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Il grande affare dei migranti, decine di strutture alberghiere, B&B ed agriturismi in provincia di Cosenza convertiti in centri di accoglienza

Il grande affare dei migranti, decine di strutture alberghiere, B&B ed agriturismi in provincia di Cosenza convertiti in centri di accoglienza

Nei tempi passati la provincia di Cosenza con il suo vasto territorio è stata disseminata da tante strutture alberghiere, B&B e agriturismi. Gran parte degli stessi sono stati finanziati dalla Regione Calabria con il solito metodo delle amicizie e dell'appartenenza ai carrozzoni politici, come sempre è stato e sarà in Calabria. Per tale motivo ne sono sorti ovunque anche nei posti più impensabili. Ed era ovvio che tale strutture on potessero con il tempo sopravvivere. Molte di queste sono andate all'asta e molte sono divenute improduttive. Ma, ultimamente, è nato un nuovo business, quello dei migranti. Ed in tanti, non tutti ovviamente perché vi è anche chi svolge tale mansione senza arricchirsi, hanno pensato bene di convertire le loro strutture in centri di accoglienza da destinare ai migranti che arrivano in flotta e a migliaia in Calabria.

Al 10 maggio scorso ma il dato è in difetto perché oramai crescono giorno per giorno nelle strutture erano ospitati 2.048 migranti su 1.653 previsti. La cifra spesa per queste strutture denominate Cas (centri di accoglienza speciali) è di 18.609.276 euro l'anno. Cifra ovviamente destinata a moltiplicarsi dato l'andamento degli sbarchi.La coop che detiene il maggior numero di migranti, ben 360, è quella che gestisce l'albergo "Ninfa Marina" di Amantea. Segue l'ex hotel "La Calavrisella" di Rogliano con 157 migranti. Vi sono poi due alberghi ad Amendolara, uno a Corigliano, a Paola, a San Marco Argentano solo per citarne alcuni. De B&B a Cosenza e Mendicino. Un agriturismo a Castiglione e tanti, tanti altri.

E tanti, tanti altri ne verranno in futuro essendo la Prefettura alla ricerca costante e quotidiana di strutture per l'emergenza che diviene sempre più emergenza. Una situazione che presenta proprio per la caratteristica dell'urgenza una serie di falle enormi. Poco controllo, cooperative che nascono dall'oggi al domani nelle quali, fra tante cooperative oneste e sincere che lavorano con scrupolo, si annidano anche coop create ad hoc di soliti furbetti del quartierino che con il loro acume per gli affari, subodorando la possibilità di lucrare, si sono buttati a capofitto nell'affare dei migranti. E con loro, il mondo di sotto, anche il mondo di sopra, quello degli imprenditori e dei politici, apparentemente puliti e che ogni giorno blaterano di legalità, che, sotto banco, alimentando il mondo di sotto, come hanno lucrato per i tanti alberghi, B&B ed agriturismi fasulli, oggi, sulle stesse strutture lucrano sui migranti.

Ma, come tutti sanno, la Calabria è la terra dei furbetti, sempre vincenti, sempre impuniti. Mentre per gli onesti, malattia terribile in Calabria, rimane la solita sofferenza del vivere quotidiano, mentre i più coraggiosi ed intraprendenti riescono ad andarsene da una terra sempre più corrotta e sempre più marcia che nulla regala alle nuove generazioni, che, privi di qualsiasi tutela, a differenza dei migranti, sono costretti ad emigrare. La Calabria, la terra dei paradossi, una terra che accoglie i migranti, spende milioni e milioni per i migranti e costringe, contemporaneamente, i figli migliori ad emigrare. Terra dell'assurdo, terra di migranti ed emigranti.

Redazione

 

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