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Cresce il divario fra Nord e Sud, la questione meridionale rimane un tabù e nessuno ne discute più

Cresce il divario fra Nord e Sud, la questione meridionale rimane un tabù e nessuno ne discute più

Negli anni della Prima Repubblica, tanto vituperata ma oggi fortemente rimpianta, uno dei temi cardine della politica era la questione meridionale. Oggi la stessa è stata cancellata dall'agenda politica ed è stata dimenticata da tutti. Mentre in realtà nell'ambito della violenta crisi che dal 2008 attanaglia il Paese il divario fra Nord e Sud è ancora aumentato. A documentare e comprovare tale affermazione l'Ufficio Studi della Cgia di Mestre che ha analizzato quattro indicatori fondamentali.

Il Pil pro - capite, il tasso di occupazione, il tasso di disoccupazione ed il rischio povertà o esclusione sociale. Tutti gli indicatori analizzati segnano dati negativi e sconfortanti per il Mezzogiorno d'Italia. Basti accennare fra i tanti dati analizzati un divario enorme che i numeri certificano. Nel 2016 la provincia autonoma di Bolzano registrava un tasso di occupazione del 72,7% mentre la Calabria registrava un tasso di occupazione del 39,6%.

In poche parole a Bolzano su 100 residenti in età lavorativa, cioè ai 14 ai 65 anni ne risultano occupati 72,7, in Calabria solo 39,6. Un divario spaventoso se si considera che si tratta della stessa nazione. e La Calabria detiene, fra i tanti, anche il record, ovviamente negativo, di aver aumentato in soli nove anni la disoccupazione del 12%. Inoltre nel Sud uno su due è a rischio povertà mentre al Nord la soglia di povertà coinvolge il 17,4% della popolazione. Dati che confermano come il Sud sia sempre più lontano dal Nord e come la Calabria sia il Sud nel Sud ed il fanalino di coda in tutte le graduatorie possibili ed immaginabili.

Redazione

 

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