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Silvana Mansio, nel cuore della Sila, un comitato spontaneo contro un possibile Centro di Accoglienza per migranti

Silvana Mansio, nel cuore della Sila, un comitato spontaneo contro un possibile Centro di Accoglienza per migranti

L'ipotesi che anche a Silvana Mansio possa essere aperto un Centro di accoglienza per migranti h suscitato delle perplessità e delle preoccupazioni per una serie di motivi. Motivazioni illustrate da un comitato spontaneo formato dai soli 13 abitanti del villaggio che vi abitano tutto l'anno, fra i quali tre bambini, e dal centinaio di villeggianti del periodo estivo. Le preoccupazioni risalgono al fatto che l'associazione Penelope, di Bisignano, ha presentato una manifestazione d'interesse per l'apertura di un centro di accoglienza speciale indicando quale luogo idoneo una struttura alberghiera allocato proprio al centro del piccolo villaggio silano.

Il comitato ha inteso, quindi, inviare una lettera contenete una cinquantina di firme, nella quale illustra le proprie ragioni. La lettera è stata inviata al commissario prefettizio di Casali del Manco, (nuovo comune nel quale ricade anche la frazione di Silvana Mansio, in precedenza territorio di Serra Pedace) e al Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao. "Silvana Mansio - si legge nella missiva - è una delle più prestigiose e storiche località turistiche dell'intero altopiano silano, adagiata in una fitta pineta secolare e nata in epoca romana come stazione di sosta lungo l'antica “strada degli eserciti” per ospitare il transito dei soldati che dovevano spostarsi con rapidità dalla costa ionica a quella tirrenica."

"L'attuale villaggio realizzato negli anni '30 ha pienamente conservato lo spirito delle sue origini". "Sarebbe opportuno vietare che le strutture ricettive private possano essere destinate a siti quand'anche provvisori di accoglienza, considerato, altresì, che la presenza di profughi, a causa di retaggi culturali e implicazioni di natura antropologica, avrebbe un effetto immediato e negativo sul valore del luogo". Inoltre i firmatari della lettera evidenziano nella stessa che "non esistono farmacie, negozi, guardie mediche, uffici postali, servizi di trasporto e altri servizi pubblici."

"Non c'è nemmeno un presidio delle forze dell'ordine, per cui la presenza di un Cas sarebbe "incompatibile con quanto prescritto nel “Vademecum per l'accoglienza dei profughi” licenziato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome". I richiedenti asilo «sarebbero del tutto isolati per 11 mesi all'anno e pur condividendo i principi civili e cristiani di accoglienza e solidarietà" la scelta di un Cas a Silvana Mansio "comporterebbe una ghettizzazione dei migranti e un inevitabile stravolgimento della realtà naturalistica e turistica della “perla della Sila”.

Redazione

 

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