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Regione Calabria, fra i 291 indagati dell'inchiesta "Mandamento" l'assessore regionale alle attività produttive, Carmen Barbalace. I pentastellati ne chiedono le dimissioni

Carmen Barbalace Carmen Barbalace

Nuova tegola per la disastrata legislatura regionale a guida Oliverio, senza ombra di dubbio la peggiore dal 1970 ad oggi. Nell'inchiesta "Mandamento" condotta dalla Ddb di Regio Calabria guidata dal Procuratore capo Federico Cafiero De Raho risulta coinvolta da indagata l'assessore regionale alle Attività Produttiva, Carmen Barbalace. L'accusa è quella di aver favorito l'indebita erogazioni di contributi per un imprenditore agricolo. E' bene ricordare che nel 2015 il Governatore Oliverio, che ad ogni dove ed in ogni luogo parla di legalità e trasparenza, cavallo di battaglia di tutti i politici calabresi ai quali, ovviamente, non crede più nessuno, aveva defenestrato dalla giunta regionale Guccione, Ciconte e De Gaetano perché coinvolti nell'inchiesta rimborsopoli.

Ora sarà interessante osservare se avrà lo stesso comportamento con la Barbalace o se farà il classico giochetto dei due pesi e due misure. Le accuse per l'assessore esterno o tecnico, qual dir si voglia, sono abuso d'ufficio in concorso, truffa aggravata e truffa aggravata per il conseguimento delle erogazioni pubbliche. La vicenda che ha condotto l'assessore della giunta Oliverio ad essere indagata riguarda i finanziamenti all'imprenditore agricolo Giuseppe Scaramozzino per un importo di 55.000 euro. La Barbalace con Giovanni Aramini e Salvatore Spinelli da componenti della commissione di riesame delle istanze prodotte avrebbero ammesso al finanziamento l'imprenditore «senza rilevare le violazioni procedurali» e «senza verificare che la pratica fosse espletata secondo la legge».

Immediata la reazione del mondo politico. A chiederne le dimissioni immediate il Movimento 5 Stelle con una nota firmata dai deputati Dalila Nesci, Paolo Parentela, Federica Dieni, dal senatore Nicola Morra e dall'europarlamentare Laura Ferrara. "Il governatore della Calabria, Mario Oliverio, tolga subito dalla sua giunta l'assessore Carmen Barbalace, nell'ambito della recente inchiesta “Mandamento”, della Dda di Reggio Calabria, accusata di abuso d'ufficio in concorso, truffa aggravata e truffa aggravata per il conseguimento delle erogazioni pubbliche. È chiaro a tutti che Barbalace - si legge nella nota del Movimento 5 Stelle - non può restare un secondo in più alla guida dell'assessorato alle Attività produttive, dovendosi accertare se abbia o meno favorito un altro indagato, che per la magistratura avrebbe percepito fondi pubblici proprio grazie all'aiuto dell'assessore in questione».

«Stavolta  ci aspettiamo un gesto coerente da Oliverio, che ha parlato ovunque di legalità ma è rimasto silente e immobile per altre vicende giudiziarie che hanno interessato la sua maggioranza. Oltretutto, nello specifico Barbalace è una dipendente della Regione Calabria, chiamata dallo stesso Oliverio a svolgere un delicato ruolo di indirizzo, proprio in un settore fondamentale, che riguarda la concessione di risorse pubbliche a privati. Ci auguriamo che la magistratura antimafia vada sino in fondo nelle verifiche relative agli uffici regionali interessati, nell'interesse della comunità e della politica calabrese».

 

Redazione

 

 

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