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Nel caldo weekend di “CONFLUENZE - Festival delle Invasioni 2017”, Alejandro Escovedo e Don Antonio

Alejandro Escovedo Alejandro Escovedo

Il palco alle Confluenze accoglie il texano, di chiare origini messicane, Alejandro Escovedo, 66enne indomito, che si offre in concerto sabato 8 luglio (ore 22) nell'ambito di “Confluenze-Festival delle Invasioni 2017”.  Nella musica Escovedo c'è cresciuto: il padre Pete, ai suoi tempi percussionista di fama, ma soprattutto dodici figli dei quali otto musicisti di qualità. Citiamo il fratello Coke Escovedo che ha suonato  nella band di Santana, la sorella che, con il nome di Sheila E, è stata per molto tempo braccio destro di Prince. Nel 1975 Alejandro forma a San Francisco il gruppo punk rock/new wave “Nuns”. Ne esce nel 1980 per trasferirisi ad Austin dove forma prima i Rank and File, gruppo alternative country e poi i True Believers.

La svolta avviene nei primi anni novanta quando decide di intraprendere la carriera di solista. Gravity, nel 1992, è stato salutato come un capolavoro e alla fine di quel decennio, dopo quattro album e tanti concerti, è stato definito il «musicista più importante degli anni Novanta». Ricordiamo un'altra collaborazione molto importante, con i Whiskeytown di Ryan Adams, gruppo alternative country, un'esperienza che, insieme ad altre dei suoi trascorsi musicali (vedi la punk band The Nuns) tornano nel suo dodicesimo, e recentissimo disco, “Burn Something Beautiful”, manifesto della sua età matura.

Staffetta con Don Antonio, chitarrista romagnolo dalla forte vocazione internazionale, reduce da un tour europeo con Dan Stuart  e poi proprio con Escovedo, che a Cosenza invece gli cede il palco delle Confluenze domenica 9 luglio (ore 22), per presentare il suo primo album da solista “Don Antonio”.  Antonio Gramentieri, fondatore e anima dei Sacri Cuori e autore di musiche per il cinema, il teatro, la televisione e la pubblicità, personaggio quanto mai eclettico nel panorama musicale italiano.

Il suo album omonimo è un disco estremamente folclorico senza però essere di genere, composto da 14 brani in prevalenza strumentali: più che andare a rileggere formule e clichè già esplorati da tanti altri, Gramentieri prova a mescolare l’idea di suono del Sud, dandogli un’identità latina trasversale. Registrato in Sicilia insieme con Cesare Basile, ma rifinito nella sua Romagna, è un disco dalle melodie romantiche (Amorcantando), con strappi blues e balli di gruppo (Baballo e Sunset Adriatico).  Un album per chi ama le sonorità delle radici, che ha mille sapori, e tutti inebrianti. A volte accompagnati dalle parole, altri dai soli suoni.  

 

 

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