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Venerdì, 09 Febbraio 2018 08:37

Dati Istat, calo delle nascite, la popolazione italiana diminuisce ed invecchia, la Calabria continua a spopolarsi

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Gli ultimi dati Istat sull'andamento demografico del nostro Paese confermano la tendenza di un Paese che invecchia, diminuisce i suoi abitanti e che si caratterizza per un sempre più forte calo delle nascite. La popolazione invecchia a ritmi incalzanti. L'età media degli italiani è di 45 anni ed il 22,6% della popolazione ha più di 65 anni. In Calabria tali dati si accentuano, l'età media dei calabresi è di 55 anni ed oltre il 35% della popolazione è composta da ultrasessantacinquenni.

In Calabria oltre alla natalità in calo si accompagna il fenomeno dell'emigrazione giovanile che condurrà la regione fra qualche decennio ad essere abitata solo da anziani con una popolazione che non supererà il milione di abitanti. ritornando al piano nazionale analizzando gli ultimi dati Istat si evidenzia che nel 2017 sono nati solo 464.000 bimbi, ancora di meno del 2016. Il 2017 rappresenta il minimo storico dall'Unità d'Italia ad oggi. I decessi sono stati 647.000.

Una differenza negativa fra natalità e mortalità di 184.000. Sono addirittura anche diminuite le nascite in Italia da madri straniere. Anche gli immigrati regolari si integrano nelle tendenze nazionali. Ma il calo della popolazione si differenzia all'interno delle aree regionali del Paese, caratteristica che accomuna qualsiasi fenomenologia sociale in un Paese che non solo ha sempre due velocità ma che allarga, anno dopo anno, i divari enormi già esistenti.

Infatti il report Istat conferma che nelle regioni più ricche dove esiste il lavoro si ha un incremento della popolazione sia per il saldo migratorio dall'estero che per il saldo migratorio dalle regioni del sud verso le regioni del Nord. La Lombardia aumenta i suoi abitanti con ben 10.039.900 su un totale nazionale di 60.500.000. Ben 328.000 le richieste di cambi di residenza dal Sud verso il Nord. Cifre da capogiro con un ritorno all'emigrazione simile al fenomeno dell'immediato dopoguerra.

Ed il tutto nel silenzio della casta politica del Sud. Il tutto mentre la questione meridionale sparisce dal dibattito politico e mentre i giovani calabresi continuano ad andarsene. Ma una regioni di soli anziani non sarà mai capace di ribellarsi al sistema imperante. A fare i cambiamenti, lo insegna la storia, sono i giovani. In Calabria i giovani migliori vanno via e con loro anche la più tenue speranza di un cambiamento.

Una regione di anziani senza alcuna speranza. E tutto questo grazie ad un ceto politico, miope, incolto e truffaldino. Una Calabria che continua a morire lentamente nella rassegnazione e nella palude dell'indifferenza. Questa la triste realtà confermata dai numeri impietosi che essendo tali sono difficilmente opinabili. Ma come sempre la verità è sempre quella che non si vuol sentire, quella che deve essere ignorata. Le favole, le chiacchiere, le false promesse, le pie illusioni e le prese in giro tanto care ai politici professionisti che hanno assassinato la Calabria sono quello che tutti vogliono sentire. Soprattutto nei periodi di campagna elettorale.


Redazione

 

 

 

 

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La Calabria vista da... Mario Greco

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