato di perenne bisogno dal quale trae linfa il voto di scambio, l'incultura dell'illegalità, la pratica mai defunta della raccomandazione e della gestione totalizzante del potere.

I veri nemici del Sud sono i rappresentati della Casta che hanno bruciato qualsiasi finanziamento sull'altare delle tangenti e della corruzione. Basti pensare al totale fallimento del mare di euro che la Comunità Europea ha destinato alle regioni meridionali da anni e che non hanno, soprattutto in regioni corrotte come la Calabria, mai sortito nulla di nulla se non far arricchire i soliti noti che hanno costruito immense fortune economiche sulla corruzione dilagante e sull'impunità garantita da un sistema giudiziario che al Sud ha sempre tutelato i vari rappresentati dello Stato corrotti e corruttori che hanno distrutto finanche la speranza per le nuove generazioni. Su tali considerazioni hanno più credito leghisti un tempo contro il Sud ed oggi coscienti dell'importanza delle regioni meridionali che i tanti imbroglioni locali.

Un piano di otto anni per ventidue miliardi di euro per realizzare la "Rete di alta portabilità", equivalente al progetto dell'alta velocità per le merci. Una rete basata sui porti del Mezzogiorno e sul loro potenziamento. Per Matteo Salvini la Sicilia e la Calabria ed in particolar modo l'area dello stretto rappresentano la formula necessaria per "intercettare il continente chiave per il futuro della logistica italiana: l'Africa". Oltre a poter dare all'Italia il ruolo che gli compete in qualità di centro del Mediterraneo. Progetti concreti da parte di una forza politica lontana mille miglia dai loschi intrallazzi di quel sistema di corruzione fra criminalità - politica e voto di scambio che rappresenta da sempre la vera malattia che impedisce al sud di crescere.

Alla fine può suscitare maggiore speranza un partito politico che si è ravveduto sul ruolo del Sud che i partiti politici che hanno foraggiato e foraggiano esponenti politici meridionali legati alla criminalità, truffatori di professione, politici di professioni e figli del maledetto voto di scambio sul quale hanno basato il loro eterno potere che si tramanda, sempre più spesso, anche da padre in figlio come ai tempi del feudalesimo.

Redazione

 

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