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Il Comune di Cosenza chiederà un risarcimento alla Sorical per gli interventi pagati in più e per l’acqua pagata a vuoto mentre si disperdeva  

Il Comune di Cosenza chiederà un risarcimento alla Sorical per gli interventi pagati in più e per l’acqua pagata a vuoto mentre si disperdeva  

Una conferenza stampa indetta per “ristabilire il principio di verità” in un momento in cui tutta l’Italia, non solo la Calabria, è attraversata dal grave problema della siccità e dunque della carenza idrica, ma “occorre fotografare bene la situazione a monte, non mistificarla - ha affermato il sindaco Mario Occhiuto - perché la gestione dell’acqua non può essere una gestione politica e non si può decidere per ragioni di appartenenza se dare o non dare l’acqua a questo o a quel Comune”.

Il primo cittadino del capoluogo bruzio è tornato a parlare della gestione dell’acqua a Cosenza e di conseguenza in Calabria prendendo spunto dal recente provvedimento del Tribunale Superiore delle Acque che ha di fatto legittimato l’ordinanza contingibile e urgente dello scorso 16 gennaio che Occhiuto aveva emanato vietando alla Sorical la riduzione di fornitura e disponendo la requisizione dei punti di consegna dell’acqua al fine di installare dei contatori omologati e verificare così, attraverso i tecnici municipali, l’effettiva portata della fornitura idrica.

Si tratta di un atto che non ha precedenti nel nostro Paese. “Nell’ordinanza - ha detto Mario Occhiuto questa mattina a palazzo dei Bruzi - avevo indicato una quantità di acqua minima (311 litri al secondo) e la consegna delle chiavi dei serbatoi che erano di gestione Sorical. Allo stato attuale, nonostante l’ordinanza che la Sorical deve obbligatoriamente rispettare, oggi risulta che riceviamo circa 240 litri al secondo e quindi di meno rispetto a quanto ne dovremmo ricevere, considerando tra l’altro la fornitura di acqua fondamentale in primis per gli ospedali e le scuole”.

L’ordinanza e la relativa legittimazione del Tribunale delle Acque è stata notificata sia alla Sorical che al relativo dipartimento della Regione Calabria ma non c’è stato ancora alcun riscontro. Per cui, da qui a breve, se la Sorical non rispetterà il provvedimento potrebbero scattare conseguenze penali. “Già nel 2012 - ha ricordato Occhiuto - avevo emanato un’altra ordinanza sull’obbligo dei servizi indispensabili, che in seguito il Consiglio di Stato ha esteso poi a tutti i cittadini e non solo agli ospedali. Quell’ordinanza è tuttora valida”.

Già il Consiglio di Stato, in sintesi, aveva legittimato che l’acqua deve essere un diritto di tutti i cittadini. “Adesso - ha aggiunto il sindaco Occhiuto - sta accadendo che in ogni regione d’Italia si registrino problematiche legate alla siccità estiva e che vanno inevitabilmente a sommarsi ai problemi strutturali esistenti. Ma mentre altrove le istituzioni regionali si sono assunte le loro responsabilità, in Calabria anziché ammettere che abbiamo un’azienda come la Sorical che negli anni non ha ottemperato all’efficientamento delle reti idriche per come avrebbe dovuto, cioè attraverso l’uso corretto delle risorse dello Stato, si tenta di gettare ulteriori pesi sui Comuni”.

Le somme a cui ha fatto riferimento Mario Occhiuto avrebbero infatti dovuto  riguardare anche le reti di distribuzione del Comune (quelle di adduzione, giova ricordarlo, sono gestite dalla Regione e dunque dalla Sorical). “Le reti, oggi, non soltanto non sono sufficienti a evitare dispersioni – ha evidenziato il Sindaco - ma qualcuno dovrebbe pure spiegarci quali investimenti sono stati fatti, visto che nel ciclo integrato delle acque sono comprese anche le reti di adduzione a cui noi, come Comune, abbiamo dovuto mettere mano. La rete idrica di Cosenza nel 2008 registrava una dispersione del 67% mentre adesso siamo arrivati sotto il 37%, secondo i dati ISTAT. Occorreva che questa dispersione – ha proseguito - venisse ridotta attraverso i fondi specifici, invece la Regione non ha assolutamente investito bensì ha addirittura gravato sui Comuni che si sono trovati costretti a ricorrere, come nel nostro caso, a fondi di bilancio. In più, i Comuni hanno dovuto persino pagare la Sorical senza che gli utenti utilizzassero l’acqua che, appunto, veniva dispersa”.

Proprio in virtù di tale spreco, idrico ed economico, l’Amministrazione comunale di Cosenza procederà con una richiesta risarcitoria: “Abbiamo pagato i servizi gestionali della Sorical senza che però i cittadini avessero l’acqua, e come se non bastasse il Comune, ripeto, ha indebitamente pagato negli ultimi dieci anni interventi con propri fondi di bilancio. Tutto questo per quanto riguarda la dispersione. Per quanto riguarda invece la nuova legge regionale N. 18 del 18 maggio 2017 (‘Disposizioni per l’organizzazione del servizio idrico integrato’) si andrebbe ad addossare ai Comuni un onere finanziario ulteriore lasciando però la Sorical come soggetto gestore. Questa mi sembra una cosa difficile da realizzare”.

Ricapitolando, per come emerso questa mattina nella conferenza stampa indetta dal Sindaco, il Comune di Cosenza ha utilizzato fondi di bilancio (per un totale di 300 interventi di media all’anno) finalizzati a interventi di riparazione, e solo in minima parte ha potuto ricorrere a finanziamenti regionali (relativi ad esempio al vecchio Por 2014, lavori iniziati adesso dopo che si erano persi i precedenti finanziamenti): “Di conseguenza - è stato ribadito - proveremo a recuperare le somme in più che abbiamo speso”.

“La nostra prospettiva ideale - ha tenuto a precisare Mario Occhiuto - sarebbe quella di renderci autonomi. Mi auguro pertanto che la Sorical prenda coscienza e rispetti l’ordinanza. Noi chiediamo che quello che effettivamente paghiamo ci venga effettivamente erogato, nel rispetto della media giornaliera. Non ci serve che un giorno, di acqua, ce ne diano il doppio, bensì che ogni giorno ci diano quanto previsto, ovvero un minimo di 311 litri al secondo”. Insieme al sindaco Occhiuto, all’incontro con i giornalisti hanno partecipato  anche gli assessori Francesco Caruso, Francesco de Cicco, Michelangelo Spataro, Carmine Vizza, il capo di gabinetto Antonio Molinari, i dirigenti Francesco Converso e Giovanni De Rose, l’ingegnere Marcello Falbo e diversi consiglieri comunali. 

È toccato all’avvocato Agostino Rosselli, il legale dell’avvocatura comunale di palazzo dei Bruzi che ha seguito con successo il ricorso della Sorical presso il Tribunale delle Acque, delucidare su alcuni aspetti tecnici: “Il diritto al risarcimento sarà un nuovo giudizio che sia il Comune di Cosenza che gli altri Comuni potrebbero intraprendere. La Regione Calabria, del resto, ha modificato la Carta dei servizi decidendo di non intervenire sulle reti idriche cittadine. Non sappiamo come la Regione abbia utilizzato i finanziamenti pubblici destinati a questo settore. Pertanto, per questa inadempienza, i Comuni possono certamente richiedere un giusto risarcimento. La decisione del tribunale delle Acque è il primo provvedimento del genere che si è avuto in Italia e garantisce, così come vuole la Carta dei servizi, che l’acqua arrivi ai cittadini 24 ore al giorno”. Anche l’avvocato Rosselli ha poi accennato alla nuova legge approvata dalla Regione Calabria sull’autorità idrica: “Si va verso la gestione unica dell’acqua da parte della Sorical – ha detto - con la vendita all’ingrosso ai Comuni che avranno maggiori oneri. Ecco: siccome i Sindaci calabresi avranno dei loro rappresentanti in questa nuova istituzione regionale sarà bene vigilare”.

Tornando poi alla questione risarcitoria, “le cifre pagate dai Comuni sulla dispersione idrica, a fronte dei mancati investimenti della Sorical, vanno sommate agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a carico dell’Ente Comune. Anziché favorire l’uso umano, infatti, la Regione ha favorito la realizzazione delle grandi opere, dei grandi appalti, delle grandi dighe. Ma come si fa a investire sulle grandi opere - si domanda Rosselli - se non riusciamo a portare l'acqua all’utente finale?”.

La prossima udienza presso il tribunale delle Acque è stata fissata a ottobre del 2018, dunque il lungo rinvio legittima ulteriormente l’ordinanza del sindaco Occhiuto, ed è sintomatico di quella che sarà l’articolazione del provvedimento finale. La chiosa dell’avvocato Rosselli sintetizza la sostanza dell’argomento trattato: “Al primo posto vanno tutelati gli interessi dei cittadini di Cosenza, così come ha sancito nel 2013 il Consiglio di Stato. Il bene della vita per eccellenza è l’acqua e non si può pensare di toglierla ai cittadini per morosità dei Comuni”.

 

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