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Domenica, 04 Febbraio 2018 09:48

Calabria, gli ultimi dati Istat confermano il triste primato della Regione più disoccupata d'Europa, la disoccupazione giovanile al 58,7%

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Oramai i dati economici sono da terzo mondo, da vera e propria bancarotta sociale. La Calabria conferma, con la pubblicazione delle statistiche elaborate dall'Istat, il triste primato di essere la Regione più disoccupata d'Europa. Ma il dato che desta preoccupazione riguarda il mondo giovanile, le nuove generazioni, quello che dovrebbe essere il nostro futuro. Il tasso di disoccupazione giovanile è giunto la 58,7%.

Abbiamo superato l'Andalusia, regione della Spagna che registra il 57,9%. A livello europeo il tasso di disoccupazione generale è al 17,2%. Quello della Calabria è il 23,5%. Quello che risalta è anche la differenza abissale che si registra a livello nazionale fra le regioni del Nord e quelle del Sud con l'abisso calabrese. Un divario incolmabile e oramai senza freno con buona pace del meridionalismo oramai dimenticato da tutti.

Basta fare alcuni esempi. Nella provincia autonoma di Bolzano il tasso di disoccupazione è il 3,7%. La Regione in Europa con il tasso di disoccupazione praticamente nullo è quella del Niederbayern (Germania). Oramai la Calabria è una terra che non offre più lavoro. Nel 2008, agli inizi della crisi, la forza - lavoro calabrese era di circa 600.000 lavoratori stabilmente occupati nella fascia d'età dai 15 ai 64 anni. Oggi la forza - lavoro si è ridotta a 400.000 unità. Su 1.950.000 residenti in Calabria e 1.900.000 abitanti reali solo in 400.000 godono di un lavoro stabile.

Circa 800.000 sono le pensioni erogate a vario titolo. Esclusi gli studenti, rimane una massa enorme di calabresi (circa 600.000) che non hanno alcun reddito ufficiale e che vive di lavoro nero, di precarietà quotidiana, di espedienti e di sussistenza con la famiglie che oramai possono contare solo sulle pensioni dei nonni, il vero ammortizzatore sociale di una società che sia avvia all'estinzione demografica (150.000 i giovani che hanno abbandonato la Calabria negli ultimi 5 anni) e al fallimento.

E tutto nel silenzio e nell'incapacità di una classe politica mediocre che i calabresi, facendosi del male da soli, continuano a votare. Chi è causa del proprio male non pianga se stesso, tanto per citare un proverbio figlio dell'esperienza e della saggezza.


Redazione

 

 

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