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Venerdì, 09 Febbraio 2018 08:49

Federico Cafiero De Raho, Procuratore nazionale della Dna, "Candidature ambigue e colluse, spetta alla politica la selezione"

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Federico Cafiero De Raho Federico Cafiero De Raho

Il Procuratore nazionale della Direzione Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, in occasione della firma a Reggio Calabria di un protocollo d'intesa in materia di indagini finalizzate all'applicazione di misure personali e patrimoniali, ha sostenuto che "Spetta alla politica effettuare la selezione. Laddove nelle liste ci sono soggetti contigui o sospettati di contiguità o di collusione, è evidente che ci proiettiamo in un futuro che già di per sé ha evidenziato come uomini della politica siano stati al servizio delle mafie.

La politica deve fare un controllo preventivo dei soggetti eleggibili. Laddove non c’è spetta all’elettorato fare una valutazione. Se l’elettorato si esprime in senso sanzionatorio andiamo verso un futuro migliore, se invece si esprime in senso diverso, è evidente che andiamo verso un futuro non roseo". Certamente il monito del Procuratore ha una sua valenza ma equivale a sostenere che un mondo di ladri possa fare delle leggi contro i furti.

La politica che è inquinata fino al midollo come può selezionare se stessa. Come possono i partiti gestiti da personaggi ambigui e con tanti scheletri nell'armadio ricattabili e ricattatori ripulire le liste se la politica trae la sua forza dalla corruzione, dai finanziamenti illeciti, dalla corruzione dilagante e dagli affari sottobanco. Equivale a poter sperare che un delinquente si arresti d solo. Per non parlare dell'elettorato.

Se, per come ha affermato Nicola Gratteri, Procuratore capo della Procura di Catanzaro, il 20-30% dei voti in Calabria è dominato dalla 'ndrangheta a chi dovrebbe far votare la più potente organizzazione criminale se non ai loro esponenti che hanno inserito da anni ed anni in politica per tutelare i propri interessi. Il dramma è sempre l'infiltrazione fra politica e mafia due facce della stessa medaglia.

Fin quando la magistratura non squarcerà il velo sul terzo livello, sui colletti bianchi dell'imprenditoria, della politica, delle professioni e del potere colluso le organizzazioni criminali non potranno che crescere ulteriormente e dominare sempre più la società conquistando posizioni sempre più foti infiltrando l'economia e portando propri uomini nelle istituzioni, per come farà anche in queste elezioni del 4 marzo dove tanti politici collusi ed inquinati andranno a sedersi a Montecitorio e a Palazzo Madama, come sempre.


Redazione

 

 

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