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Decreto Scura sulle invalidità civili dalle Asp all'Inps, continuano le polemiche, finanche la Regione si rivolge all'Avvocatura regionale per valutarne la legittimità

Massimo Scura Massimo Scura

Continuano e crescono esponenzialmente le polemiche e le proteste sul decreto del Commissario ad Acta, Massimo Scura, il n.86 del 24 maggio scorso, che concerne un protocollo d'Intesa sperimentale tra l'Inps e La Regione Calabria che affida all'Inps le funzioni di accertamento dei requisiti per ottenere l'invalidità civile. Ad intervenire la Regione Calabria attraverso il delegato del Presidente Oliverio alla sanità, Franco Pacenza, che in un apposito comunicato ha annunciato la decisione di aver dato mandato all'Avvocatura Regionale affinché si valuti la legittimità del decreto in questione. "Il contenuto dell’atto adottato appare del tutto estraneo alle competenze proprie della gestione commissariale essendo queste funzioni, espressamente, attribuite alla Regione.

Nel merito, tuttavia, non possiamo - afferma Franco Pacenza - non rilevare come, ancora una volta, l’iniziativa del Commissariato appaia dettata più dalla necessità di rincorrere presunti scoop giornalistici e di cavalcare onde mediatiche che non dal perseguimento degli obiettivi di rientro dal debito sanitario, e incurante degli ulteriori disagi che saranno caricati su fasce di cittadini calabresi già sovra esposte sul piano sociale e dello stato di salute. Prima di tutto  va tutelato il sacrosanto diritto di tanti cittadini disabili di vedersi attribuire i benefici a cui hanno diritto con celerità e riducendo al massimo lungaggini e disagi e, al contempo, vanno scoraggiati ed eliminati tutti gli abusi. Non solo.

Desta più d’una perplessità il ricorso a un protocollo d’intesa “sperimentale” per un anno che dovrebbe partire all’ora X fissata per il primo settembre (quindi per le domande giacenti presentate fino al 31 agosto e fino al loro smaltimento continueranno ad operare anche le attuali commissioni), così come è tutta da dimostrare l’affermazione contenuta nel decreto che quanto previsto “non comporta nuovi o maggiori oneri diretti o indiretti né a carico dei cittadini né a carico delle Asp malgrado i maggiori oneri derivanti all’Inps dall’assolvimento delle funzioni Delegate” e anche che “l’Inps regionale con cadenza mensile attesterà ad ogni Asp di riferimento la esecuzione di prestazioni rese per il pagamento degli oneri relativi”.

Quindi non si tratterebbe di attività senza oneri". "Si fa notare, inoltre, che trattandosi di funzioni in capo alla Regione in tutte le aziende sanitarie insistono personale medico e non utilizzati per l’espletamento di tali funzioni. Perciò, è assai facile desumere che tutto ciò - conclude il delegato alla sanità - provocherebbe un doppio onere per la regione in quanto manterrebbe il personale addetto e trasferendo le funzioni pagherebbe le prestazioni per coloro che sarebbero chiamati a garantire. Pertanto, il decreto in questione appare non solo illegittimo nella forma e nella sostanza ma inefficace se non addirittura peggiorativo in termini di spesa per il servizio sanitario regionale quanto improvvido nei confronti dei cittadini calabresi più esposti e disagiati".

Redazione

 

 

 

 

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