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Pd, si incrina l'idillio fra il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà e il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi

Matteo Renzi e Giuseppe Falcomatà Matteo Renzi e Giuseppe Falcomatà

Nell'ambito dell'ultima, rovente e discussa direzione nazionale del Pd sembrerebbe essersi consumata la rottura di un idillio che sembrava essere molto forte e durevole nel tempo. Ci riferiamo all'intesa fra il giovane Matteo Renzi segretario del Pd e rottamatore che poi non ha rottamato nulla ed il giovane sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Ed il sindaco di Reggio Calabria nell'ultima direzione del partito ha, comunque dimostrato di avere una sua personalità e di non aver timore di controbattere al potente Matteo Renzi.

Non può certamente essere accusato di essere servile o di essere un leccaculo come spesso fanno i potenti politici calabresi, forti con i deboli e poi servili e deboli con i più forti. Probabilmente la ragione della frattura è da rintracciarsi nella nomina in segreterai nazionale del Pd dell'assessore Angela Marcianò. Il sindaco di Reggio Calabria è l'unico calabrese a prendere la parola in direzione. In merito all'avvio dei congressi provinciali Falcomatà ha affermato che "ben vengano le assise provinciali, ma ci sono zone del Paese in cui il Pd è poco più di un comitato elettorale. E' necessario ricostruire un rapporto con la base". I

noltre Giuseppe Falcomatà ha ribadito anche che "serve un programma serio per tutto il Sud, a partire dall’immigrazione e passando per il lavoro, le opere pubbliche e la mobilità". Inoltre Falcomatà ha anche sottolineato che alle amministrative in Calabria si è perso ma è come se non fosse successo nulla. Un atto di coraggio, quello del giovane sindaco di Reggio, ma, che, in un partito di servi e di lecchini come il Pd gli costerà certamente molto caro. Inizierà l'emarginazione dal partito e tutti faranno a gara per isolarlo. Soprattutto i renziani più renziani dello stesso Renzi.

In primis il segretario regionale del Pd, il deputato Ernesto Magorno, che nonostante tutte le sconfitte inanellate una dopo l'altra è inchiodato alla sua poltrona di segretario ed è solo impegnato nel compiacere al suo segretario nazionale.

Redazione

 

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