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Nuova legge elettorale, già approntate alcune modifiche, i collegi uninominali per la Camera in Calabria da dieci scendono ad otto

Nuova legge elettorale, già approntate alcune modifiche, i collegi uninominali per la Camera in Calabria da dieci scendono ad otto

Nuove modifiche alla cosiddetta legge elettorale alla tedesca ma che per molti esperti di leggi elettorali del modello tedesco non ha nulla, tranne la soglia di sbarramento al 5%. Ridotti i collegi uninominali da 303 a 225 con una percentuale del 60% che verrà eletto nei listini e, quindi, nominati ed il restante 40% nei collegi. Per la Calabria i collegi si riducono quindi da 10 ad 8 e questo ne comporterà anche una nuova suddivisione territoriale. Probabilmente si avranno tre collegi per la provincia di Cosenza, tre per le province di Catanzaro, Crotone e Vibo e due per la provincia di Reggio Calabria. I listini potranno essere da uno a sei nominativi ed avranno l'obbligo dell'alternanza di genere. Con il capolista del listino che sarà il primo ad avere la priorità dell'elezione per poi passare ai collegi uninominali.

Una legge complicatissima con un sistema ibrido fra proporzionale e maggioritario che alla fine si traduce in una marea di "nominati", che non prevede le preferenze e che continua a dare ai segretari di partito il potere di vita e di morte di ogni aspirante deputato. Una legge assurda che non potrà che creare enormi problemi sia nella definizione degli eletti che nella successiva composizione delle alleanze. La vera guerriglia all'interno dei partiti si concentrerà, quindi, nel riuscire ad entrare nei listini bloccati cercando di essere nelle grazie dei leader di partito e, precisamente, dei partiti più accreditati nel superare la soglia del 5%.

Quindi la composizione del nuovo Parlamento sarà nelle mani di Silvio Berlusconi per Forza Italia, di Matteo Renzi per il Pd, di Beppe Grillo per il Movimento 5 Stelle e di Matteo Salvini per la Lega. In forse tutti gli altri anche se il limite del 5% potrebbe essere raggiunto dal partito della Meloni, Fratelli d'Italia e di un rassembrament di tutta la sinistra a sinistra del Pd a guida Pisapia. Ma quando si combatte per la soglia essendo gli italiani abituati al voto utile il solo dubbio che non si possa raggiungere rappresenta un forte deterrente per il voto. Ma ancora la legge è in discussione, quindi vi potrebbero essere ulteriori cambiamenti.

Redazione

 

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